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Biografia Egokid

Lombardia

Rock, Pop, Cantautore 

Tutto accade a Milano, la città della moda, delle TV berlusconiane, del precariato di lusso e della stantia cultura di regime. È qui che Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo si incontrano e intrecciano le prime collaborazioni. I due sono studenti della scuola civica di jazz, entrambi cantanti e aspiranti autori di canzoni, che la passione per il rock inglese anni '70 e il pop anni '90 ha avvicinato, isolandoli dalle dinamiche accademiche, nella comune ricerca di qualcosa di nuovo. Quando nascono, gli Egokid sono una band dall'attitudine iconoclasta, ma esibita in chiave camp surreale, che guarda al contemporaneo post-rock e al modernariato pop degli Stereolab per definire una personale idea di psichedelia. Tutto ciò si esemplifica nell'album di debutto “The Egotrip Of The Egokid” (uscito nel 2003 per i tipi dell'etichetta messinese Snowdonia), che guadagna al gruppo le simpatie della stampa indipendente, portandolo a esibirsi nel 2004 sul palco del a Tora! Tora!. Nel seguente “The K Icon” (EthnoWorld 2006) la band comincia un percorso verso la forma canzone e i crossover stilistici, definendo la propria idea di pop dissacrante, attraverso la messa in scena di personaggi-icona: da Sean Connery a Babbo Natale, dalla Madonna (che campeggia in copertina) alla pornostar Ron Jeremy. Un parziale scarto dall'ironia amara delle prime prove si attua nel successivo “Minima Storia Curativa”, il primo album in italiano, che il gruppo presenta al Miami Festival 2008 e che vede l'avvicendarsi di una nuova formazione: a Diego, Pier e il batterista Leo Ganazzali, si aggiungono Fabrizio Bucchieri (basso), Davide “Debe” Debenedetti (sintetizzatori) e Cristian Clementi (chitarra elettrica). Nell'album, realizzato dall'etichetta “piccola, ma curata” Aiuola Dischi, emerge un approccio più intimista, legato alle esperienze personali dei due autori. Canzoni d'amore come Milioni, E, La Donna-schermo e Imprevisti costituiscono una novità significativa nella poetica del gruppo, che tenta qui di tracciare le linee di un romanzo di formazione, di raccontare un'educazione sentimentale sui generis, alla ricerca di un messaggio universale. La scrittura dei testi in italiano diventa dunque il passaggio obbligato per sondare le dinamiche del singolo nelle sue relazioni (Anaffettivo, Il Cattivo) o nel confronto con la società (La nostra via, L'orso). La musica, di conseguenza, cerca una maggiore immediatezza, attraverso il recupero della tradizione rock italiana, Battiato, Mina, la wave anni '80, il prog dei primi anni '70. Accasatisi presso la Novunque di Alessandro Cesqui, gli Egokid arrivano oggi all'appuntamento con un nuovo capitolo della loro vicenda. “Ecce Homo” è il passo successivo, la prova che “la cura” ha funzionato. É il disco con cui gli Egokid si aprono al mondo circostante, cercano il confronto con un pubblico più ampio possibile e raccontano storie di “un'umanità reale”. Che però spera in un cambiamento.