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No, non c'è disordine in questo disco. Tutto è al posto giusto, la produzione dei Marta sui Tubi e della loro Tamburi usati vale come garanzia e l'elenco degli special guest mette l'acquolina in bocca. Tutto è studiato nei minimi dettagli, forse troppo. Che sia chiaro, è un ottimo disco d'esordio. C'è classe ed eleganza in ognuno dei testi, c'è un indie-pop sullo sfondo che non si tradisce e assume sfumature diverse. Perché c'è un gioco tra le melodie romantiche come "Piume di cristallo" e la linea più rock e graffiante di "Muscoli di carta". Ci sono brani che colpiscono non solo per la loro orecchiabilità, "L'altra metà di me stesso" è di una potenza introspettiva disarmante. E ci sono collaborazioni invidiabili, che si incastrano perfettamente, da Syria ai Perturbazione, coinvolti anche nella produzione. La musicalità della voce di Paolo Benvegnù con in "Quella sensazione di comodità" contrasta con il voluto monocromatismo della strofa per accusare l'abitudine e la noia di un rapporto al capolinea.

Si ascolta tutto d'un fiato piacevolmente. E in fondo se ci si fermasse qui, non ci sarebbe proprio nessun rimprovero da fare. Che poi rimprovero è una parola fin troppo grossa, il sottile ma che si nasconde tra le righe è solo un suggerimento. L'album non arriva alla pienezza di un lavoro compiuto, le collaborazioni distolgono l'attenzione dalla natura vera del gruppo piemontese, fanno perdere di vista la loro materia originale e autoctona e celano una potenzialità ben più ampia. Come se avessero timore di non essere all'altezza del successo senza questi grandi nomi come lettere di presentazione. E noi, che in loro ci crediamo davvero, ci teniamo a vederli mettersi in gioco e mostrare il loro talento acquistando piena fiducia in se stessi.


Commenti (22)

  • 16/03/2010 ore 14:12 mestyna @mestyna

    concordo con la recensione, il cd come esordio è bello, ma non dà atto a tutto quello che poi si "scorge" dal vivo... comunque avanti cosìììì! [:

  • 16/03/2010 ore 15:05 Nicola Bonardi @nicko {C}

    che figura ci faccio se dico che questo disco ha una delle copertine più dolcemente erotiche che abbia mai visto?

  • 16/03/2010 ore 15:43 Persulla @francescapiazza

    nessuna. lo penso anche io.

  • 16/03/2010 ore 15:49 Persulla @francescapiazza

    ...comunque sabato sera al concerto ho comprato il cd.
    in effetti, è bianco e malinconico come le sue illustrazioni. ma un po' asettico.
    dal vivo rendono molto, molto, molto di più.

  • 16/03/2010 ore 18:48 Cinzia Iacovelli @cinziaiacovelli

    concordo sul fatto che dal vivo rendano molto di più, ma davvero. il cd comunque è molto bello, ultimamente lo ascolto di continuo.

  • 17/03/2010 ore 14:49 Lorena Esposito @setarossa

    sicuramente il valore di una band, di una qualsiasi band, si vede soprattutto nei live, perchè gli artisti possono sul serio dar sfogo a quello che sono, ma non mi trovo d'accordo con la recensione, credo che il disordine delle cose sia un disco veramente bello, che porta dipendenza e che dopo tanti mesi ancora non mi annoia e che mi ha fatto scoprire una band che ora è una delle mie preferite! e venerdi e sabato avrò la possibilità di vederli per ben 2 volte di nuovo dal vivo :)

  • 17/03/2010 ore 15:11 Noise Channel WebTv @noisechannel

    è vero, è un disco che non lo stanchi, è difficile trovare un disco che dopo un pò non ti abbia stancato o che non passa in secondo piano. questo sarà uno di questi, malgrado è da poco tra i miei lettori. i live poi non sono la riproduzione fedele di un disco o viceversa. la differenza è ovvia e necessaria. meritano entrambe!!!

  • 17/03/2010 ore 15:19 Wolly @lello128

    Addirittura?!

  • 17/03/2010 ore 15:30 Nicola Bonardi @nicko {C}

    si.

  • 17/03/2010 ore 17:06 Nadia Knox @nadjoska

    mmmh, non ho capito :"il disordine delle cose" sono meglio live perchè il disco è fatto troppo bene? ahahahahah wow... quindi uscire con un album d'esordio"studiato nei dettagli e con tutto al posto giusto",diremo perfetto, è pericoloso al giorno d'oggi : se hai collaborato o sei stato prodotto da grandi nomi il merito della perfezione non è tuo, e se è tuo perchè live sei meglio allora eri insicuro, non ti sentivi all'altezza del successo(?);quindi quello che all'origine era perfetto per merito tuo o non tuo, ora diventa peggiore di quello che doveva essere peggiore.. oh mamma aiuto!! scusate ma a me sembra un pò contraddittoria sta recensione, sarà scritta in un italiano migliore del mio ma non ha senso ..ad ogni modo cercherò di ricordarmene se mai dovessi pensare di pubblicare un disco...mi impegnerò a fare una roba pessima.
    Secondo me semplicemente c'è troppa musica in giro, non si sa più che dire, che difetti trovare, siamo abituati male, a musica fatta "tanto per".. e rischia di farne le spese un lavoro davvero ben fatto come questo.. e pensi "cazzo, ma sto disco è perfetto.. e mo che dico?? mmmh ovvio: dico che è TROPPO PERFETTO"..
    io invece dico che sono eccellenti sia live che su disco.
    Ecco , se proprio devo trovare una colpa a Il disordine delle Cose : mi ha fatto percorrere 200 km a/r, a tratti nella nebbia.. e me ne farà ripercorrere altre centinaia a breve :)
    a buon rendere:=

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