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Amari [?]
Poweri [?]

Pop Album del giorno / Riotmaker Records

di Michele Wad Caporosso, 19/10/2009

Un tempo lo sapevi anche tu (tu che le parole le impari dalla tv) che la cronaca vera avrebbe solamente sfiorato gli anni dei monitor accesi. Spiego meglio al popolo: il sistema va a puttane e tu ti sistemi puntualmente gli slip dopo che ti sei scopato la mano. E via, parliamo del niente. Vuoti come il frigo, come lo stile degli Uochi Toki, come il fascino dei poser, come le palle dopo una pisciata (dopo una pisciata?). Come gli Amari? No, aspetta però, questa recensione era meglio non farla. Perchè attorno al sassolino che cade nel laghetto si creano as usual solo cerchi concentrici di gente a cui sto inutilmente sul cazzo, e questo ci riporta tutti nella versione ridimensionata e sfigata del fallimento socioculturale sub-italiano. Aggiungici poi che io sono così lover che non li vedo nemmeno gli hater, e chiudiamola lì. La premessa era obbligatoria perché è risaputo che gli Amari, negli abbondanti 10 anni di carriera, hanno istituito un fortissimo fanbase di bloggers da gamera nonché di fans spesso provenienti dal loro stesso nerd est (collocazione non geografica, ma mentale). "Poweri" è un nuovo giro (facciamo un giro ancora un giro) nel suono pop colorato, sbagliato e vacuo della band di Dariella e Pasta. Cito Pasta per evitare l'errore diplomatico, qualcuno ci vuole nemici senza motivo, basterebbe leggere alcune nostre conversazioni via chat. Anzi per essere trasparente con i lettori ne copio-incollo a random un pezzo, uno di quelli tranquilli e senza insulti:
Wad: quando ascolterò questo nuovo fantasmagorico disco?

Pasta: ma se te l'avevo già proposto! ti avevo scritto tempo fa chiedendoti se lo volevi
Wad: vai manda
Pasta: ma mi devi promettere di non scrivere cagate come l'altra volta
Wad: è la prima cosa che farò

Non farò finta di nulla, di non sapere. Su Scimmie d'amore scrissi: "Se anche Paperino avesse iniziato a fare la musica in Italia oggi avrebbe un suo perché. (…) Lui avrebbe capito, come anche gli Amari, che il pop è sì la scuola delle irresponsabilità sociali e delle facilonerie musicali, ma è divertente". Per "Poweri" condivido e sottoscrivo questo che ormai è diventato un assunto (un pò meno divertente forse). E' che la società dei Paperini (gli svedesi in Italia leggono Topolino per avvicinarsi alla nostra lingua) diventa sempre più il male minore. E allora perché porsi il problema? Parliamo del niente, due frasi carine, anzi sapete cosa, quattro/cinque pezzi li facciamo in inglese così in Italia non capiscono un cazzo e magari all'estero qualche blogger fanatico di indie-pop si appassiona e facciamo il lancio in Europa e fanculo Milano, fanculo Udine, fanculo tutto, fanculo Wad che aveva ragione ma non potevamo dire di sì. "Poweri" è un disco in corsa, più in palestra che al parco, una rincorsa alla moda (stanno tornando gli anni 90 forse?) con le sneakers, ma la moda va a 180km all'ora in macchina e vi ha fottuti. Il tapis roulant plumbeo vi ha sbattuti per terra e la cifra stilistica è diventata una semplice somma dello stile dei precedenti dischi. Le bollicine aquieteranno le disillusioni di alcuni clubbers, ma soprattutto – e questo deve essere chiaro – lo spessore strumentale, cioè proprio la capacità di suonare puliti, precisi e maturi è intoccabile. Dal vivo questo disco sicuramente suona bene, è che le canzoni sono ferme alla musica che avrebbe fatto Max Pezzali se non avesse scelto Cecchetto e il soldo serio. Robette anonime, senza offesa eh. Alcuni lo richiedono morbosamente l'anonimato, la privacy, le garanzie, i rumors, i paparazzi. Per cui è la stramaledetta normalità. Sto parlando degli Amari, vero no? Ecco questo disco non ha il dono della sintesi ma ancora di più non ha il dono della canzone piacevole che era il punto di forza di Scimmie D'amore. Non che siano due prerogative vitali per un disco (Kanye West sintetico non lo è mai e spesso nemmeno piacevole però ogni volta anziché aprire un canale del mixer apre un mixer per il futuro). Mai all'indietro, e non sto dicendo che gli Amari con questo disco abbiano voluto ritentare "Grand Master Mogol", in quanto la cosa più buona che hanno combinato nella loro carriera, ma forse miei compagneros è questa la verità. E l'Anticon no, non c'entra. Il settimo disco degli amaretti vorrebbe essere dolce come i Kings of Convenience (vi piacerebbe eh?) e electro-party quanto i Phoenix (vi strapiacerebbe eh?) e avere l'appeal dei Justice (si va bè e poi?). E' proprio il mondo che non c'entra in questa missione tardo adolescenziale di un gruppo che ha sempre voluto imporsi inconsapevolmente come l'estensione friulana di Mirko di Kiss me Licia. Ma farsi il ciuffo rosso forse è troppo azzardato ora che i tuoi coetanei si avvicinano ai posti di lavoro seri. I colori sono più opachi, meno chiari e brillanti. Gli Amari non sono mai diventati famosi. La strada della college band ruffiana era impossibile già in partenza in un paese senza college. Forse l'italo disco potrebbe trasformare in qualcosa di più sostanzioso questo clean-pop, pulito pulitissimo, quasi clericale. Un'attitudine più adult-dance avrebbe irrobustito queste robette che non imbarazzano più nemmeno la gente dell'oratorio. E poi l'attitudine gay-chic anche qui ha fatto centro e i manager nella nebbia sai già cosa fanno se si fermano nella piazzola di sosta. E' una questione di immaginario ovvio, ma è proprio quell'immaginario finto-scemo e finto-vacuo che resta addosso agli Amari come l'accento sardo ai sardi. Non si toglie. Ajò porcatruuuuia. La novità del suono degli Amari si è estinta nel tempo e si ripete senza la stessa convinzione, come quando parli in inglese con qualcuno e dopo un po' finiscono le parole. E mò che cazzo ci diciamo?

La cosa più triste è che aboliranno le province (le ambasciate nessuno sa cosa siano) e non si potrà nemmeno più far peso sull'antiprovincialismo di Riotmaker. Per cui teniamoci questo p-funk (soprattutto negli skit), laddove 'p' sta per poweri ovviamente, nessuno osi pensare a George Clinton, e lasciamo che il gelato fucsia si schianti al suolo con la sua potenza prestabilita, senza enormi esplosioni stellari (non è come se Will I Am rubasse dei suoni ai Crookers per fare un disco con David Guetta). Del resto facciamoci due conti, se questo disco è stato stroncato da cani e porci, allora forse sarebbe onesto e umano che questa recensione decretasse liberamente e celebrasse festosamente la Fine degli Amari (ma tanto di sicuro qualcuno non è d'accordo e si inventerà che secondo i sondaggi gli Amari hanno il 60% del consenso popolare). Dovrei chiedere scusa a chiunque un giorno se ho detto tutto rischiando di esagerare, ma non chiedetemi niente se vi offendete per questo banale e spicciolo gun talk. Avrei potuto incensare ingiustamente un gruppo di amici degli amici e allinearmi col paraculismo diffuso di maschere, aperitivi e finzione, o più semplicemente seguire il consiglio di Pasta: "ti prego, quando stai per scrivere di frangette paperette, pensa all'amore che gli amari mettono nella loro musica, e se non ti viene in mente nient'altro, non recensirlo".


Commenti (89)

  • 19/10/2009 ore 15:35 nevi-di-frontiera @nevi-di-frontiera

    Oggi è un giorno triste. Rockit, l'alfiere della musica italiana, ai miei occhi ha perso tutta la credibilità che l'aveva fino ad ora contraddistinto. Se tutti sanno che Wad ce l'ha col Pasta, per quale motivo far recensire a lui il disco invece che ad uno qualunque delle decine di recensori che collaborano con loro? E' chiaro che una recensione del genere manca totalmente di obiettività ed è esclusivamente dettata dalla frustrazione di uomo rancoroso e vendicativo. Questo mi porta ora a riconsiderare il sito sotto una nuova ottica: quante delle recensioni negative sono solo il mero frutto di rancori personali e viceversa quante di quelle positive sono frutto di amicizie? Io spero che il fenomeno sia circoscritto esclusivamente a questa recensione (ed avrò il buon senso di non prenderla in considerazione), ma qualcosa si è incrinato ormai nel mio approccio al sito ed ogni volta che leggerò una recensione lo farò con la riserva della consapevolezza di star leggendo qualcosa di potenzialmente fazioso.
    La mia fiducia nei vostri confronti è compromessa, spero che nel futuro sappiate riconquistarla.

  • 19/10/2009 ore 15:54 anonimo @

    boh.sicuramente hai ragione.Cmq il disco è a tratti imbarazzante.Sicuramente preferisco altri dischi degli amari.E non sono l'unico a dirlo sembra.

    Speriamo in un futuro migliore per gli Amari.

  • 19/10/2009 ore 17:03 Claudia Galal @claudietta

    wad ce l'ha con pasta... e chissene!! ha ascoltato il disco e ha fatto il suo lavoro... obiettivamente gli amari hanno avuto giorni migliori, qualsiasi giornalista serio avrebbe detto le stesse cose!

  • 19/10/2009 ore 17:47 Matteo Lavagna @matteol

    Wad, sembri così ansioso di dire in giro che stai sul cazzo a me (vedi rubrica dove parli di Love Supreme), al Pasta etc...
    Allora, partiamo dal presupposto che io non ti conosco di persona e credo che anche il Pasta non venga la domenica con te a fare il brunch...
    Può uno che fa o dice di fare il "giornalista" scrivere di cose personali in una recensione?
    Come ti permetti?
    Ah scusa, vero, che questo è il pane quotidiano di Rockit: le diatribe, le lotte intestine alla scena italiana...
    Tutte cose che alla musica non fanno bene, te lo dico.
    A me di ciò che scrivi non interessa assolutamente niente, mi preoccupo dello stato di salute della nostra musica e tu non la aiuti, perchè non parli di musica, eiaculi su una pagina web credendo di aver raggiunto un obiettivo.
    Invece remi contro.
    E, bada bene, non parlo del tuo giudizio su "poweri", disco che non ho ascoltato ancora abbastanza per poter apprezzare o meno la proposta.
    E non parlo da amico dei citati perchè non ha senso, alla mia età e all'età di Dariella e Pasta si smette di farsi i pompini a vicenda e si cerca di essere critici in una maniera costruttiva, si cerca di fare cose assieme.
    ma veniamo a noi, cioè a te e alla tua recensione.

    Questa recensione non parla del disco.
    Questa recensione non mi fa capire un cazzo di questo "Poweri".
    Questa recensione è un monologo in linguaggio finto giovane scritto con i piedi.
    Questa recensione è piena zeppa di cose di cui non interessa a nessuno, tipo il fatto che stai sul cazzo a questo o a quello.
    Questa recensione è l'ultima recensione di Rockit che leggerò.
    Questa recensione poteva semplicemente esprimere il tuo non aver apprezzato il disco, le scelte di Dariella, Pasta & co.
    e invece hai voluto fare, come tuo solito, il protagonista.
    E allora, chiamatelo
    Wadit - Tutti i cazzi di Wad.

    Avanti così, con questo scriversi addosso.

    Questa recensione la dice molto più lunga su di te piuttosto che sul disco degli Amari.

    Ciao a tutti!













    (Messaggio editato da matteol il 19/10/2009 17:48:36)

  • 19/10/2009 ore 18:05 Lemming @lemming

    Wad da sempre è avvezzo a recensioni di questo genere... :)
    Ed é per questo che lo adoro. Perché dice le cose come stanno, e sa far girare bene l'immaginario (a parte quando dice "come le palle dopo una pisciata"...

    La veritá é che per comprendere questa recensione é necessario ascoltare il disco, e non viceversa. Poweri delude anche i fan piú esigenti: io ho scritto diverse volte di loro e mi piacciono un sacco, ma stavolta han fatto un buco nell'acqua. Pare si sia esaurita la verve artistica, e davvero nn riescono a far presa (a parte un paio di episodi come "dovresti dormire" e "Preservativi ovunque").

    Dunque, farraginosi tornate in voi e lunga vita a Wad!

  • 19/10/2009 ore 19:00 Gio Rello @revenger

    Gli Amari non sono sicuramente uno dei miei gruppi preferiti ma ho sentito tutti i loro dischi.. Qualcuno mi è piaciuto e altri meno, dal vivo trovo ci siano gruppi che rendono di più e non mi sembrano nemmeno super simpatici pur non conoscendoli..
    Detto questo, era da dire visto che a questo punto avrei potuto essere considerato amico di questo o quello, non credo che ci si possa permettere di scrivere una recensione così faziosa e personale e dare modo a tale Wad di compiere un evidente vendetta personale.. Credo che gli Amari sopravviveranno sicuramente a un disco peggiore dei precedenti e sicuramente non spetta ad un incognito decretare la loro fine.. come se una recensione lo potesse fare..
    Rockit dovrebbe scusarsi e mandare il "giornalista" (le virgolette in questo caso sono più che un eufemismo) affanculo.. Semplicemente perchè questa non è una recensione.. Lui non fa il suo lavoro in questo momento..Per attaccarvi potete continuare a scrivervi in chat.. Ora cerco un sito che mi dia un parere serio valà..

  • 19/10/2009 ore 21:07 peep peep @peep75

    obiettivamente: recensione ridicola come il gruppo in questione. troppe righe concesse ad un disco recensito lì dove molta ottima musica italiana è stata fatta conoscere ai più.

  • 19/10/2009 ore 22:15 valeria scozzari @unaediequalsiasiperintenderci

    Uuuuuhh quanto spreco di spazi e parole..
    ecco un altro esempio lampante di come in Italia ognuno sceglie il proprio mestiere un pò come cazzo gli viene!
    C'è chi un giorno si sveglia e decide di candidarsi per diventare presidente del consiglio e chi invece aspira a qualcosa di più umile come fare il giornalista(?)!
    Bè,direi apprezzabili gesti..se le persone in questione non fossero del tutto inutili!!!
    Credo che a chi ha forti disagi,problemi di rancore e di gestione dei propri sentimenti,dovrebbe severamente essere vietato l'uso della penna e perchè no,anche della bocca!
    Questa recensione senz'altro accuratissima e molto interessante nel campo personale di WAD(ma chi è?),ci fa capire a dovere che del disco c'è ben poco dentro..è solo l'ennesima palata di merda(!)scaricata su una persona poco simpatica all'utore di questa grossa minchiata scritta con le zampe!
    Copia e Incolla.
    Copia e Incolla.
    Copia e Incolla.
    No davvero eh,complimenti alla professionalità di rockit!
    Tu caro Wad e mio amatissimo compaesano,essendo un P(powero?)..NO!P(paraculo!),non avendo evidenti qualità nel mestiere(quale?)hai tirato fuori cose ripeto,PERSONALI,per buttar già la tua paginetta!
    bravo davvero!
    Eppure secondo me solo per averti dato tanta rabbia meritavano i tuoi ringraziamenti!
    ..pensa se nn ci fosse stato il P..da dove avresti preso tante parole inutili?
    Da un buon bicchiere di vino pugliese?
    Wad Wad Wad..
    veniam dallo stesso posto(che culo!) e sappiamo entrambi che da noi c'è tanta fame e degrado..
    perchè non aiutare il popolo e darti all'agricoltura?

    con affetto e tante conete(che ti possano cadere direttamente sul capo)..
    saluto tutti
    bYe

  • 20/10/2009 ore 00:37 Giovanni Continanza @nickwire {C}

    Allora analizziamo un pò alla volta....

    C'è chi accusa questa recensione di faziosità.

    Trovatemi una stroncatura pesante che non è faziosa verso qualcuno (produttore, etichetta, band ecc...) e vi darò ragione.

    C'è chi mette in discussione la credibilità di Rockit per questa recensione....

    Trenta collaboratori che lavorano da ogni angolo d'Italia,con passione e professionalità, tutti part time (ossia lavorano o studiano o entrambe le cose) sono una buona ragione per ricavare un certo pregiudizio nella vostra considerazione. Questa sì faziosa.

    Ora entriamo nel merito:

    La rece di Wad è una delle sue: estrema, provocatoria, secondo me geniale. A leggere i vostri commenti sembra quasi che questa rece non sia troppo diversa dai deliri di Sgarbi. Non è così. Non manca la competenza e l'analisi impeccabile in alcuni punti. Il punto è che Wad sta al giornalismo musicale così come Montoya sta alla Formula 1 e Cassano sta al calcio. Parliamo di persone talentuose e irrimediabilmente destinate a dividere a causa del loro stile. So di potermi acchiappare molte risate, ma per me in alcuni punti questa rece è una vera e propria lezione di critica. Perfetta, consapevole, coerente con le tendenze musicali che stiamo osservando e vivendo, competente, ricca di intuizioni e completezza di analisi.
    Sarebbe stata rece puerile e sterile se Poweri fosse stato elogiato ovunque. Non è stato così.



    (Messaggio editato da nickwire il 20/10/2009 00:38:14)

  • 20/10/2009 ore 00:48 nevi-di-frontiera @nevi-di-frontiera

    Da uno che dice "rece" non potevo che aspettarmi elogi gratuiti, immotivati e fine a sé stessi come questi

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