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Marlene Kuntz [?]
Verona, 29-05-2009

di Pierpaolo Capovilla, 31/08/2009

Due quarantenni, entrambi hanno passato la vita a suonare. Sono tra quelli a sostenere che lo scrivere in italiano è importante, che bisogna curare le proprie composizioni dettaglio dopo dettaglio, squarciando e ricomponendo quella che è considerata da tutti la Canzone italiana. Li divide l'idea di ruolo che la musica leggera deve avere in Italia, oggi. E probabilmente hanno un approccio diverso con la tecnologia (dai blog al p2p). Due persone cardine del nostro rock più recente si siedono in un camerino e chiacchierano: Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori e One Dimensional Man) intervista Cristiano Godano (Marlene Kuntz).



(Riprese di Giulio Favero, montaggio di Annapaola Martin)


Commenti (41)

  • 31/08/2009 ore 14:17 Cizio @cizio

    Bella intervista... un pò lunga... molto belle le domande e a lunghi tratti noiose le risposte, con tutto rispetto per Cristiano Godano, ma di fianco al grande carisma del Signor Pierpaolo Capovilla viene un pò oscurato. Verrebbe da pensare che regge meglio la birra, per me è semplicemente persona e artista più interessante. Ottimo Pierpaolo.

    P.S. Non sono più un ragazzino e non sto dando del coglione a Godano :)

  • 31/08/2009 ore 14:47 Giulio Pons @pons

    che c'e' troppa musica è vero. non si riesce a stare dietro a tutto, il peer to peer ha esagerato.

  • 31/08/2009 ore 23:37 blixa @blixa

    belle le risposte di Godano, invece. Concordo sul discorso del peer to peer.

  • 01/09/2009 ore 10:54 livere @livere

    molto bella, sì.
    sul p2p pure io concordo al 100% con godano.
    sulla questione finale invece mi piacciono l'entusiasmo e l'urgenza di capovilla.
    ciao

  • 01/09/2009 ore 13:24 Manfredi Lamartina @manfredi

    "i giovani sono molto poco interessati alla politica".

    Ma che banalità. Ma che sciocchezza. Ma che arroganza. Pierpaolo Capovilla, la prossima volta meno burro e più attenzione, ché stai facendo la figura di quello incapace di vedere la realtà che lo circonda.

  • 01/09/2009 ore 13:46 Oxygen @oxygen

    In parte ha ragione!
    I giovani sono molto poco interessati alla politica, ma non per colpa loro.
    Forse è il contrario, la politica non è interessata . . .:)



  • 01/09/2009 ore 14:13 Giulio Pons @pons

    dai manfredi, secondo te sono interessati? è ovvio che è una generalizzazione, ma certo non si puo' dire che i giovani italiani siano tendenzialmente interessati alla politica.
    non solo i giovani.

  • 01/09/2009 ore 15:17 anna nacarlo @anna24

    Indubbiamente bella intervista.
    Pierpaolo Capovilla ha un carisma e un entusiasmo incredibile e rende l'intervista quasi una chiacchierata tra amici. :) Le risposte di Godano non sono noiose.

  • 01/09/2009 ore 16:47 leo brazow @leoge9se

    bella intervista, Bravi sia capovilla sia godano.
    Sul P2P hanno ragione entrambi. Scaricare a gratis un disco toglie il gusto. tanti dischi che ho scaricato nn li ho mai ascoltati più di una volta.
    Un disco però dovrebbe costare il giusto, Sui 5 euro andrebbe bene, sarebbe un prezzo giusto. Se paghi sei incentivato a usare il prodotto.
    Incidere un disco, organizzare un tour non costa più come 20, 30 anni fa grazie a internet e nuove tecnolgie. quindi non si capisce perchè il prezzo è rimasto uguale.

  • 01/09/2009 ore 19:35 Manfredi Lamartina @manfredi

    Sia che si parli di politica in senso stretto che di politica in senso lato, quella di Capovilla è un'analisi non suffragata dai fatti. I "giovani impegnati politicamente" di oggi sono percentualmente gli stessi di quelli di dieci, venti, trenta, quaranta e cinquant'anni fa. Solo che vengono ignorati da chi nel Sessantotto c'era o da chi è troppo impegnato a scegliere un tipo di burro piuttosto che un altro.

    I "giovani" sono stati protagonisti fino a qualche mese fa con la cosiddetta onda studentesca. Ed è solo uno fra mille esempi. Potrei citare Addiopizzo. O Ammazzateci Tutti di Locri. O Genova 2001. O il movimento dei grillini. O l'opposizione alla guerra in Iraq. Se continuiamo a sottovalutare ciò che sta avvenendo nella società, finiremo col dire che qui, una volta, era tutta campagna.

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