Love in Elevator nasce alla fine del 2001 in uno scantinato di Venezia dalle affinità "int-ellettive" di Anna Carazzai, Anna Giulia Volpato e Michela Modesto. Fino al 2003, anno che vede l'arrivo del batterista Tommaso Sogne, quelle di Love in Elevator rimangono jam sessions "sbandate" senza una precisa direzione artistica: tra il dark e il post rock, feedback di chitarra, melodie scarne e innocenza espressiva. "Not in My Name" (2003) è il primo demo auto-prodotto, stampato e confezionato a mano in un centinaio di copie. Questa manciata di canzoni incuriosiscono l'etichetta indipendente bergamasca Jestrai, con la quale inizia una collaborazione che dura fino al 2008. Il 2004 vede l'uscita del primo ep "Venoma" e il 2005 è l'anno del primo album ufficiale "Sue Me". Proprio quando il progetto inizia a raccogliere buoni consensi da parte di pubblico e critica, anche attraverso numerosi concerti in tutta Italia e grazie ai tour di supporto con Verdena (I), Tre Allegri Ragazzi Morti (I), Art Brut (UK) e all'edizione di Rock in Idro nel 2005, si susseguono due importanti cambiamenti nella band. Alla fine del 2005 Tommaso lascia il gruppo per dedicarsi ad altri progetti di studio. Alla fine del 2006 è il turno di Giulia, che lascia l'ascensore per divergenze artistiche e per dare forma al suo progetto solista che la vede sotto lo pseudonimo di Johann Merrich. Dopo un periodo di riflessione si ritorna in sala prove in formato "power trio" con una serie di amici musicisti alla batteria, tra cui Carlo Veneziano e Corrado Linzi. Nel maggio del 2007 i Love in Elevator sono invitati personalmente dagli Shellac di Steve Albini ad aprire una delle loro date italiane e a fine anno il secondo disco "Re Pulsion" è pronto per essere registrato. Alla batteria c'è Francesco Valente de Il Teatro degli Orrori. L'album viene prodotto con il supporto tecnico di Gianluigi Battistini al Natural Head Quarter Studio di Ferrara, e mixato da Giulio Ragno Favero al Blocco A di Padova. Per motivi personali Michela non può partecipare al tour di Re Pulsion e vengono cancellate così alcune date promozionali per permettere alla band di riassestarsi, cosa che avviene soltanto a luglio 2008 con Christian Biscaro e Roberto Olivotto, rispettivamente al basso e alla batteria. La nuova formazione viene consacrata definitivamente con un tour in Francia in autunno e dal 2009 la band riprende un'intensa attività live che a fine anno li vede come gruppo di supporto ufficiale per i Mudhoney in tutte le date italiane. Nel frattempo i Love in Elevator hanno imparato ad autogestirsi su ogni fronte con successo e producono anche il primo video ufficiale di "2:20", un brano di Re Pulsion, con la regia di Elisa Fabris. Dopo un'ultima manciata di concerti a inizio 2010, in primavera sono pronti i provini delle nuove canzoni che costituiranno il terzo album e a giugno la band entra in studio con la produzione artistica dell'amico Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Il disco viene registrato e mixato completamente in analogico senza l'ausilio di alcun mezzo digitale presso l'Ectoplasmic Studio a Polesella (RO) tra giugno, luglio e settembre 2010. "Il Giorno dell'Assenza", undici nuovi brani cantati per la prima volta in italiano, esce il 12 novembre per E&F/Go Down Records.