
maxosiniutente collaboratore di rockit | Mantova |
Il progetto Neo nasce nel 2001 dall'unione di tre musicisti di stanza in Lazio che decidono di dedicarsi a una musica all'incrocio tra jazz, rock e avanguardia. Dopo otto anni di concerti, dischi, collaborazioni e cambi di formazione, Carlo Conti (sax tenore), Manlio Maresca (chitarra) e Antonio Zitarelli (batteria) pubblicano ora "Water Resistance", un album che merita di essere approfondito con un'intervista. Di Max Osini.
(I Dead Elephant - Foto da internet) I noise-rockers piemontesi Dead Elephant hanno fatto parlare poco di sé, ma evidentemente si sono concentrati assiduamente sui propri strumenti, a giudicare dalla freschezza del loro disco d’esordio. “Lowest Shareds Descent”, uscito a cavallo tra 2007 e 2008 è arrivato tardi per le playlist di fine anno, ma un posticino se lo sarebbe di certo meritato. Max Osini ha voluto approfondire l’argomento via mail con Fulvio ed Enrico
(Vasco Rossi - Foto internet) "Ho perso un'altra occasione buona stasera / E' andata a casa con il negro, la troia / Mi son distratto un attimo / Colpa d'Alfredo / Che con i suoi discorsi seri e inopportuni / Mi fa sciupare tutte le occasioni / E prima o poi lo uccido / E lei invece non ha perso tempo / Ha preso subito la palla al balzo / L'ho vista uscire mano nella mano con quell'africano / Che non parla neanche bene l'italiano / Ma si vede che si fa capire bene quando vuole / Tutte le sere ne accompagna a casa una diversa / Chissà che cosa le racconta / Per me è la macchina che ci ha che conta // E quella stronza non si è neanche preoccupata / Di dirmi almeno qualche cosa, che so una scusa / Si era già dimenticata / Di quello che mi aveva detto prima / Mi vuoi portare a casa questa sera? / Abito fuori Modena, Modena Park // Ti porterei anche in America / Ho comperato la macchina apposta / E mi ero già montato la testa / Avevo fatto tutti i miei progetti / Non la portavo mica a casa / Beh se la sposavo non lo so, ma cosa conta / Sono convinto che se non ci fosse stato lui mi avrebbe detto sì" (Colpa d'Alfredo, Vasco Rossi)
(Bartali - Foto da internet) Fà piacere un bel mazzo di rose / e anche il rumore che fa il cellophane / ma un birra fa gola di più / in questo giorno appiccicoso di caucciù. // Sono seduto in cima a un paracarro / e sto pensando agli affari miei / tra una moto e l'altra c'è un silenzio / che descriverti non saprei. // Oh, quanta strada nei miei sandali / quanta ne avrà fatta Bartali / quel naso triste come una salita / quegli occhi allegri da italiano in gita / e i francesi ci rispettano / che le balle ancora gli girano / e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - / - e vai al cine, vacci tu. - // E' tutto un complesso di cose / che fa si che io mi fermi qui / le donne a volte si sono scontrose / o forse han voglia di far la pipì. / E tramonta questo giorno in arancione / e si gonfia di ricordi che non sai / mi piace restar qui sullo stradone / impolverato, se tu vuoi andare, vai... / e vai che io sto qui e aspetto Bartali / scalpitando sui miei sandali / da quella curva spunterà / quel naso triste da italiano allegro / tra i francesi che si incazzano / e i giornali che svolazzano / C'è un po' di vento, abbaia la campagna / e c'è una luna in fondo al blu. // Tra i francesi che si incazzano / e i giornali che svolazzano / e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - / - e vai al cine, vacci tu! - //
(I Viclarsen - Foto da internet) Il curriculum di Luca Pagani include numerose forme di espressione che vanno dalla musica al cinema alla scrittura alla pittura. Ha composto sonorizzazioni per il teatro, si è dato all’improvvisazione, ha esposto installazioni e video artistici… Ai lettori di Rockit è certamente più conosciuto per essere il fondatore dei Viclarsen e per il progetto Rosas y Tulipanes, in coppia con Patrizia Oliva (ex Allun). Due chiacchiere sulla Liguria, sulle sue influenze musicali, su cosa sia per lui la multimedialità e cosa voglia dire suonare in un gruppo rock a Genova.