Maledetta Primavera
Caparezza - Le Dimensioni Del Mio Caos

Caparezza

Le Dimensioni Del Mio Caos

Virgin Music / EMI music (2008)

di avatar Francesco Radio Cremonese Francesco 'Radio' Cremonese 23/07/2008


Dischi per l'estate parte 2: andate a ballare in Puglia anche voi quest'anno? Dai che magari vi cade in testa una gru, vi trasformate in Jimi Hendrix e viaggiate nel tempo fino al '68 delle ormai lontane rivoluzioni (…) giovanili!

Parlare male di Caparezza è ormai fuori luogo. Rappare delle cose di cui rappa lui è giusto. Pesante, ma giusto. Punto. Che poi in gioventù sia stato un prodotto inimmaginabilmente trash, non mi interessa più. E c'ho pure un paio di amici che non lo perdonano ancora e non lo perdonerebbero mai, nemmeno se facesse un altro disco bello come quello che ha fatto. E nemmeno io glielo perdono, ché non bisogna essere dei geni per capire che a fare cagate si emette una puzza pazzesca, e che la giovinezza non è una giustificazione all'odore. Ma il fatto è che, ora, questo cd è bello, utile, e parecchio avanti. Si, avanti. Che bisogna ascoltarlo più volte per capirlo tutto. Che i testi sono particolarissimi, e mai banali (affermazione importante e circense, ma, ora, giusta). Che le metriche (la metrica) fanno di Caparezza il rapper più riconoscibile d'Italia. Canta così, il suo flow è questo, ed è un flow con cui Michele fa quello che vuole davvero. Ed è un piacere, anche se la voce ha un tono metallico standard e i coglioni strizzati, perché Capa la musica te la pimpa a dovere e te la fa entrare in testa, con la presa di un cantastorie di Nottingham e l'innocenza di un quindicenne di trent'anni, caustico, ulcerato, terrone e troppo consapevole in un paese allo sbando e senza memoria. È solo per questo che la butta sul ridere, altrimenti vince l'ulcera, e non ti ascolta nessuno se fai un discorso serio. Ed è per questo che il suo stile non ha nulla a che vedere con gli stili codificati. È un casino vero, un caos di dimensioni notevoli, come la musica, che passa dal metal, al pop, al rock, alla pizzica, all'elettronica, alle marcette, alla presa per il culo, passando per i Ministri, il tutto condito dal suo rap a.k.a. "Io non vengo dalla strada, sono troppo nerd!" (rap, non hip hop, claro?). I machismi sono banditi: "un vero uomo dovrebbe lavare i piatti" e l'omofobia è una malattia dell'uomo, non l'omosessualità, ché, checchenedicano i nazicattofrocirepressi, la natura non la pensa di certo così. Chiedete al bonobo, la scimmia evoluzione dell'uomo e pericolosa alternativa sociale in una società che non riconosce il fatto che "l'unico modo per vivere in pace è giocare, mangiare, ed accoppiarsi".

Il mondo di Capa è pure il nostro, se non ve ne siete accorti, ed è un circo a cui si partecipa per forza, senza possibilità di tirarsene fuori. Da Ilaria raffreddata e condizionata da tutto, a Luigi Delle Bicocche, l'eroe del primo singolo: una canzone che è un western edilizio, epico e al tramonto; una non retorica piena di parole che fa venire la pelle d'oca, per la semplicità degli argomenti e la forza delle argomentazioni, tragiche e tristissime perché vere. Come "chi muore al lavoro…". Porca puttana se siamo nella merda… E non è vero che "we don't need another hero" come diceva Tina.

Tutto questo per dire che questo disco ha lo spessore (e la forma) di una Storia, e merita molto. Punto. Anzi no: "Human sucks!".

{+} mostra info disco

Tracce di Caparezza, Le Dimensioni Del Mio Caos

01. La Rivoluzione del Sessintutto
02. Ulisse (You Listen)
03. Non Mettere le Mani in Tasca
04. Pimpami la Storia
05. Ilaria Condizionata
06. La Grande Opera
07. Vieni a Ballare in Puglia
08. Abiura di Me
09. Cacca nello Spazio
10. Il Circo delle Pantegane
11. Un Vero Uomo Dovrebbe Lavare i Piatti
12. Io Diventerò Qualcuno
13. Eroe (La Vera Storia di Luigi delle Bicocche)
14. Bonobo Power

Commenti per Caparezza Le Dimensioni Del Mio Caos

Commenti

Ci sono 6 commenti. {+} leggili/scrivine uno