
http://dirittoallarete.ning.com/profile/AlessandroBottura
-'mbuti: nome d'arte, sì, ma come e quando?
AB: beh, attualmente, nel mio caso, nome d'arte no! Ho deciso di mantenere il mio vero nome in quanto, coerentemente con il tipo di musica che scrivo e suono, è quello che realmente sono. Per come la vedo, il concetto del nome d'arte è molto simile a quello di "maschera", "personaggio", una dimensione parallela rispetto al tuo vero io; se dovessi fare un tipo di musica che elude da ciò che sento come propriamente "mio", allora OK; ma ora come ora, avendo la fortuna di riuscire a suonare ciò che veramente sono, non ne vedo il motivo..
-'mbuti: processo compositivo, come vi organizzate?
AB: essendo per natura molto istintivo (forse anche troppo), parto da ciò che mi esce dalle mani; i miei pezzi sono tutti nati da sessioni estemporanee di improvvisazione, da cui estrapolo le cellule buone, i riffs che andranno a comporre il nuovo brano. Una volta che ho i vari "pezzi", cerco di ricomporre il puzzle dando un senso logico al tutto, partendo dal groove di base ed arrivando fino alla fine del brano. Credo, così facendo, di riuscire ad ottenere qualcosa di più caldo, vivo e pulsante rispetto ad un lavoro preconfezionato a tavolino.
-'mbuti: musica indipendente croce o delizia?
AB: come già dissi in un precedente intervento, croce e delizia contemporaneamente. Se da un lato l'indipendenza musicale ti consente di poter investigare dentro di te e proporre ciò che veramente sei, senza dover scendere a meri compromessi di mercato, da un altro sicuramente non può garantirti quella sicurezza economica e non solo che ti consentirebbe di concentrarti esclusivamente sulla tua musica (oh, in qualche modo si deve anche mangiare...).
-'mbuti: arte ed impegno sociale?
AB: cito anche qui un mio precedente intervento, riproponendo il pensiero Schopenahueriano secondo cui la musica, essendo linguaggio universale, riesce ad esprimere la vera essenza del mondo, ed essendo la musica composta da essere umani, il legame col Sociale è già intrinseco nella definizione stessa. E se la tua opera riesce a comunicare qualcosa a qualcun'altro, allora hai raggiunto il tuo scopo. Come in tanti altri ambiti, la sola cosa che può distruggere il tuo operato è l'indifferenza. A mio avviso, comunque, se il nostro scopo finale è quello dell'Arte, con la "A" maiuscola, ci sono certi argomenti (ehm..ehm..."politica"...coff..coff...) di cui è meglio diffidare, in quanto andrebbero a contaminare con le loro impurità l'unica cosa PURA che ci è rimasta...
-'mbuti: come immaginate la vostra attività in mancanza di socials tipo myspace, IMISound ed altri?
AB: con un numero: 0! Scherzi a parte, è innegabile che, al giorno d'oggi, grazie a questi potenzialmente illimitati mezzi di comunicazione la possibilità di proporre i tuoi lavori ad un pubblico che non sia necessariamente costituito dalle solite 100 o 200 persone (se va bene!!) è nettamente superiore. Di conseguenza, ovviamente, aumentano anche le possibilità di raccogliere maggiori consensi (che tanto bene fanno all'autostima!!), di fare nuove conoscenze tra gli addetti ai lavori e di costruire qualcosa di veramente buono.
-'mbuti: e come immaginate la vostra vita senza la rete?
AB: parlando d'altro che non sia il settore prettamente professionale, non troppo diversa da quella attuale. Solamente da un lato, quello della cosiddetta "informazione"; sebbene sulla rete di trovino tanti fake, notizie-bomba assurde e molte cose semplicemente irreali, tante, forse troppe, sono le realtà di cui non conosceremmo niente e che, grazie alla rete, invece, emergono e si palesano ai nostri occhi..
-'mbuti: come avete conosciuto dirittoallarete.ning?
AB: in una parola? 'mbuti!
-'mbuti: come pensate sia giusto perseguire gli obiettivi che si propone dirittoallarete.nin (- continuare a vigilare su ciò che accade in Senato (e fuori) a proposito delle disposizioni che a noi stanno a cuore del DDL Alfano perché il pericolo non è ancora sventato nonostante quanto qualcuno scrive qui e là sostenendo - evidentemente senza conoscere né le dinamiche del processo né i tribunali - che il problema possa essere risolto attraverso un'interpretazione autentica;
- denunciare, qui, attraverso un semplice post - meglio se con nome e cognome ma solo perché la fiducia reciproca è un ineliminabile collante in ogni comunità reale o virtuale che sia - ogni abuso dei diritti civili in Rete nel quale si imbatta da vittima o, piuttosto, da osservatore.)
AB: come la storia ci insegna, i liberi pensatori, gli outsider (come, politicamente, mi vanto d'essere), e quant'altro, son sempre stati oggetto di persecuzioni. A mio avviso, siamo nel pieno di una caccia alle streghe del XXI secolo. A nessuno, destra, sinistra, Pdl, PD, UDC, PaRaPonziPonzipPero, fanno comodo questi personaggi. Detto ciò, penso sia giusto, anzi necessario, perseguire i suddetti obiettivi, ma al tempo stesso non saprei suggerire una procedura efficace, in quanto molto poco, forse troppo poco, fiducioso del fatto che ci sia qualcuno disposto a tendere la propria autorevole mano in soccorso. Con questo, però, non voglio rassegnarmi a subire passivamente, mai, anzi, credo sia necessario combattere fino alla fine, finchè anche l'ultimo cadrà per ottenere ciò che vogliamo (fa molto William Wallace come frase!!).
-'mbuti: nel forum http://dirittoallarete.ning.com/forum/topics/nuove-idee-per-continu... ci sono alcune proposte specifiche fatte per gli artisti e dagli artisti, vi sembrano fattibili? aderireste? avete ulteriori idee?
AB: L'idea di una "Compilation" non è assolutamente male, anzi, ma credo che la cosa abbia più bisogno di una sorta di inno, un brano nato dalla collaborazione di più artisti conosciutosi telematicamente che rappresenti ciò di cui stiamo parlando, delle immense possibilità della rete e del nostro diritto ad essa..
uno o più imbuti
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