
carloutente redattore di rockit | Milanoballerino / dj / filosofo |
uno che è capace di ammazzare un cane a freddo, sarà capace di ammazzare un cristiano come dicesse un padrenostro.
Signore e signori, the Great Bloody Beetroots' swindle: "Death Crew 1977"! Dopo migliaia di djset in giro per il mondo, milioni di visualizzazioni e ascolti su internet, il primo disco ufficiale ("Romborama"), ecco il live-set. Bob Rifo e soci lo hanno lanciato con un mini-tour italiano e ora sono pronti per conquistare Europa, America e Australia. Un set tiratissimo per un pubblico in delirio, i Bloody Beetroots sono ormai un fatto generazionale. Carlo Pastore era ai Magazzini Generali di Milano, ora racconta la rapa e la fava.
(Foto di Daniele Rebecchi) Only the strong survive. 12 anni fa nascevano i Giardini di Mirò, erano ancora gli anni Novanta. Mentre l'evoluzione ha fatto il suo corso, i Giardini di Mirò bruciano ancora. "Il fuoco" (Unhip Records) è il loro quarto disco. Il progetto, nato come sonorizzazione dell'omonimo film muto di Giovanni Pastrone (1916) commissionata dall'Istituto del Cinema di Torino, ora vive della propria fiamma. Una fiamma – rossa, certo non di quel tricolore – che continua a scaldare i riflessi del cielo padano plumbeo sopra Reggio Emilia, dove ormai risiede la maggioranza del quintetto. Ne parliamo con Jukka Reverberi, il guitar hero della band, l'uomo dalla testa indipendente, colui che disse "no" agli Afterhours di Manuel Agnelli. Un vero uomo; d'altri tempi.
(1991. Intervista a Salvatore Cuffaro, detto Totò, fatta da Santoro & Costanzo con la presenza di Giovanni Falcone - Tratta da "La Mafia è Bianca" di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini) Palermo. E' la mattina del 23 maggio 2008. E' la Giornata della Memoria, quella memoria lacerata e sentitissima dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, integerrimi rappresentanti dello Stato che lavora per i cittadini. Il sole è caldo, le scolaresche affluiscono verso il carcere dell'Ucciardone. Io siedo fra i banchi come loro e ascolto gli interventi degli invitati. Ci sono tutti: dal Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso fino a Maria Falcone. E' una lunga mattinata con il cuore compresso dentro un pugno invisibile, lo stomaco stretto in una morsa violenta; il mio mood è lo stesso del documento video di cui sopra. Giuseppe Ayala, PM di fiducia di Falcone, seduto nella sua postazione, la stessa del Maxi Processo, dichiara che se dopo 22 anni ci chiediamo se la Mafia è più o meno forte di prima, "diamo per scontato che ci sia". E' un commento amaro a cui aggiunge: "La Mafia si combatte a Palermo, ma si vince o si perde a Roma". Gli applausi sono calorosi, è la rabbia che muove le braccia. Scendiamo in strada e attraversiamo la città, conosco gente meravigliosa, reincontro i ragazzi dell'Associazione AddioPizzo, stiamo in silenzio ad ascoltare la filastrocca naif di Lorenzo Jovanotti e ci commuoviamo, infine arriviamo alla festa conclusiva con i concerti di Frankie Hi Nrg e Roy Paci. E lì che incontro i Combomastas'. SeccoJONES, il "can'i caccia" e produttore musicale; EliaPHOKS, il punkabbestia che vuol fare l'MC; SHORTY, il più piccolo e il più cantante; infine OthelloMan, il leader un po' profeta e un po' papà. Insieme sono un combo hip hop che autoproduce la propria musica, i propri vestiti e la propria speranza. Hanno ancora segnate le cicatrici delle stragi di stato e solo la Musica ha potuto curarle un po'. Vogliono un mondo senza Mafia e si candidano a cambiarlo con la Fede in Dio. Tanti motivi critici di discussione interessante, che affrontiamo con il più navigato del Combo: Othello.
(Amor Fou - Foto da internet) Prima c’è una storia. Adele e Paolo si incontrano, si innamorano, si lasciano senza un vero motivo, dopo una storia tormentata fatta di momenti di idillio alternati a liti furenti. Poi c’è un’illuminazione fortissima, epifanica forse, che parte da questa storia per stimolarne una nuova. Ambiziosa come solo quattro musicisti di talento ed esperienza possono mettere in gioco, riponendo in discussione i loro piccoli successi e soprattutto ridisegnando le loro nuove frontiere. In un nome come Amor Fou - che si scrive come “amore pazzo” e si legge come “amore passato”, un po’ italiano e un po’ francese come le loro influenze – si incontrano Alessandro Raina (ex Giardini di Mirò, N00rda), Cesare Malfatti (La Crus, Dining Rooms), Leziero Rescigno e Luca Saporiti (Lagash). Il loro esordio è “La Stagione Del Cannibale”, un romanzo epistolare neorealista diviso in 12 canzoni pop, che parte dalla cronaca per fare della letteratura. E soprattutto per fare una musica italiana nuova, svezzata all’Europa dei Notwist e all’America dei Blonde Redhead, unita nella nostra tradizione cantautorale, quella che raccontava l’Italia che cambiava parlando di storie. Spesso d’amore. Perchè “non esiste un amore che non sia pazzo, anche per un istante. Non esiste un amore passato che non lasci tracce degne di essere raccontate”.
(I Giardini di Mirò - Foto da internet) Sembra un’eternità, eppure per i Giardini di Mirò è ‘solo’ il terzo disco ufficiale. Pubblicato, come sempre, da Homesleep. Un disco che li vede all’apice della loro poetica e dimensione artistica, completi come visione musicale d’insieme e compatti come band. Un album violento pieno di impegno e d’amore. Siamo andati a capire che cosa li avesse portati a scegliere di dividersi dal vecchio cantante Alessandro Raina, come interpretassero i loro dieci anni di storia e come ci si sentisse ad essere la band indie più importante d’Italia. Jukka Reverberi, mestiere punk guitar hero, e Corrado Nuccini, artista con senso di colpa, rispondono. “Dividing Opinions is all we are”.