The Bloody Beetroots - Intervista
Mail, 13-11-2007

di Simo Pastu, 29/11/2007

Mail, 13-11-2007

(The Bloody Beetroots - Foto di Marco Bizzotto)

The Bloody Beetrots potrebbero essere il nome nuovo per chi nel 2008 ama raschiare il fondo della notte. Sono Bob Rifo e Tea, due senza fissa dimora che vivono fra Bassano Del Grappa e Londra. Fanno un electro punk funk baltimore. Come spesso succede in Italia, i due sono stati prima notati all'estero che in patria. L’intervista di Simo Pastu.



Ragazzi, l’ultima volta che vi ho visto avete fatto un un set da accappottarsi, tra i Daft Punk e Boys Noize direi. Anzi, alla Bloody Beetrots. Come avete fatto?
Eh… Abbiamo cercato di sistemare il mixer verso il suo normale uso portando la gente a un livello ballerino, la vodka ha aiutato davvero molto e al primo accenno di fidget la folla è rimbalzata… op!

Perchè, prima di farvi conoscere in Italia, avete dovuto spaccare all'estero?
E’ una storia che si ripete. Abbiamo cercato credito all’estero per non inviluppare presentandoci ad alcuni produttori. Etienne De Crecy è stato uno fra i primi ad offrirci pieno supporto. Il remix che realizzammo per “Funk” (il terzo prodotto in casa Bloody Beetroots) è ora nella colonna sonora di “99 Francs”, uscito poche settimane fa edito da EMI France.

Cosa mi dite del tour coi Justice? Sarà difficile aprirgli la pista? Potete darmi qualche anteprima sulle serate?
Le serate non deluderanno, il live di Justice spacca. Oscilla fra pop, electro, techno e rock. Abbiamo suonato insieme poco tempo fa: ci siamo trovati davvero bene. Aprirgli la pista? Mmm… dalle ultime news di casa Mac Mac (l’agenzia che cura i concerti dei Bloody Beetroots, NdR) probabilmente chiuderemo noi. Woho!

Come sono i vostri live set? E dj set?
In verità è uno spettacolo ibrido dove utilizziamo dischi e campionatori. Bobbie mixa con i cdjs, Tommy graffia con i samples e altri giocattoli. Suoniamo dalla baltimore all’electro, passando per il rock and roll e l’hip hop old school.

Perché suonate con le maschere?
Chi non sogna da bambino di essere un supereroe?

So che Rifo aveva in ballo un bel progettino rock garage. Ci tornerà? O lavorerà solo più ai BB?
Bob Rifo è un’entità artistica multidisciplinare, si occupa della produzione di The Bloody Beetroots, dell’omonimo progetto punk garage e di altri artisti. Uscirà un ep del brano “Kinky Malinki”, edito da Sony Bmg/H2o contenente remix di Bloody Beetroots e Crookers. Resterà un'entità astratta e verrà fatta transitare verso altri territori quali narrativa, cinematografia e altro.

Con chi state lavorando ora nelle produzioni?
Abbiamo appena consegnato i remix per i nuovi singoli di Audioporno e Martin Solveig. Stiamo preparando: due feat. con Mstrkrft e Goose, gli ultimi master per la CBS (CSI Miami) e qualche nuovo brano Bloody Beetroots.

E l'album vostro, quando sarà pronto? Come sarà? Potete parlarcene?
Cercheremo di fare uscire un ep per la primavera del 2008, parallelamente ai brani contenuti nei due episodi di CSI Miami (#602 e #610 finora). Stiamo lavorando duro ed è ancora prematuro parlarne. Di certo sarà direttamente proporzionale alle esperienze dei prossimi mesi, ogni brano viene composto post trauma, quindi già dal prossimo tour potremo avere dei feedback personali da riavvolgere e ascoltare, cassette che sommate poi formeranno l’LP.

Quali sono le vostre radici musicali?
Molteplici e comuni. Siamo stati avidi consumatori di colonne sonore di film e cartoni animati, ci siamo inoltrati nel punk, nel rock, nell’electro e nell’hip hop. Fortunatamente non ci siamo mai radicati in un genere. Quindi non possiamo parlare di radici musicali in senso stretto, amiamo emozionarci di qualsiasi cosa abbia un particolare gusto “Buono”, prendendola sottobraccio per studiarla e capirla.

Il genere di allora, quello di oggi, quello di domani...
Un allora lontano: i primordi dello swing, Count Basie. Ci ricorda un periodo rivoluzionario molto simile a quello che la discografia mondiale potrebbe avere nel prossimo futuro.

Un oggi confusionario: l’electro, tecnologicamente facile da sviluppare ma disperatamente in cerca di una figura “canzone” che la possa vestire. Questa stessa ricerca di matrice svolge un ruolo importante anche nello sviluppo del nostro suono, che interpreta un futuro mischiando e rischiando presente e passato, con l’intento di fare chiarezza… ballando…
Un domani incerto: un genere da definire, sperando nella ricerca dell’armonia in varie forme.

Vi piace la minimale?
Un tempo e quel tempo è finito. La formula "minimizzare per massimizzare" è stata presa troppo alla lettera. La funzionalità del suono è l’essenza del sonorità minimal, così come dimostrato nel Bauhaus. Si è invece imposta la ripetitività dell’house abbinata alla siccità delle casse tedesche e da lì in avanti il genere non ha saputo rinnovarsi.

Tre vinili che portereste con voi sulla Luna.
Abbiamo l’atroce dubbio di non avere la possibilità di calpestare il suolo lunare. Ma se dovesse capitare non ci sarebbe dubbio alcuno per:
“Emmanuelle OST” di Pierre Bachelet (De Wolfe, 1974)
“Rollerball Ost” di Andre Previn (CBS-Sugar, 1975)
“Escape from New York Ost” di John Carpenter and Alan Howarth (1981, ma rilasciato nel 2000 da Silva Records)

Dj/producer preferiti?
In ordine sparso: Erol Alkan, Annie Mac, Mstrkrft, Crookers, Congorock, Hervè, Switch, Simian Mobile Disco, Justice, Steve Aoki, Goose, Jackson and his computer band, Teenage Bad Girl, DatA, Beastie Boys, Timbaland, Ranger, Kanye West, Foamo, Lillica Libertine, Yuksek, Sebastien Tellier.

Il club dove vi siete divertiti di più in questa stagione e perché?
Kill the Radio, Sydney, 3000 persone, sold out… Riot in Belgium finiscono il set… Il promoter spegne completamente tutto, veniamo scortati al buio sopra la consolle. Di colpo le luci, “Back to the future” a un volume impossibile, gente arrampicata, urla, baccano… incredibile.

Il vostro locale di Milano preferito.
La casa di Congorock!

La vostra prima volta in discoteca da clienti.
Bobbie: 13 anni, discoteca pomeridiana, scarrozzato da una madre terrorizzata dalla droga.

Tommy: 13 anni, discoteca pomeridiana, scarrozzato da una madre terrorizzata dalla droga.

…e da dj?
Bobbie: 16 anni, discoteca pomeridiana, in motorino. Tommy: 19 anni, squat londinese, in bus.

L'album italiano che portereste sulla luna?
C’è sempre questo atroce dubbio di non avere la possibilità di calpestare il suolo lunare. Ma se dovesse capitare sarebbe simpatico portare: Fred Buscaglione “Il Favoloso Fred Buscaglione”.


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Commenti (1)

  • 15/10/2009 ore 00:01 Federico Angiono @fed93

    Ciao a tutti sono un vostro grande fan... Ma molto grande xD purtroppo non sono mai riuscito a venirvi a sentire, e volevo chiedervi se prima o poi verrete a suonare a Torino....

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