Maledetta Primavera

fabiofedra

30-05-2005 ore 10:28:11 Calma più piatta di una donna piatta 30/05/2005

Rieccomi sul letto col portatile.
Ma sempre il 30 scrivo? E' un caso lo giuro; chissà se inconsciamente aspetto la fine del mese speranzoso che il nuovo mese possa portare novità.
Situazione di stallo: altri curriculum inviati, altre telefonate effettuate, eppure sembra che non basti.
Forse dovrei rivedere la strategia utilizzata, forse dovrei ragionare seriamente su un'idea di nuova concezione che riesca ad evidenziare la mia persona.
Non sono egocentrico, almeno non più di molti altri che non si reputano egocentrici.
Il mio problema fondamentale credo che sia di aver scelto di voler fare una professione che non è una professione... o almeno non lo era qualche tempo fa, oggi si chiama musicista ma qualche tempo fa si chiamava musico, cantore, cantastorie, menestrello, ed erano i più sfigati che c'erano in giro, erano quelli che giravano i paesi raccontando le storie che avevano visto in altri paesi, e campavano della bontà degli spettatori che facevano loro delle offerte, oggi si possono vedere zingarelle sulla metro con una pianoletta bontempi spingere il tasto della demo e passare dai passeggeri a battere cassa, ma prima era diverso.
Poi c'era il giullare, ma quello era un lavoratore di corte, quello veniva stipendiato.

Quello che non riesco a capire è perchè ho scelto di fare il musicista nella nostra era?
Oggi se accenni due accordi di chitarra per strada arrivano le guardie e ti cacciano, poi magari ti perquisiscono e ti trovano anche le due canne da compagnia per cercare di passare una giornata in modo piu' sereno possibile e ti segnalano alle autorità, insieme ai ladri ed assassini; ma io stavo solo suonando...

Le cose sono cambiate, ma lo diceva anche mio nonno quando era in vita che i tempiu erano cambiati, e prevedo che cambieranno ancora, proprio per far continuare a dire alle persone che verranno che prima era diverso.

Eppure a volte ho l'impressione che tutto possa risolversi in modo pressochè istantaneo e semplicistico.
A volte la soluzione la vedo nel gesto di tirare un sasso in un laghetto, certo che il segreto sia di beccare col sasso un particolare punto del lago, e allora si che tutto cambierebbe, potrebbe apparire un genio a cui ho rotto la bottiglia col sasso, e non avendo piu' dimora verrebbe ad abitare da me, esaudendo ogni mio desiderio, non i soliti 3 prima di tornare nella bottiglia.

Ma che mi torturo a fare con fantasie del genere? La vita va vissuta, va preparata a vent'anni per potersela godere sui cinquanta, lavoro, tredicesima, cassa edile, ferie, elettordomestici, bollette, affitto, figli... tutte cose che non ho.

Mi chiedo se le regole per condurre una vita "tranquilla" sia quella di organizzarsi la vita in modo "tranquillo".
Ed il fattore "fortuna"?
Che ti fa nascere da genitori ricchi? Molti problemi non me li farei, farei il musico tranquillo con gli strumenti piu' costosi.

Ma quella più ambita è la componente "bucio di culo", quella che ti fa nascere da genitori di ceto medio-basso con tutte le difficoltà che appartengono ad uno stile di vita così, poi un giorno per puro caso ti ritrovi persona prestigiosa, ricca, o nei casi piu' fortuiti tutti e due.

Non dico che non mi piacerebbe l'uno o l'altro pacchetto, ma mi accontenterei di molto meno.
A me basterebbe poter cantare cover in perfetto anonimato di qualche locale che paghi senza problemi, che mi possa rendere sereno l'idea di avere un reddito nel tempo, magari a riuscire addirittura ad aprire un fondo pensionistico, e magari a potermi permettere dei figli.
Ma ho difficoltà a rendere reale questo mio sognetto.
E mi sa che dovrò cercarmi un vero lavoro.

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