
Michele Caporossoutente | Barifilosofo |
senti come suona.
E' nato ieri, o meglio suona da molto tempo, però ha solo 20 anni e quindi è nato ieri. Musicalmente è Ben Harper che suona easy roots (e finalmente qualcuno in Italia che fa pensare a Ben Harper) nonostante abbia quella dannata voglia di non identificarsi nello stereotipo reggae (per ora il look è quello, la sua band si chiama Buffalo Soldiers, però ha cominciato da poco a fare il corista con Roy Paci & Aretuska). Il suo primo disco omonimo è ottimo e avrete modo di ascoltarlo qui su Rockit. In questa intervista piena zeppa di qualunquismo e di linee generali scoprirete un personaggio che per ora è meglio sentir cantare (quando sarà interessante anche sentirlo parlare probabilmente sarà in tour con Ben Harper).
(Foto di Cloz) Bloody Beetroots è la cosa più punk degli ultimi anni, e non c'entra la chitarra scordata, ma la rabbia e la noia. Bob Rifo ha creato un suono talmente depresso e isterico che i party harders ne percepiscono ossessione e incubi in una maniera così estrema e violenta che pogano. Come nel 1977 forse. Wad ha incontrato Bob Rifo qualche ora dopo un risveglio infrasettimanale e hanno parlato di "Romborama", di canguri, di subcultura italiana, di Cina, di Steve Aoki, di brand e moda, e di tutto un certo odio verso il generico e diffuso "essere ancora troppo italiani".
(Le foto sono di Abbry) Durante le riprese del videoclip di 4 singoli (e mezzo) tratti dal nuovo album di Brusco, Michele Wad lo ha incrociato per le strade di Roma per farsi spiegare l'idea di un comedy-clip e per chiarire al singjay romano il motivo per cui questo nuovo disco, ascoltatissimo su Rockit, non brilla di luce nuova (o comunque troppo poca per essere Brusco). Si saranno capiti?
Che siate nostalgici degli anni 90 o hipster di ultima generazione saprete sicuramente il valore specifico che Albertino ha in ambito dance (sotto i commenti di Spiller, Pasta, Congorock e 3 is a crowd). Questa intervista aggiunge l'autorevolezza di un personaggio icona della dance music in Italia all'attenzione che Rockit da molto tempo dedica alla musica da ballare, ai dj/producer e a gli amori nati su un dancefloor.
(Foto di Andrea Zerbini) Italiani: pizza, mafia ed electro-dance. Brava gente. All'estero la scena italiana fidget, italo disco e dance in generale è rispettatissima, in Italia qualcuno sa che c'è. Congorock rappresenta una delle realtà più 'di culo' di tutta questa esplosione che parte dai Crookers, che a loro volta si rilegherebbero al successo di Benny Benassi o Eiffel 65 e arrivano fino a centinaia di party un po' nerd e un po' rave che invadono Milano. Tutta roba italiana (o milanese?). Ad inizio anno il dj salentino presenta "Exodus", un nuovo Ep per la Fool's Gold con produzione di Bob Rifo (Bloody Beetroots) e un remix dei Jokers of The Scene. Michele Wad vi aiuterà a capire meglio con intervista via chat e remix al seguito.