
esterclashutente collaboratore di rockit | Cosenzafilosofo / giornalista |
(Corrado Nuccini, foto di Friufissima) I Vessel, quando si dice un supergruppo. Corrado Nuccini, Emanuele Reverberi (entrambi nei Giardini di Mirò) e Alessandra Gismondi (Pitch) portano dal vivo il loro nuovo progetto. E' d'obbligo esserci per verificare se, anche su un palco e con un pubblico davanti, i tre riescono a restituire le suggestioni e tutte le immagini di quel piccolo gioiello di cantautorato noir che è "Tales Of Memento Island". Ester Apa è tra i presenti, si fa cullare dalla psichedelia, prende appunti. Ci racconta.
Sono stati una rivelazione l'anno scorso, e una conferma, a inizio 2010, con il primo album ufficiale. Il Pan Del Diavolo è un duo esplosivo e finalmente il pubblico se ne è accorto: la gente ormai canta le canzoni a memoria e si ammassa sotto palco manco fosse indemoniata. Ester Apa ha incontrato telefonicamente Alessandro Alosi pochi giorni prima del MI AMI Ancora.
Il Beat di Cosenza inaugura la seconda edizione del Good as milk Festival. Quest'anno si propone in una nuova chiave acustica, invita gli artisti a mangiare insieme al pubblico, struttura il concerto senza amplificazione obbligando chi ascolta ad stare nel silenzio più assoluto. Si crea un atmosfera intima. Se poi a cantare sono Bob Corn, Majirelle e Rella The Woodcutter è facile che l'emzione abbia il sopravvento e che si perda la cognizione del tempo. Ester Apa racconta.
Il nuovo "Crippled Cute" è un album fresco, ben all'allineato con le sonorità che vanno per la maggiore fuori dalla Penisola - e i primi feedback stanno arrivando - ma i tre continuano a stare ben ancorati ai loro posti, girano il videoclip di "Confidants" nella casa dei nonni vicino Rimini, e frequentano i gruppi di sempre. Affinità e divergenze, note stonate e spaesamento, Canzoni davvero riuscite raccolte in un disco che si posiziona tra i più interessanti dell'anno. L'intervista di Ester Apa.
(Le illustrazioni sono di Paola Dutti) Non proprio una band da indie-party. I Jouxjoux D'Antan si portano dietro la nomea di spigolosi sperimentatori, oltre all'ingombrante presenza di Sean Lennon, che da quando li ha scelti per il suo tour europeo i giornali parlano tanto di lui e poco di questo ultimo "MiVoglioBeneComeUnFiglio". In realtà li scopriamo come persone tranquille, ben lontane dalle intenzioni avanguardistiche, pur mantenendo una certa propensione alle varie rappresentazioni all'inquetudine, ai significati dei numeri, all'introspezione. Non proprio una band da indie-party, dicevamo. Ester Apa ha intervistato Marco Tonnicelli.