Chi sia Mircanto è in fondo cosa di poco conto.
Dove sia nato, se tra i resti di una gita al molo di Howth o a Bergamo tra pallidi mattoni, sulle due rive di uno stesso fiume. Nemmeno questo conta molto.
Che faccia abbia, Mircanto. Uomo a metà. Scarno passaggio invernale.
Dove nidifichi. E con chi.
Cosa legga, cosa ascolti, quali traumi, quali amori, quali padroni, chi gli insegnò a correre così, perché un cane e dove sta andando.
Inizia a dire di sè con il disco “Le Finestre Sono Aperte” nel 2009, registrato dal vivo nel Caffè Letterario di Bergamo in un giorno di primavera, rubando attimi alla quotidiana vita del locale.
Il disco ha avuto un buon seguito critico pur rimanendo nello scuro della discografia italiana; ma Mircanto inizia a far girare “Le Finestre” e arriva a condividere il palco con Stefano Edda, Perturbazione e Diaframma.
Dopo la dovuta pausa, ritorna con “Esercizi di Statica” sul tramontare del 2011.
Gheddafi è catturato e ucciso, grandi Capi in caduta libera.
E poi la Città, tradita e traditrice, città di rimpianto.
E poi, gli amori, e quello che ne rimane.
E già si leggono numerose recensioni che apprezzano e lodano "Esercizi" (ONDA ROCK - BLOW UP - e tanti altri)
A Daniele Nava (testi, voce, cori, chitarre), e Thomas Foiadelli (cori, chitarre, bassi, metallofono) si aggiunge stabilmente Nicola Agazzi (pianoforte, tastiere, diamonica) e insieme decidono di realizzare parte del disco nella sua villa antica, tra i colli, sfruttando il pianoforte della sala da ballo. Alla ritmica qua Ruggero Sguera e là Alessandro Lampis, (Ottocento) vestito di legno e Sardegna, prezioso collaboratore.