Maledetta Primavera

m-bcom

C'è chi dice che non esisto... 08/11/2008


Il fantasma Moniettino
scrive e gioca a nascondino,
ogni tanto ci fa "Buh!"
ma ti giri e non c'è più.

Mercoledì 25 luglio 2007.
Nessuno aveva creduto agli avvertimenti, alle info mormorate che serpeggiavano via cavo.
Ma alle ore 17,00 circa, a rischio di squagliare la sua entità ecloplasmatica, al grido di "Pensiero Tamarindo", si è palesato in Via Pestalozzi 4 a Milano il fantasma Moniettino.
Si aggirava per la strada, lato-ombra, spaventando nell'ordine: quelli della Grafica Acquaviva che creano partecipazioni di matrimonio e che se ne stavano fuori a fumarsi le siga; una signora filippina che trasportava un improbabile numero di borse della spesa o era ella stessa una borsa della spesa trasportata dalle altre, non s'è capito bene; il portiere del cortile di Via Pestalozzi 4 che non è riuscito a proferir parola alcuna quando il fantasma Moniettino, con aria furbetta e pressoché spippata, gli ha fatto capire che voleva sapere "Dov'è Rockit", chiedendolo con lo stesso tono che annuncia domande tipo "Dove posso trovare Dio o il suo diretto sostituto".
Alla fine il contatto è avvenuto ed il fantasma Moniettino è rimasto un bel po' a vagare tra tavoli e scaffali del luminosissimo primo piano con terrazza che è la sede che unisce idealmente tutti noi.
Solo due i temerari fisicamente presenti, sì, ma tendenti anch'essi all'ectoplasmosi, considerando che ricevevano refrigerio dal caldo tramite due mini ventilatori. Il gesto stoico, generoso e rockittiano si è subito palesato: i due, le cui identità lascio a voi tutti scoprire, non hanno tardato a condividere col fantasma Moniettino quel flebile soffio artificiale.
Ed il connubio è nato, insieme alla considerazione che
"Monia c'è".


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