Chi non ha la memoria troppo corta ricorderà che con il precedente "Volcano" i Comaneci ci avevano soffiato via le parole dalla bocca, ci avevano fatto rimanere esanimi di fronte a tanta grazia, leggerezza e delicatezza. I tempi sono cambiati, c'è stato un cambio di etichetta e uno di formazione (nuovo chitarrista), ma l'essenza del gruppo ravennate è sempre la stessa: composizioni che sono fili leggeri, che rifuggono ogni moda e tendenza e che sono lenitivi come la carezza di chi ami.
Inutile dire che la voce di Francesca Amati continua ad essere sensuale e genuina oltre ogni immaginazione, ma è interessante ascoltare come in questo ep (il cui titolo si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto) si pieghi a sfumature sempre più cupe e misteriose che si distanziano dai toni pastello e rilassati del precedente album. Come dire, da graziosi spiritelli a fantasmi della mezzanotte in pene d'amore. Le composizioni abbandonano in parte il delicato minimalismo e si sporcano di distorsioni, echi e pianoforti malinconici, verso una sperimentazione folk-pop che in alcuni casi ricorda le prime Cocorosie ("Battle") ma che rimane sempre nei confini del meraviglioso e originale marchio di fabbrica Comaneci. Oramai, una garanzia.
Commenti (3)
- 20/05/2009 ore 22:52
Hellzapop @hellzapopbello, molto evocativo!
- 22/05/2009 ore 09:05
Ivo in cassa 3 @polymar1981oltre che evocativi, son brani che mi comunicano parecchio... belli e sognanti... non so perchè ma Time will tell mi ricorda Siouxsie ai tempi di Join hands... poi la voce di Francesca è di una sensualità disarmante...che fa innamorare ;P
- 01/06/2009 ore 10:39
Andrea Carella @rigolonuovo chitarrista e non più violoncello e sempre grandi. viva comaneci