Maledetta Primavera
Julie's Haircut - Our Secret Ceremony

Julie's Haircut

Our Secret Ceremony

Bunker Studio Rubiera / Andrea Sbaragli / A silent place (2009)

di avatar Elisabetta De Ruvo Elisabetta De Ruvo 02/03/2009


Da dove cominciare? Dalle suggestioni fortissime del secondo cd o dalla forza evocatrice un po' vintage e un po' pop del primo? E' vero, i Julie's Haircut non hanno mai disdegnato nessun tipo di ispirazione e in questo loro, nuovo, quinto lavoro hanno condensato tutte le esperienze maturate in quindici anni di "attività".

Immagini, non solo evocazioni sonore. Passando da una scena d'azione in grana sfocata, dove un Martin Lindau affronta l'alieno di turno in "Spazio 1999" ("The shadow, our home"), allo sguardo assente e senza speranza del ragazzino biondo nelle prime scene di "Germania Anno Zero" ("Ceremony"). E ancora Catherine Spaak che cavalca Trintignant, ne La "Matriarca" ("The devil in Kate Moss"). Come poi non pensare ad un Caligari che percorre il suo sentiero espressionista strobizzato ascoltando "The dead will walk the earth"?

La musica è la padrona incontrastata, regina di ogni cerimonia segreta e personale, i silenzi amplificano la forza delle canzoni, le gonfia, le fa esplodere ed implodere, come il respiro coatto in un polmone d'acciaio sperso in un vastissimo prato verde e soleggiato.

Attenti i Julie's Haircut, artefici di un operazione viscerale e minuziosa, ricca di significati reconditi e lampanti, che possono iniziare in sordina, ripetendosi ossessivi in una circolarità vorticosa che cresce, quasi s'ammutolisce e poi riemerge ancora più infiammata, come in "Origins", pezzo centrale dell'intero lavoro, una sorta di chiave di volta di tutto il disco.

Gli ospiti poi aggiungono anche il loro personale contributo, amalgamandosi perfettamente tra le trame vischiose delle tracce, come Enrico Gabrielli che diluisce i suoi fiati nel funky noise molto seventies di "The mean affair" (senza dimenticare "Breakfast With The Lobster") o come Giancarlo Frigieri che canta e suona glockenspiel e wurlitzer, perché più ce n'è, meglio è. Ed è bello avere tanti amici musicisti.

Ricapitolando quindi, elenchiamo un po' le vibrazioni che emergono: space, rock, pop, funky, elettronica, kraut, alt-wave, ambient, sperimentazione, psichedelica, realtà, irrealtà, note, silenzi, forza, fragilità, intensità, delicatezza. Maturità. Bellezza.

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Tracce di Julie's Haircut, Our Secret Ceremony

CD 1
01. Sleepwalker
02. The Shadow, Our Home
03. The Stain
04. The Devil In Kate Moss
05. The Dead Will Walk The Earth
06. Origins
07. Mean Affair
08. Mountain Tea Traders
09. Let The Oracle Speak

CD 2
10. La Macchina Universale
11. The Devil In Kate Moss Part II: Exorcism
12. Hidden Channels Of The Mind
13. Breakfast With The Lobster
14. Ceremony
15. They Came To Me

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2010-03-17 02:34:49