
reutente redattore di rockit | Padovagiornalista / scrittore |
"I, I can remember / Standing, by the wall / And the guns shot above our heads / And we kissed, / as though nothing could fall / And the shame was on the other side /Oh we can beat them, for ever and ever / Then we could be Heroes, /just for one day" (David Bowie) "Martello e pinze, e Dio abbia pietà di chiunque capiti sulla mia strada" (Hunter S. Thompson) "Siamo così tremendamente belli / non smetterò di sorprendermene / non smetterei, non smetterò di guardare / soffiare sulle nocche, sfregarle sulla giacca / ammirare il viso di tutti quanti / osservare i dettagli minuziosi e ben curati / volutamente luridi, profumati e ben stirati. / Eternamente giovani, eternamente tristi / sorridenti, finti tristi, FINTI GIOVANI, / tremendamente belli." Amari
(Ivan Graziani negli studi di Radio Studio 105) Baciato in fronte dal rock'n'roll, voleva cambiare il significato della parola "rock italiano" in modo che non fosse più un sinonimo di "musica melodica". Un artista che non ha mai smesso di essere attuale, Renzo Stefanel ci racconta la storia di "Pigro", l'album di Ivan Graziani uscito nel 1978.
Bella occasione il "TripTych Tour" per vedere due tra le più interessanti indie band italiane, Non voglio che Clara e Comaneci, con un bel po' di nuove canzoni. Che formano il quinto disco dei secondi (contando i demos) e forse entreranno nel terzo dei primi.
Bella occasione il "TripTych Tour" per vedere due tra le più interessanti indie band italiane, Non voglio che Clara e Comaneci, con un bel po' di nuove canzoni. Che formano il quinto disco dei secondi (contando i demos) e forse entreranno nel terzo dei primi.
Breve chiacchierata per parlare dell'ultimo "Gattini", il best celebrativo di vent'anni di carriera che rivista i vecchi successi della band con l'aiuto dell'Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini. I due sono in viaggio in autostrada, la conversazione spesso si interrompe per assenza di campo. Tocca richiamare per ben sette volte. E nonostante la situazione precaria gli argomenti emergono comunque: i giovani e la rivoluzione degli anni 60, le tangenti e il fallimento culturale di Milano, i Genesis, i Led Zeppelin, Corona o chi vorrebbe esserlo. Ecco un piccolo riassunto di quello che si sono detti Elio, Cesareo e il nostro Renzo Stefanel.
I The Bastard Sons Of Dioniso - si, quelli di X-Factor - hanno dichiarato a Vanity Fair che il loro gruppo preferito sono Il Teatro Degli Orrori. Perchè, allora, non farli incontrare: abbiamo chiesto a Pierpaolo Capovilla di scrivere due domande e Renzo Stefanel ha fatto da ambasciatore. Ecco la breve chiacchierata.