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Valentina Dorme [?]
La Carne [?]

Cantautore, Rock, Alternativo Album del giorno / Fosbury Records Audioglobe

di Elisabetta De Ruvo, 13/07/2009

Di certe canzoni non si dovrebbero conoscere i testi a memoria, parola per parola, intendo. Certe volte tra le frasi e le parole un po' smangiucchiate per l'incastro preciso con un accordo, si celano dei significati volontari o inconsci, difficili da gestire. Difficili da schivare come un pugno nello stomaco che non t'aspetteresti mai, sorpresa dolorosa e soffocante.

Sembra che Mario Pigozzo Favero ci metta della cattiveria in più. Un bel po' di tempo è passato da "Il coraggio dei piuma", quattro anni, a cui da solo è sopravvissuto rientrando spavaldo e lucido su quel palco dove in molti lo aspettavamo, accompagnandosi con nuovi e affiatati musicisti, intuendo nuove prolifiche collaborazioni in altri momenti inusitate, come con Fabio De Min (Non voglio che Clara) per gli arrangiamenti degli archi e delle tastiere e con Nick Manzan (Bologna Violenta), nei ranghi più classici di violinista. E non solo loro.

Ascolto questo disco già da un po'. Ma solo oggi lo ascolto leggendo i testi, per cogliere quelle poche parole dissolte nelle note. Ogni due canzoni devo fare una pausa. Forse per un livello tale di intensità di vissuti e vicissitudini che si adagiano sulla mia esperienza, che di certo poco ha in comune con quella di Pigozzo Favero, ma che riguarda una generalità di esistenze forse mature, di certo ben lontane dall'essere propriamente adulte, ma quasi già troppo disilluse.

Il titolo è programmatico in questo senso. La Carne. Anticipo sintetico dell'intrinseca visceralità (ispirazione cara allo stesso regista Marco Ferreri, cui viene dedicata anche una canzone oltre al riferimento al titolo) di un disco che viaggia tra parole e musica indissolubili.

Una musica che è pacata, quando realizza sbandamenti ed entusiasmi sbiaditi e aggressiva, stratificata e complessa come l'incazzatura di quando sai di essere impotente, di quando ti rendi conto di non essere unico e solo e insostituibile nella vita di chi avevi immaginato fosse insostituibile per te. In bilico tra il romanticismo degli Smiths, la decadenza cupa dei primi Cure ("Un nome di fantasma", "Benedetto davvero"), il finto distacco di certe soluzioni stilistiche del Dalla degli anni 70 ("Olimpiadi salesiane", "Marco Ferreri") e ancora quel rumore bianco internazionalizzato dai Sonic Youth ("Giulia Bentley in estate", "Trieste Centrale").

Con parole che suggeriscono un atto fisico, confondendolo con atti invece emotivamente intangibili, come per esempio in "Siracusa e le stelle": "…santo quel tuo darti da fare per farmi stare bene, la gioia che mi dai quando ti sento dalle scale…" o che gridano della tensione continua ad un sentimento come l'amore, che dentro di te sai essere impossibile nella definizione pratica dell'esistere, ma senza il quale comunque non c'è vita.

Parliamo allora di illusione? Ma l'illusione in quanto atto mentale fa male in un dato momento, in genere poi passa. Ciò che c'è in questo disco graffia e squarcia insindacabili punti di vista molto soggettivi sul rapporto di ognuno di noi con l'amore, con quello che si desidererebbe, con ciò che non si ottiene mai, con la presa visione di dinamiche effettivamente idealizzate.

Si vive di ricordi avvelenati, in questo lavoro, e di situazioni prese non nel momento preciso in cui iniziano, né tantomeno nel momento in cui finiscono. Come un film che mostra uno dei tanti istanti minimi inosservati anche da noi attori di una vita di cui spesso non capiamo il testo, o il senso.

Allora Valentina ogni tanto si sveglia, prende atto che non è invincibile, che forse ogni tanto è bene arrendersi alla vita che ti vive un po' prepotente, quindi si riaddormenta con almeno questa consapevolezza in più.


Commenti (13)

  • 04/06/2009 ore 19:00 Ivo in cassa 3 @polymar1981

    la musica per un'ascoltatore, il più attento e gran conoscitore possibile, è quasi sempre un' "attività passiva", la si subisce inermi, a volte piacevolmente a volte no :) ho scritto "quasi sempre" perchè... perchè "La Carne" non si ascolta... "La Carne" è un album che si vive, come fosse un libro da leggere, come fosse un ritratto da disegnare, come fosse un viaggio da intraprendere, come fossero appunti sfuggenti da prendere al volo durante una lezione di un professore con chiari sintomi di borderline... ora io non vedo l'ora di ascoltarmi "Olimpiadi salesiane" mentre sto guidando e contemporaneamente fumo una sigaretta...

  • 05/06/2009 ore 12:33 Alberto Muffato (artemoltobuffa) @artemoltobuffa

    Questo è disco reffante.

  • 13/06/2009 ore 20:43 Oratio @oratio

    ..con questo disco valentina potrebbe svegliarsi!;)

  • 14/07/2009 ore 12:38 Alberto Muffato (artemoltobuffa) @artemoltobuffa

    Senza cattiveria. Però: questa non è una recensione.

  • 14/07/2009 ore 14:11 fiz @fiz

    1- tu non eri mica andato via da rockit con polemiche, invettive, proclami e tutto quanto? perchè lo frequenti/utilizzi ancora?

    2- nessuno ti ha chiesto niente

    3- bravi valentina dorme, un disco che sale ad ogni ascolto (alcune canzoni davvero belle belle belle). che bello invecchiare così.

  • 14/07/2009 ore 22:41 Sara Loddo @sasara

    è un'espressione più emotiva che tecnica, come molte cose rockit..
    a me è piaciuta, mi ha incuriosito. Ma credo anche che non tutti dobbiamo pensarla allo stesso modo, per forza condividere un'impostazione o un punto di vista per leggere.
    Rockit è aperto a tutti no? Non voglio entrare in questioni altrui, ma dispiace leggere delle frasi che sembrano voler affermare che rockit si chiude di fronte a chi non condivide.
    tutto qui

    brava Eli

  • 15/07/2009 ore 17:24 fiz @fiz

    Sara, quello che ho scritto ha un preciso referente e fa parte dello "storico" di quanto successo su Rockit.

    non c'entra davvero nulla "il chiudersi con chi non condivide" (che poi basta essersi fatti un giro sul forum negli ultimi anni per vedere quanto spazio abbiamo sempre dato anche a chi "non condivide")

    Rockit non si chiude di fronte a niente, nemmeno di fronte a tutte le critiche e chiusure altrui e attacchi e vigliaccate gratuite ricevute in tutti questi anni.
    Però avrà diritto a chiedere rispetto a chi queste pagine frequenta no? :-)

  • 16/07/2009 ore 12:56 srotolina @srotolina

    L'ultimo dei Valentina Dorme a me è piaciuto moltissimo per intensità, suono e bellezza delle canzoni. Oltre che consigliarne l'acquisto, l'ascolto dello stesso con i testi alla mano è d'obbligo trattandosi di parole importanti e ben scritte come il buon Mario Pigozzo Favero e pochi altri in Italia sono in grado di fare.

  • 26/08/2009 ore 00:17 Jacopo Bianconi @varagis

    Valentina sa ricreare un'atmosfera intima. Pensieri da camera da letto all'attimo prima di addormentarsi. Personalmente divido la mia musica con la mia giornata. I Valentina Dorme vanno serviti di notte quando il ritmo giornaliero passa la mano all'espressività più raffinata. Bravi

  • 23/12/2009 ore 18:51 Chiara Longo @vanabass

    Veramente bravi, un po'Fiumani la voce (il che è assolutamente positivo)

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