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Mentana (RM), Lazio

 

SANREMO 2011 - LA PRIMA SERATA

news - 17-02-2011

Finalmente la grande kermesse sanremese ha avuto inizio. L’edizione di quest’anno non sembra presentare grandi novità rispetto alle precedenti: un presentatore/mattatore, una coppia di comici (con le mani legate dal politicamente corretto) e due soprammobili femminili, tanto per deliziare l’occhio. La trasmissione si dipana innocua, tra momenti nazional-popolari e picchi di un buon livello qualitativo. come l’affascinante esibizione delle ginnaste all’inizio.

La gara entra subito nel vivo con i Big.
Bisogna dire che i partecipanti quest’anno sono quasi tutti di buon livello, con picchi decisamente notevoli.
Andiamo a dare un’occhiata alle singole esibizioni.

1) Giusy Ferreri. Il mare immenso (Bungaro - Ferreri - Bungaro - Calò) Pezzo di discreta fattura, ben interpretato dalla Ferreri con la sua voce calda e graffiante. Non è un brano che salta subito all’occhio e necessita di ulteriori ascolti per essere meglio apprezzato ma il livello è buono.


2) Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario. Fino in fondo (Barbarossa) Barbarossa torna a Sanremo in grande spolvero con un brano brioso e gradevole, destinato a comparire spesso sulle radio. Piacevole il contributo di Raquel Del Rosario.


3) Roberto Vecchioni. Chiamami ancora amore. (Vecchioni - Guidetti - Vecchioni) Il “professore” sale sul palco ed è subito lezione. Vecchioni insegna “forme di poesia in musica” all’Università di Pavia e si vede. Il brano è perfettamente bilanciato, emozionante e coinvolgente, dal testo di squisita fattura. L’interpretazione è vibrante ed energica. Siamo di fronte ad un livello qualitativo ben superiore al cosiddetto standard sanremese. Non ci si stanca mai di ascoltare questa canzone.


4) Anna Tatangelo. Bastardo. (Tatangelo - D’Agostino - D’Alessio) Una vera delusione, questo brano che sembra scimmiottare, nelle sonorità, canzoni della Nannini e persino di Vasco. La Tatangelo sembra particolarmente a disagio, costretta a cantare in un modo che non le appartiene affatto. Decisamente sotto i suoi standard, la cantante ciociara non conquista e non coinvolge.


5) La Cruz. Io confesso. (Giovanardi - Curallo) Brano retrò, quasi anacronistico, interpretato con classe ma di scarso appeal. Ci si aspettava qualcosa in più. Gradevole il cameo della soprano Serena Ricacci.


6) Max Pezzali. Il mio secondo tempo. (Pezzali) Il buon Max invecchia male, così pure la sua musica. Solita canzonetta innocua, il cui testo racconta in modo blando e ottimista (!) la storia di un uomo in preda alla crisi dei quarant’anni. Niente di nuovo sotto il sole.


7) Davide Van De Sfroos. Yanez. (Bernasconi) Brillante e divertente, questo brano giova di robuste sonorità folk che intrigano ed emozionano. Il testo è un volo pindarico basato sulle letture di adolescente. Ne esce fuori una canzone di sicuro impatto e buon livello. Peccato per la scelta di cantare interamente in dialetto laghè, cosa che ne pregiudica la piena comprensione ai più.


8) Anna Oxa. La mia anima d’uomo. (Imerico - Oxa - Pacco) Brano esageratamente cerebrale e poco immediato, è poco fruibile e non coinvolge. Peccato, perché la Oxa ci aveva abituato a ben altro.


9) Tricarico. Tre colori. (Mesolella) Nonostante quello che dichiara il buon Tricarico, il brano è pesantemente retorico ed insincero, per di più funestato da un’interpretazione minimalista che lo rende se possibile ancora più noioso di quello che appare sulla carta. Da dimenticare.


10) Modà feat. Emma. Arriverà. (Silvestre - Zapparoli - Palmosi - Silvestre) Anche qui siamo di fronte ad una canzone dalle sonorità retrò, valorizzato dall’esecuzione vigorosa dei Modà. Brano gradevole e coinvolgente, si avvale di una Emma in grande spolvero.


11) Luca Madonia feat. Franco Battiato. L'alieno. (Madonia) Canzone stralunata in bilico tra ironia ed amarezza. La scrittura di Luca Madonia è come sempre di buon livello, coinvolgente e raffinata. Quando Battiato sale sul palco per quello che è poco più di un cameo il brano acquista in smalto.


12) Patty Pravo. Il vento e le rose. (Calvetti - Ciappelli - Calvetti) E’ ancora lei la regina e si vede da come affronta questo pezzo, onestamente poco incisivo e di sicuro non al livello di tanti altri da lei interpretati. Però quanta grinta nell’interpretazione della Pravo, ironica ed aristocratica come sempre.


13) Nathalie. Vivo sospesa. (Giannitrapani) Lo scricciolo dal rosso crine si siede al pianoforte e subito l’ariston si trova calato in un’atmosfera che ha del magico. Brano di eccellente fattura, crescendo musicale caldo e vibrante di emozioni che si giova di un’interpretazione straordinaria. Nathalie si conferma autrice ed interprete completa e dal gusto squisito.


14) Al Bano. Amanda è libera. (Berlincioni - Carrisi - Paoletti) Brano turgido e retorico, adatto più ad una festa di paese che al Festival per eccellenza. La straordinaria interpretazione di Al Bano non basta a salvare la canzone.


Redazione ELFA Promotions
a cura Antonino Giorgianni
www.elfapromotions.com



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