
Partono bene i dischi con la grafica buona, curata, di gusto. Aiutano il formicolio alle orecchie. Se poi li infili e s'accende una scarica di rock'n'roll punky e dancy (che non dimentica noise-pop e garage - e ch'è una sassata), allora si gode. E' quello che succede ascoltando il nuovo, nuovissimo album degli Hot Gossip, band formatasi dalle ceneri dei Candies e dai per ora discograficamente parcheggiati The Fog In The Shell. Power trio per power sound. Bene così.
Togliamoci subito il dente, così definiamo al meglio le coordinate: i Brainiac sono il riferimento primo, l'approccio fisico e rumoroso, la chitarra sferraglia e la sezione ritmica marcia compatta. 4/4 on the dancefloor, si diceva una volta, e da quando anche la chitarra s'è rimessa a rivalutare il potenziale del movimento, allora possiamo bellamente ripeterlo senza timore di sbagliarci. L'obiettivo è quello di fare muovere i culi, chiaro? Non c'è sovrastruttura. C'è quello che basta per essere di moda senza correre il rischio di essere inanellati nell'abaco delle fashion victim senza speranza. Ci sono le canzoni per allettare le cuffie nei viaggi in metrò sotto la calura cocente sognando festival estivi in cui pogare. C'è il rock'n'roll benedettissimo nei secoli dei secoli amen (persino troppo, forse).
Bravi ad azzeccare i riff ("Real Mess" – miglior ritornello dell'album – e il singolone "Stab City"), furbetti a vocodare "Mother Says", direttori d'orchestra nel rendere "John Rowland" una bella marcia su cui battere il piede, ti shakerano con i loro schiaffi fuzz fuzz che alla fine non capisci neanche quando è finita una canzone o s'è il disco è già ripartito. Nel complesso scelgono le t-shirt giuste sfoderando istinto, potenza e confu-noise. E superano la prova.
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