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Mentana (RM), Lazio

 

SANREMO 2011 - TERZA SERATA

news - 19-02-2011

Tradizionalmente, la terza serata del festival è sempre la più stanca, la meno coinvolgente, quella dedicata al “ripasso” delle esibizioni dei Big.
Quest’anno si è scelto di dedicarla ad una patriottica carrellata di canzoni che dovrebbero rappresentare la memoria musicale del nostro paese. Accanto ad alcune performances stucchevoli abbiamo il piacere di ascoltare alcune interpretazioni davvero pregevoli.

Prima di passare a “contare le pulci” ai 14 brani della passerella patriottica, è giusto soffermarsi un attimo sul brano cantato da Gianni Morandi. Rinascimento si giova di una musica dolorosa composta da Gianni Bella mal servita da un testo troppo pesante scritto da Mogol. Gianni Morandi ne restituisce un’interpretazione calda e sentita, anche se in alcuni momenti si avverte stanchezza nella voce dell’eterno fanciullo.

Passiamo ad esaminare da vicino le 14 canzoni dedicate all’unità d’Italia.

1) Davide Van De Sfroos. Viva l’Italia. Interpretazione forse troppo pesante e cavallerizza di un brano che trova la sua ragione di essere nella leggerezza.

2) Anna Tatangelo. Mamma. Non c’è che dire, la Tatangelo si trova perfettamente a suo agio solo con brani datati e melensi, quindi assegnarle questa canzone è una scelta azzeccata.

3) Anna Oxa. O’ sole mio. Versione esageratamente cervellotica di un capolavoro che andrebbe cantato con sentimento. Che pena vedere una canzone calda e gioiosa come questa declassata a mero esercizio di stile.

4) Al Bano. Va pensiero. Nulla da eccepire. Interpretazione vigorosa e da manuale, del resta dalla straordinaria voce di Al Bano non ci si asperrava nulla di diverso.

5) Patty Pravo. 1000 lire al mese. Interessante quest’interpretazione retrò, molto adatta alle caratteristiche della divina Patty. Gustosa.

6) Luca Madonia. La notte dell’addio. Brano misconosciuto, come giustamente ha fatto notare Morandi, interpretato in modo caldo e garbato da un Luca Madonia in gran forma.

7) Giusy Ferreri .Il cielo in una stanza. Che bella questa versione swing del gran brano di Paoli, elegante e vitale, impreziosita da una delle voci più particolari del panorama musicale italiano. Niente timore reverenziale da parte dlla Ferreri e tanta energia.

8) Nathalie. Il mio canto libero. Esiste una canzone che Nathalie non sappia interpretare in modo magistrale? Autrice straordinaria e interprete d’eccezione, lo scricciolo dal rosso crine è come sempre una spanna su tutti.

9) Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario. Addio mia bella addio. Niente più che garbati. Anonimi.

10) Modà feat. Emma. Here’s to you. Brano dedicato a Sacco e Vanzetti, due italiani emigrati in america, condannati a morte per la sola colpa di essere anarchici. L’interpretazione dei modà è leggerina ma coinvolgente.

11) Max Pezzali e Arisa .Mamma mia dammi cento lire. Quanta tristezza nel vedere un canto doloroso che parla d’emigrazione bistrattato in questo modo. Sembra il jingle di uno spot per cibo per cani...

12) Roberto Vecchioni .O’ surdato ‘nnammorato. Interpretazione piacevolmente corretta piena di emozione e pathos. Da Vecchioni non ci si aspettava niente di meno.

13) La Crus. Parlami d’amore Mariù. Ottimo esempio di come si possa reinterpretare in modo attuale un grande classico. I La Crus schivano agilmente le insidie del melenso per restituirci tutto il romanticismo insito nel brano.

14) Tricarico. L’italiano. Questa carrellata becera di luoghi comuni sull’italiano era già odiosa interpretata da Cutugno. Tricarico, col suo modo di cantare sempre sul filo dello stonato, la rende se possibile ancora più insopportabile. Dulcis in fundo sale sul palco proprio Cutugno (e Tricarico stecca) per questa bieca celebrazione del nazional-popolare. Deleterio.

L’esibizione di Roberto Benigni ha portato un vero raggio di luce sul palco dell’Ariston.
Il comico toscano nonostante i limiti che gli sono stati imposti riesce ad essere graffiante e caustico, dispensando frecciatine che colgono il segno e fanno male. Quando comincia a spiegare l’inno di Mameli comincia una vera e propria lezione di storia del nostro paese.
Intrigante e affascinante come solo lui sa essere, Benigni affabula ed insegna, riuscendo a trasmettere senz’ombra di retorica i sentimenti di patriottismo che hanno portato all’unità d’Italia.
Mai banale, sempre arguto, il comico toscano da il meglio di se in questa straordinaria narrazione che riesce a coinvolgere ed emozionare il pubblico. E’ questo il patriottismo di cui abbiamo bisogno.

Luca e Paolo dal canto loro abbandonano per un attimo la veste di comici, conquistandosi un posto in paradiso con una lettura straordinaria tratta da Antonio Gramsci e che parla di un male attuale come l’indifferenza. Bravi e vibranti, non sfigurano al confronto del grande Benigni e prolungano piacevolmente il momento di libero pensiero introdotto dal toscanaccio.

A fine serata arriva il momento della gara dei giovani.

1) Micaela. Fuoco e cenere (Santonocito - Nigro - Muggero) Sembra proprio un pezzo di Tiziano Ferro, quello interpretato in modo vigoroso e personale dalla giovanissima (17 anni) Micaela. Per nulla intimorita da una platea così importante, la cantante calabrese si impone sull’audience con un piglio degno di un’artista navigata. Coinvolgente.

2) Roberto Amadè. Come pioggia (Amadè) La canzone è stantia e già sentita, l’interpretazione rasenta il noioso, tra sussurri e gridolini. C’è di meglio.

3) Btwins. Mi rubi l’amore (Grandi - Chiodo) La musica, come la cucina è una sapiente miscela di profumi e sapori. Questa canzone sta alla buona musica come una lasagna precotta sta alla buona cucina. In più i gemellini non sono nemmeno molto intonati.

4) Marco Menichini.Tra tegole e cielo (Galli - Senesi - Perrozzi) Siamo di fronte alla solita canzone melodica datata e noiosetta. Almeno è stata ben interpretata. Sembrava di assistere ad un festival di 10 anni fa.

Le due nuove proposte che ci lasceranno sono Marco Menichini e i Btwins. Se l’esclusione dei gemellini è condivisibile, forse si poteva salvare il giovane sezzese e defenestrare Amadè...

I ripescaggi dei big salvano Al Bano (onore all’esperienza) e Anna Tatangelo. Come a dire scegliamo i mali minori...

Redazione ELFA Promotions
a cura di Antonino Giorgianni.
www.elfapromotions.com



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