
Antarteband | Agrigento, SiciliaIndie / Post-Rock |
GLI ANTARTE Gli Antarte sono ufficialmente: Lillo Morreale (chitarra, voce) classe '90, Paolo Vita (chitarra) classe '91, Peppe Ferlisi (basso) classe '89. Nascono tra Favara e Porto Empedocle (provincia di Agrigento) nell' estate del 2008. Nel mese di novembre cominciano a prendere forma Thirteen e Midnight song, canzoni scritte molto tempo prima, che però vengono riarrangiate e modificate secondo nuove influenze musicali che cominceranno a subentrare nelle nostre composizioni e che poi confluiranno nella totalità del nostro sound. Partecipiamo a varie manifestazioni musicali nella provincia di Agrigento lavorando parallelamente alla realizzazione del nostro primo disco di inediti. Le registrazioni del disco proseguiranno fino a maggio del 2009 per poi procedere con la fase di mixaggio e la pubblicazione del disco per la metà di giugno. Ci siamo autoprodotti e il disco è stato interamente registrato in casa con la nostra strumentazione personale. Al momento stiamo lavorando sugli arrangiamenti delle canzoni per portarle al meglio nella loro dimensione live. Le nostre influenze musicali spaziano dal post-rock dei Godspeed you Black Emperor! all'indie rock dei Radiohead e di Jeff Buckley, passando per i Sigur Ros e inconsciamente dai Pink Floyd sperimentali di inizio anni 70. Ma siamo totalmente aperti ad ogni genere di sperimentazione che possa comunque convergere nel gusto per la melodia e per gli arrangiamenti raffinati. ANTARTE (IL DISCO) L'idea di partenza per Antarte è quella di intraprendere strade nuove, allontanandoci sempre più da dove siamo partiti, creando una musica che susciti emozioni, che conduca in posti sempre nuovi ed inesplorati. E' la nostra musica che ci conduce e ci guida verso la sua meta finale, noi siamo lì a suonarla e ad immergerci nel caos emotivo che scaturisce dai suoni che ci circondano. Thirteen è il primo dei due brani cantati del disco. Il grido disperato di un uomo emerge da una folla di androidi rumorosi che calpestano la bellezza, quel grido ci conduce verso un addio al mondo, un addio alle parole inutili e ci porta alla ricerca della libertà e della bellezza pura. Un testo decadente alla Radiohead si distende per circa 7 minuti su un tappeto di chitarre che sfociano spesso nella distorsione per poi giungere ai limpidi arpeggi finali. Acid skies è una lunga cavalcata verso l'ignoto. E' il brano più lungo del disco e rappresenta l'anello di congiunzione fra la disperata fuga dal mondo di Thirteen e le placide atmosfere notturne di Midnight song. Il viaggio verso la bellezza si snoda attraverso una serie di arpeggi paranoici, sperimentazioni sonore che guardano verso Penderecki e che culminano nella lunga coda finale. Midnight song è nata per prima e rappresenta il nucleo centrale attorno al quale ruota l'album. I glaciali arpeggi iniziali ci conducono verso la luna attraverso la sua scia argentata riflessa sul mare, per poi scoprire l'amore nella donna che si nasconde sotto l'immagine della mezzanotte. La canzone è un crescendo emotivo scandito dalle note dell'archetto sulle corde di una Gibson. Il tema finale ci accompagnerà poi in fugaci apparizioni per il resto del disco. Number the stars nasce dalla musica e dalle ultime parole di Midnight Song: "when you finish to number the stars I will finish to love your eyes" . Le chitarre inzialmente scoordinate si aprono la strada verso il nucleo emotivo della canzone per poi raggiungere l'apice del disco e crollare inesorabilmente sul mare dal quale erano partite. When you choke è senz'altro il pezzo più sperimentale del disco. Una sequenza malinconica di accordi che si staglia sulle onde, sul mare che è rimasto solo insieme all'ascoltatore con l'unica speranza di annegare nell'emozione del ricordo.
![]() ![]() | Thirteen da "Antarte" (2009) |
![]() ![]() | Acid Skies da "Antarte" (2009) |
![]() ![]() | Midnight song da "Antarte" (2009) |
![]() ![]() | Number the stars da "Antarte" (2009) |
![]() ![]() | When you choke da "Antarte" (2009) |