Mau Mau - Intervista
e-mail, 29-07-2001

di Roberta Accettulli, 30/07/2001

e-mail, 29-07-2001

Per una serie di congetture, non sono riuscita ad intervistare i Mau Mau se non per e-mail, nonostante le nostre strade si siano incontrate qualche volta recentemente. E così Luca Morino ci risponde dal suo computer portatile mentre è in vacanza! :-)) Di Marasma General, il nuovo doppio live dei Mau Mau e di altro ancora discorriamo virtualmente.



Rockit: I Mau Mau sono arrivati al 'traguardo' dei 10 anni di vita. Riguardando indietro, come vedi il percorso artistico della band?

LUCA: Beh, ci sono stati come sempre alti e bassi, ma devo ammettere che quando iniziammo non immaginavo che saremmo riusciti a d arrivare fino al 2001 con 5 album + un live, compilations, video, ecc. ecc. all'attivo. Il trio iniziale si è modificato a fisarmonica nel tempo (ora siamo in sette), i suoni si sono evoluti, non abbiamo mai cercato il "purismo" ed ora più che mai riusciamo a lavorare con suoni acustici e digitali, proprio come avevamo iniziato a fare nel primo "acusticissimo" album Sauta Rabel.

Rockit: Ci sono cose che vi pentite di aver fatto o non fatto?

LUCA: Ovviamente si, tante, ma ogni volta che abbiamo fatto delle scelte le abbiamo ben ponderate, e col senno di poi si fa poca strada.. In compenso ci si fa un'ottima esperienza.

Rockit: I vostri 'primi dieci anni' sono stati racchiusi in Marasma General, il vostro primo live, un doppio che ripercorre quasi 10 anni di concerti. Non un unico concerto, ma tante 'polaroid' di concerti in giro per l¹Italia e l'Europa. Sulla base di cosa avete fatto la scelta dei pezzi del live-compilation? Posso immaginare che abbiate fatto ore ed ore di ascolti per la selezione dei pezzi!

LUCA: Mi piace l'idea delle polaroid, corrisponde abbastanza bene al lavoro che abbiamo fatto: ovviamente abbiamo passato ore ad ascoltare materiale nuovo ed antico, riscoprendo anche cose completamente dimenticate. Io e Fabio (Barovero - ndi) avevamo già l'esperienza di Paura & Maraviglia, un album semi live del nostro gruppo precedente, i Loschi Dezi. L'idea era quella di realizzare un lavoro ancora una volta sporco, assolutamente non rispettando il concetto del disco-dal-vivo-fedele-al-concerto: così sono sbucate registrazioni fatte per strada, nei radio shows, nei bar (vedi il richiamo al comandante Che Guevara) e li abbiamo shekerati a canzoni registrate dal vivo in alcuni concerti. La nostra vita artistica è un caos, la collezione di polaroid idem.

Rockit: In 10 anni sul palco con voi si sono alternati numerosi musicisti ed amici. Ho sempre visto i Mau Mau come una band 'aperta'. La cosa è senza dubbio piacevole ed accattivante, ma non può 'destabilizzare' la band?

LUCA: No, perché la band vive di un polo forte che siamo io, Fabio e Nsongan. In trio siamo già sufficienti a creare l'atmosfera Mau. Ovviamente la presenza degli altri è per scelta nostra diventata fondamentale e necessaria, gli ospiti "volanti" sono ora ciliegine, ora ciliegione sulla torta.

Rockit: Nel live ci sono anche due episodi inediti, Il mondo dall'alto e Conga Milonga. Sono l¹anticipazione di quello che sarà il prossimo futuro dei Mau Mau? Che prospettive avete dopo l¹uscita del live?

LUCA: Con quelle due canzoni scritte l'inverno scorso stavamo sperimentando nuove sonorità, soluzioni di mix acustico digital. Quello è il percorso, mentre stiamo lavorando ad uno spettacolo importante e particolare che proporremo all'Auditorium del Lingotto di Torino: Mistic Turistic, dal Mediterraneo ai Caraibi. Magari chiedi a Cocchi dettagli... (Cocchi è l'anima nascosta dei Mau Mau, che del progetto mi dice: "è un progetto speciale che ci è stato commissionato da Settembre Musica, un prestigioso festival che a Torino, nel mese di settembre, abbraccia in una sola manifestazione i migliori direttori e orchestre di classica internazionale, world music di ricerca, e qualche progetto speciale affidato a gruppi o singoli autori italiani. Il progetto si materializzerà nel magnifico Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, il prossimo 13 settembre ed ha come sottotitolo Dal mediterraneo ai caraibi, insieme ai Mau sul palco un quartetto d'archi straordinario e la partecipazione di Davide Rossi (alla violectra - nostro musicista da sempre ed ora con i Goldfrapp in giro per il mondo) e Esmeralda Sciascia (Voci Atroci). Le scenografie e gli immaginari sono affidato al Groupe Zur, uno straordinario collettivo franco italiano che lavora con le luci e le proiezioni" - ndi).

Rockit: Ho trovato davvero simpatica l'idea delle 'registrazioni intruse' tra una traccia del live e l'altra. Dove siete andati a riscovare tutte queste cose?

LUCA: Sono un fan delle colonne sonore americane tipo "Natural Born Killers" o "Dead Man": riescono ad infilarci pezzi di dialoghi, rumori, direi che è una possibilità espressiva in più. Noi registriamo spesso suoni e rumori quando siamo in giro. Il problema in realtà è scegliere dal marasma!

Rockit: Voi siete una delle band italiane che ha più suonato all¹estero. C'è molta differenza tra il 'popolo musicale' italiano e quello straniero dal punto di vista di organizzazione, atteggiamento, modo di 'vivere' la musica?

LUCA: livello di pubblico direi assolutamente di no, mentre dal punto di vista tecnico organizzativo c'è in media una qualità maggiore e, soprattutto, più rispetto per gli artisti.

Rockit: Il suonare all'estero ed i numerosissimi contatti con altre realtà quanto hanno contaminato il vostro 'essere Mau Mau'?

LUCA: Molto, ma è un processo che anche inconsapevolmente coinvolge tutti gli artisti. Io amo il Brasile, credo che ultimamente la musica di quel paese mi abbia influenzato molto

Rockit: In ottobre siete stati invitati a suonare in Giappone. Come ti immagini questa esperienza in un paese culturalmente e musicalmente diverso da quelli a cui siete maggiormente legati?

LUCA: C'è una specie di rete nel mondo che mette in comunicazione mondi apparentemente molto lontani tra di loro, credo che in Giap ci sia gente che curiosa dalle parti della patchanka. C'è pure un gruppo giapponese che fa pura salsa! Credo che siano matti!

Rockit: I Mau Mau sono stati una delle band che hanno abbracciato l¹idea del Tora! Tora! Festival, il primo festival itinerante del rock italiano. Cosa pensate dell'idea di base del Tora! Tora!, e quali sono le vostre considerazioni riguardo a quella che è l'idea di 'musica' in italia?

LUCA: Ovviamente non penso che il Toratora sia esaustivo della musica italiana "off", però l'idea era quella di concentrare l'attenzione su un mondo che è vero, esiste da anni, ma difficilmente viene preso sul serio, facendo prevalere così la dinamica secondo la quale più vendi e più sei bravo. Non sono esattamente d'accordo.

Rockit: Mau Mau e la rete. Che rapporto hai con Internet, e cosa ne pensi della diffusione della musica con tale mezzo? Ti preoccupa o ti stimola?

LUCA: Mi stimola, sono on line tutti i giorni, credo che in qualche maniera, con le mail per esempio, si sia recuperata l'abitudine di scriversi, andata persa con la diffusione del telefono. Chi ha più un "epistolario" da pubblicare? Mi piacerebbe fare un lavoro con le mail, credo che lo farò.

Rockit: Se dovessi scegliere un brano in assoluto della vostra produzione, quale sceglieresti, e perché?

LUCA: Parlo a titolo personale: Campeador de Vigna, da Viva Mamanera. E' un pezzo al quale sono affezionatissimo, esprime la radice e l'insofferenza per la stessa, è stato scritto in un linguaggio misto che mi diverte molto, ha momenti molto intensi, siamo riusciti a mettere insieme strumenti come chitarre elettriche, organo con il Leslie, tromba, armonica a bocca. Se fossi capace ne farei una sceneggiatura...


Leggi gli articoli più popolari questa settimana:



Commenti

    pubblica su facebook