
Cadaveri a passeggio è il progetto di una comitiva che raccoglie sette band, unite sotto un battagliero ideale artistico. Una iniziativa semplice e sincera, persino un po' illusa, ma piccolo atto di amore e follia di musicisti che non si arrendono alla mancanza di spazi e mettono ancora la Musica davanti a tutto. Con poca fantasia, la chiamano "Compilation Indie-gnata" e sulla (orribile) copertina ci piazzano un tostapane che sforna un disco. Dentro ci infilano un brano inedito a testa, ognuno registrato democraticamente nello stesso studio ed alle stesse condizioni. Tutti a ruotare attorno ad un tema mediamente macabro.
L'apertura del palcoscenico spetta ai "Cadaveri" degli Stardog, una band che quando brucerà il vocabolario e indosserà qualcosa di colorato riuscirà a disegnare grandi canzoni. Accompagnati da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, sospingono il loro dondolìo rock tra Nick Cave e La Crus presentando un brano che è quasi dichiarazione di intenti per tutto il progetto. La coerenza stilistica e tematica della compilation è infatti notevole. Le band dimostrano affinità pronunciate, anche se non tutte lasciano realmente un segno. E' infatti piuttosto stucchevole la noiosa parodia marlenekuntziana di Zidima e Hangover, che si dimenano con furore e sentimento, ma con risultati dubbi. Piuttosto fiacco anche l'apporto dei Noise from underground con la loro filastrocca stoner. Non entusiasmante, ma indubbiamente convincente invece il retrogusto gucciniano che i Jerrinez spalmano sul loro rumoroso rock godaniano di "Glamour". Promossi anche i Vintage Violence, che di originale hanno poco, ma ci mettono tanta intensità chitarristica, ispirazione sincera e romanticismo rabbioso, prendendo a calci la loro Milano. Nella compilation stupisce poi una canzone molto bella chiamata "Il morto allegro" e firmata dai La Stasi, che inventano una riuscitissima ballata alla Scisma, colma di personalità.
Al di là delle pagelle individuali, la compilation ha soprattutto un pregio encomiabile: è un vero disco. Non una raccolta di canzoni, ma un disco da ascoltare dall'inizio alla fine. Con un'estetica precisa, un'indole riconoscibile ed uno spessore artistico che forse non ha grandi vette creative ma davvero tanta credibilità. Inoltre i suoi autori cantano tutti in italiano e già questo ha un significato, ma la vera sorpresa è che abbiano persino tutti qualcosa da dire. Bravi.
Supporto: CD
Data di uscita: 09/06/2006
Genere: Rock / Noise / Indie
La band non ha ancora messo in vendita l'album nel suo shop.
Ci sono 24 commenti. {+} leggili/scrivine uno
recensione molto infantile...non resta davvero che essere indiegnati!
secondo me é scritta bene! non perché l'abbia tirata giù uno della mia "parrocchia", bensì perché racconta in maniera chiara quello che "arriva" ascoltando il cd...
è scritta bene? dai Faustiko non mi fare incazzare.
è scritta in maniera spocchiosa e superficiale, non si entra mai nei dettagli dei pezzi se non per criticarne le affinità, presunte o manifeste che siano.
e tralasciando proprio "quello che esce dal cd", ovvero la capacità o meno di veicolare emozioni.
parlo del mio pezzo, che certo può essere criticato, perchè insulso, suonato male, cantato male o quello che vuoi. però che non mi si venga a tirar fuori il termine stucchevole: ecco, quello che è stucchevole è il modo di porsi di alcuni intellettualoidi nei confronti di questo genere di rock, di una certa attitudine che prima veniva celebrata (forse anche a dismisura), e oggi (per la legge del contrappasso?) viene snobbata -quando non attaccata esplicitamente- solo perchè fuori moda, non abbastanza finto chic, non capace di muovere gli allegri culetti.
certo le dissonanze sfacciate riportano subito a certi nomi, ma in quel pezzo ogni passaggio e ogni parola sono venuti fuori dal nostro stramaledetto stomaco corroso, e certo non per omaggiare, venerare, simulare altro che non sia appunto il nostro stramaledetto stomaco corroso.
i termini stucchevoli e parodia infastidiscono, credimi.
ma dimostrano anche che qualcuno è davvero prevenuto.
lo sapevamo, abbiamo voluto correre il rischio, adesso ne abbiamo la certezza e incassiamo il colpo.
per quanto riguarda l'analisi sul progetto in sè, che forse non ne esce con proprio tutte le ossicina rotte, ci saremmo aspettati da un portale che mi sembra si chiami sempre ROCKit qualcosa di meglio che una ALTRETTANTO SPOCCHIOSA chiosa come "ma la vera sorpresa è che abbiano persino tutti qualcosa da dire. Bravi".
come se si parlasse di band che hanno preso in mano gli strumenti da 2 settimane, come se questa fosse la solita compilation promozionale dell'etichetta sailcazz o del furbaster di turno.
come se fosse la cosa più comune del mondo indie l'unione di intenti e di emozioni di 7 band che invece di vomitare invidia sui forum, si uniscono e decidono di registrare appositamente un inedito, e distribuirlo a un euro, per dimostrare che nonostante tutto e tutti qualcosa si è fatto, qualcosa si fa.
certo, siamo estremamente pretenziosi e polemici. "vecchi e passati".
e vedrete che finiremo anche con lo scriverci le recensioni da soli.
manuel c.
certo le dissonanze sfacciate riportano subito a certi nomi, ma in quel pezzo ogni passaggio e ogni parola sono venuti fuori dal nostro stramaledetto stomaco corroso, e certo non per omaggiare, venerare, simulare altro che non sia appunto il nostro stramaledetto stomaco corroso.
da ascoltatore che non capisce di musica dico: gli zidima SONO TANTO stucchevoli e voi dovreste essere più pretenziosi verso la qualità della vosta musica, non verso le recensioni
in questa compilation io salvo solo gli Stardog che sono senza dubbio di un'altra categoria
il fatto che abbiate intenzioni lodevoli e cuori puri non vi autorizza a pretendere trattamenti di favore o paroline dolci
recensione fin troppo tenera e comprensiva per me
ripeto che a mio avviso la recensione è irritante, per i toni e per la superficialità.
e sono intervenuto perchè è stato scritto invece "che la recensione racconta in maniera chiara quello che esce dal disco"
mah..secondo me racconta soprattutto le influenze dei gruppi.
per quanto riguarda la pretesa di trattamenti di favore, credimi: se fosse stato questo l'obiettivo, avremmo potuto scegliere sentieri più comodi.
chiudo dedicando un pensiero anche a dottorslump: guarda che non c'era bisogno di dimostrare a tutti la tua capacità di fare interventi divertenti e coraggiosi..![]()
è scritta bene? dai Faustiko non mi fare incazzare.
è scritta in maniera spocchiosa e superficiale, non si entra mai nei dettagli dei pezzi se non per criticarne le affinità, presunte o manifeste che siano.
e tralasciando proprio "quello che esce dal cd", ovvero la capacità o meno di veicolare emozioni.
parlo del mio pezzo, che certo può essere criticato, perchè insulso, suonato male, cantato male o quello che vuoi. però che non mi si venga a tirar fuori il termine stucchevole: ecco, quello che è stucchevole è il modo di porsi di alcuni intellettualoidi nei confronti di questo genere di rock, di una certa attitudine che prima veniva celebrata (forse anche a dismisura), e oggi (per la legge del contrappasso?) viene snobbata -quando non attaccata esplicitamente- solo perchè fuori moda, non abbastanza finto chic, non capace di muovere gli allegri culetti.
certo le dissonanze sfacciate riportano subito a certi nomi, ma in quel pezzo ogni passaggio e ogni parola sono venuti fuori dal nostro stramaledetto stomaco corroso, e certo non per omaggiare, venerare, simulare altro che non sia appunto il nostro stramaledetto stomaco corroso.
i termini stucchevoli e parodia infastidiscono, credimi.
ma dimostrano anche che qualcuno è davvero prevenuto.
lo sapevamo, abbiamo voluto correre il rischio, adesso ne abbiamo la certezza e incassiamo il colpo.
per quanto riguarda l'analisi sul progetto in sè, che forse non ne esce con proprio tutte le ossicina rotte, ci saremmo aspettati da un portale che mi sembra si chiami sempre ROCKit qualcosa di meglio che una ALTRETTANTO SPOCCHIOSA chiosa come "ma la vera sorpresa è che abbiano persino tutti qualcosa da dire. Bravi".
come se si parlasse di band che hanno preso in mano gli strumenti da 2 settimane, come se questa fosse la solita compilation promozionale dell'etichetta sailcazz o del furbaster di turno.
come se fosse la cosa più comune del mondo indie l'unione di intenti e di emozioni di 7 band che invece di vomitare invidia sui forum, si uniscono e decidono di registrare appositamente un inedito, e distribuirlo a un euro, per dimostrare che nonostante tutto e tutti qualcosa si è fatto, qualcosa si fa.
certo, siamo estremamente pretenziosi e polemici. "vecchi e passati".
e vedrete che finiremo anche con lo scriverci le recensioni da soli.
manuel c.
è scritta bene? dai Faustiko non mi fare incazzare.
è scritta in maniera spocchiosa e superficiale, non si entra mai nei dettagli dei pezzi se non per criticarne le affinità, presunte o manifeste che siano.
e tralasciando proprio "quello che esce dal cd", ovvero la capacità o meno di veicolare emozioni.
parlo del mio pezzo, che certo può essere criticato, perchè insulso, suonato male, cantato male o quello che vuoi. però che non mi si venga a tirar fuori il termine stucchevole: ecco, quello che è stucchevole è il modo di porsi di alcuni intellettualoidi nei confronti di questo genere di rock, di una certa attitudine che prima veniva celebrata (forse anche a dismisura), e oggi (per la legge del contrappasso?) viene snobbata -quando non attaccata esplicitamente- solo perchè fuori moda, non abbastanza finto chic, non capace di muovere gli allegri culetti.
certo le dissonanze sfacciate riportano subito a certi nomi, ma in quel pezzo ogni passaggio e ogni parola sono venuti fuori dal nostro stramaledetto stomaco corroso, e certo non per omaggiare, venerare, simulare altro che non sia appunto il nostro stramaledetto stomaco corroso.
i termini stucchevoli e parodia infastidiscono, credimi.
ma dimostrano anche che qualcuno è davvero prevenuto.
lo sapevamo, abbiamo voluto correre il rischio, adesso ne abbiamo la certezza e incassiamo il colpo.
per quanto riguarda l'analisi sul progetto in sè, che forse non ne esce con proprio tutte le ossicina rotte, ci saremmo aspettati da un portale che mi sembra si chiami sempre ROCKit qualcosa di meglio che una ALTRETTANTO SPOCCHIOSA chiosa come "ma la vera sorpresa è che abbiano persino tutti qualcosa da dire. Bravi".
come se si parlasse di band che hanno preso in mano gli strumenti da 2 settimane, come se questa fosse la solita compilation promozionale dell'etichetta sailcazz o del furbaster di turno.
come se fosse la cosa più comune del mondo indie l'unione di intenti e di emozioni di 7 band che invece di vomitare invidia sui forum, si uniscono e decidono di registrare appositamente un inedito, e distribuirlo a un euro, per dimostrare che nonostante tutto e tutti qualcosa si è fatto, qualcosa si fa.
certo, siamo estremamente pretenziosi e polemici. "vecchi e passati".
e vedrete che finiremo anche con lo scriverci le recensioni da soli.
manuel c.
Lo ripeto , basta criticare le recensioni cercando di screditare chi le scrive e dicendo che o è scritta male o non approfondisce quel tema o altro.
come abbiamo fatto a non pensarci prima... basta smettere di far notare che sono sbagliate e sembreranno giuste! poi si radicheranno nell'immaginario collettivo come giuste... e dopo un po' di tempo lo saranno di fatto!
così, niente più recensioni sbagliate. sei un genio, funzionerà!
propongo di applicare lo stesso metodo a tutti i sistemi di informazione.
come se fosse possibile affermare che una recensione sia giusta o sbagliata
a volte sì, ti faccio un esempio:
Xxxx - Nome disco
di Recensore in manca
"Mentre mangiavo un panino burro e zucchero, come da piccolo, nell'appartamento che ho preso in affitto in questo palazzo trecentesco che non so neanch'io come ho fatto perché in teoria doveva costare un botto e invece tant'è, mi sono messo ad ascoltare il nuovo lavoro dei Xxxx, band veneta (o altro) dalle origini un po' travagliate. Ecco, non mi convince del tutto. C'è troppo PAOLO CONTE (o altro), troppo SAMUELE BERSANI(o altro) e a tratti è quasi insultante. Certo, non mancano le collaborazioni illustri, ed è vero che hanno affidato i suoni al grande (a scelta fra i fonici più gettonati del momento), ma non trasmettono, troppi rimandi ad una musica che ha fatto il suo tempo. Tecnicamente sono ingenui, arrangiamenti sempliciotti, per non parlare dell'infelice scelta dell'ukulele sulla traccia 6.
Detto questo, ne suggerisco l'ascolto ma anche no, forse è il caso di aspettare il prossimo tentativo, sperando che riescano ad emergere dalla loro cameretta, perché ce n'è bisogno in italia.
Il panino burro e zucchero finisce sulle note dell'ultima traccia, che, forse perché sono addolcito dalla merenda o forse perché si intitola come il nome della donna che mi ha spezzato il cuore ma che io ancora amo, maledetta, è apparentemente un piccolo capolavoro di questo 12 tracce da rivalutare.
Sentiremo ancora parlare di loro."
commenti alla recensione:
HEI! MA QUESTA RECENSIONE E'SBAGLIATA!
(Messaggio editato da lant il 21/07/2006 14:04:43)
ci hai provato, apprezzo il gesto, ma hai fatto una pessima figura
in effetti, non posso competere.
qualcosa di meglio che una ALTRETTANTO SPOCCHIOSA chiosa come "ma la vera sorpresa è che abbiano persino tutti qualcosa da dire. Bravi".
Fuor di polemica, c'è un fatto che personalmente non capisco di alcune recensioni(a prescindere da stroncature, promozioni etc etc): il tono NECESSARIAMENTE di superiorità e talvolta sprezzante di chi scrive.
Mi stupisce ogni volta la crudeltà quasi ricercata nell'andar a porre l'accento sul bicchiere mezzo pieno e solo in seconda istanza, soffermarsi sui pregi.
Mi piacerebbe percepire lo stesso vibrante coraggio quando si recensiscono "grandi" nomi, che incappano in pessimi e "stucchevoli" album, e che si fatica a bocciare sonoramente.
per amicizia, rispetto, stima retroattiva?
o perchè non porta conseguenze scagliarsi in libertà su chi conta poco, ma nessuno si vuole inimicare chi conta molto?
detto questo ho letto anche critiche che hanno permesso ad illustri sconosciuti di farsi largo(anche da parte di Acty, per entrare nello specifico).
Ma anche qui ho visto sperticate lodi a bands che erano dei cloni, ben confezionati di altre più blasonate!
Forse perchè andavano a genio quelle sonorità a chi recensiva?
Forse perchè dieci anni fa, fare la musica degli Strokes, dei franz ferdinand era da sfigati/fighetti, e una chitarra dissonante ed un muro di rumore bianco erano il Messia, ed ora è cambiata l'onda?
O(peggio) la moda?
Il punto è: un recensore è tenuto a dire se una cosa gli piace o no, o ha il dovere "professionale" di calarsi nel progetto, utilizzare certe categorie di giudizio e ...se proprio non riesce a tenere a bada il proprio ego, non scadere nella provocazione divertita (dal fatto che sta in una posizione di forza!)
Questa recensione ha lati positivi, eccome, ma ha punte di sardonica crudeltà, un po grtuite a mio parere.
Forse perchè credo che la forma, spesso, influenzi la sostanza. Non poco.
Discorso inutile?
forse questione irrisolvibile...
A voi
Fuor di polemica, c'è un fatto che personalmente non capisco di alcune recensioni(a prescindere da stroncature, promozioni etc etc): il tono NECESSARIAMENTE di superiorità e talvolta sprezzante di chi scrive.
Mi stupisce ogni volta la crudeltà quasi ricercata nell'andar a porre l'accento sul bicchiere mezzo pieno e solo in seconda istanza, soffermarsi sui pregi.
Mi piacerebbe percepire lo stesso vibrante coraggio quando si recensiscono "grandi" nomi, che incappano in pessimi e "stucchevoli" album, e che si fatica a bocciare sonoramente.
per amicizia, rispetto, stima retroattiva?
o perchè non porta conseguenze scagliarsi in libertà su chi conta poco, ma nessuno si vuole inimicare chi conta molto?
detto questo ho letto anche critiche che hanno permesso ad illustri sconosciuti di farsi largo(anche da parte di Acty, per entrare nello specifico).
Ma anche qui ho visto sperticate lodi a bands che erano dei cloni, ben confezionati di altre più blasonate!
Forse perchè andavano a genio quelle sonorità a chi recensiva?
Forse perchè dieci anni fa, fare la musica degli Strokes, dei franz ferdinand era da sfigati/fighetti, e una chitarra dissonante ed un muro di rumore bianco erano il Messia, ed ora è cambiata l'onda?
O(peggio) la moda?
Il punto è: un recensore è tenuto a dire se una cosa gli piace o no, o ha il dovere "professionale" di calarsi nel progetto, utilizzare certe categorie di giudizio e ...se proprio non riesce a tenere a bada il proprio ego, non scadere nella provocazione divertita (dal fatto che sta in una posizione di forza!)
Questa recensione ha lati positivi, eccome, ma ha punte di sardonica crudeltà, un po grtuite a mio parere.
Forse perchè credo che la forma, spesso, influenzi la sostanza. Non poco.
Discorso inutile?
forse questione irrisolvibile...
A voi
secondo me quella chiusura andrebbe interpretata più o meno così: "la cosa che stupisce, in mezzo al mare di mediocrità in cui naviga la musica in italia, è che queste band abbiano a loro modo un certo spessore (sia esso genericamente artistico, specificamente strumentale o di contenuto poetico/sociale/letterario,ecc...)"...
purtroppo non si può parlare sempre a tutti... l'importante è parlare e farsi capire da chi deve...
ciao burp
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