Gli Helena Verter sono un gruppo pop-rock marchigiano in controtendenza rispetto a mezza Italia: mentre di solito gli indipendenti sono incapaci ma fruttuosi, gli HV sono musicalmente competenti ma un po' sterili. Sono bravi, ma non si applicano. Me lo dicevano anche le maestre da bambino. Ma non divaghiamo: Lei è una cantante dalla voce profonda e ben definita ed il gruppo che l'accompagna è equilibrato e capace, ma non arrivano da nessuna parte perché difettano di originalità. Un po' Patti Smith, un po' Carmen Consoli, un po' Alanis Morisette, senza catturarne la vera essenza.
Questo secondo disco, "Questione di ore", è costantemente in bilico, sul point-break di piacere e non piacere - che vuol dire non piacere – e non si ammorbidiscono neanche dopo diversi ascolti. Possiamo promuovere in estremis qualche pezzo rock più raffinato come "Brividi" e "Percezione delle cose", insieme a "2:00 pm" e "5 mg... di vero niente" perché ricorda Donatella Rettore; ma le canzoni restanti scivolano lasciando molto indifferenti, soprattutto nei testi che, dispiace dirlo, non sono per niente accattivanti: fra il poetico, l'etico, il morale e il provocatorio, shakerato senza ghiaccio. In pratica noiosi.
Già alla prima uscita gli HV furono incitati a dare qualcosa in più, di risaltare dal semplice pop/rock che "non" finisce mai in classifica per tentare di emergere, ma hanno scelto di fare i recidivi e questo non gioca a loro favore. Viene da chiedersi sconsolati: sono bravi e non si applicano o viceversa?
Commenti (18)
- 24/01/2010 ore 18:23
iggy @iggyho ascoltato i brani che han messo sul loro space e non mi son dispiaciuti per nulla: li ho trovati, sia musicalmente che liricamente, molto (molto) meno banali di molti (molti) altri gruppi che, anche qui su rockit, vengono promossi a pieni voti..
- 26/01/2010 ore 12:39
Antonio Garosi @antonioilgaroPossono esistere delle musiche banali e dei testi banali che considerati nel loro ambiente testuale sono perfetti, altre volte no.
Andresti mai a dire in giro che Bob Dylan è stonato? Certo che lo è ma non è quello che guardi nella sua musica.
Penseresti mai di criticare il testo di una canzone di David Guetta? Chissenefrega, quello fa dance, non certo poesia epica.
Oppure rimproveresti agli Elio E Le Storie Tese di non essere abbastanza seri?
Comprendimi quando dico che se fai parte di un gruppo pop/rock italiano emergente devi per forza fare bella figura, alidlà delle capacità musicali e liriche, perché di gruppi ce ne sono quanti te ne pare in giro e meglio o peggio che siano probabilmente sanno proporsi, che è la capacità in cui risiede la vera bravura.
Inoltre non confondere la mia opinione - che comunque trovo più analitica di altre - con quella di altri collaboratori di rockit. Se tutti avessimo scritto una recensione su gli Helena Verter, credi veramente che sarebbero state sovrapponibili? - 26/01/2010 ore 14:18
Fabio Pallottini @siliziumQuindi, la bravura di una band risiede nel saper proporsi ad un pubblico.
Questo significa essere morali. Questo significa scendere a compromessi. Ed il compromesso è il peggior male della musica indipendente italiana oggi.
Secondo male: fare una critica ad una band emergente sulla base del criterio novità. Questo criterio non viene più usato dalla critica di ogni settore da almeno cinquant'anni.
Tornando, ellitticamente, all'inizio dell'intervento: l'immagine è più importante dell'essere. O forse dovremmo sostituire al termine immagine (il saper proporsi, come dici tu, il termine morale) o finzione? - 26/01/2010 ore 14:24
Fabio Pallottini @siliziumAh, dimenticavo..
Si potrebbe avere una comparazione critica annotando tutti i passaggi in cui i brani degli HV somigliano a quelli di Patti Smith, Carmen Consoli ed Alanis Morisette?
Perchè sono di genere femminile?
Ah, dimenticavo.. (#2)..
Anche la tanto lodata ed osannata band dei Ministri (che, personalmente, giudico bravissimi, ma non innovativi) scrive testi sociali e, come diresti tu, tra l'etico, il morale ed il provocatorio?
La differenza sta nel sapersi proporre e nel dire tutte le cose che si pensano e si scrivono direttamente, senza poter creare un step unlteriore nel linguaggio e nella percezione dello stesso all'interno di un tessuto sonoro?
Giudicare un brano etico e morale. Questo è morale. - 26/01/2010 ore 21:38
iggy @iggyantonio,
no, non credo, o meglio non voglio credere nella sovrapposizione delle opinioni.. ci mancherebbe!
so bene ch'è (molto) faticoso essere originali ed intrigare con la propria musica.. io intendevo dire che gli helena verter non mi sembrano (li ho riascoltati) poi così 'lontani' dal farlo, diversamente da come hai recepito tu la loro musica.
anzi, nel riascoltarli, devo proprio dire che diversi passaggi (mi ripeto: sia musicali che lirici) mi hanno positivamente impressionato. il che non significa che non debbano aggiustarne, limarne, sistemarne, arrangiarne altrettanti altri ;-)
(stavo per chiederti se non stessi dando troppa importanza all'apparire, ma vedo che ci ha pensato silizium..)
- 27/01/2010 ore 12:08
kappah @kappahCredo che l'uso non tropo preciso di alcuni termini denoti una confusione di fondo. Una tra le più importanti lezioni che deve imparare chi fa o desidera fare "critica" è uscire dalla mentalità da fan. Smontare, evidenziare punti di fragilità, di incoerenza, di fallacia, presuppone una conoscenza una coscienza una consapevolezza assolutamente maggiori di quanto non ne occorrano per supportare, promuovere a pieni voti. La tua recensione, è un legittimissimo giudizio espresso sulla base di un criterio: il gusto personale. Non vi è alcuna traccia di analisi, in queello che scrivi. L'analisi musicale è una cosa molto complessa, e quando si tratta di un disco prevede l'indagine delle strutture superficiali e profonde del codice musicale e di quello linguistico e poi di come questi due s'intreccino tra loro. Per capirsi, tutta la sagacia e l'ironia del mondo non bastano per scrivere cose sensate quando si ha la presunzione di farle valere come più o meno oggettive!Perchè poi puo' capitare d'imbattersi in qualcuno, che di lezioni magari ne ha presa qualcuna più di te! La questione "sapersi presentare" Beh, mi sembra veramente...non degna di nota [:
Ah, un consiglio: Barcellona è più bella vista, che non immaginata!!! :] - 27/01/2010 ore 12:25
Fabio Pallottini @siliziumAntonio,
gradirei una tua risposta alla mia richiesta comparativa.
E aggiungerei: io credo, a differenza tua e di Iggy, nella sovrapposizione e nella differenza. Ecco perchè hai trovato persone in disaccordo con la tua opinione (parlare di critica mi sembra esagerato).
Se ti rimane tempo (dato che sei uno scrittore, un musicista e uno studente) cerca anche.. di "fare bella figura" qui su RockIt.
E per fugare qualsiasi tuo ulteriore dubbio, si, sono acido, o meglio, sono amareggiato dalla tua superficialità. - 27/01/2010 ore 13:31
cri cri @brusbiHo ascoltato con attenzione e con cuore i brani del disco degli Helena Verter e vorrei esprimere un'opinione da "semplice" ascoltatrice di musica: considerando che ascolto musica di più generi da tutta la vita e a tutte le ore, e che per me l'ascolto della musica è un'esperienza emotiva e personale ogni volota diversa, posso dire che secondo me la musica è una forma d'arte e in quanto tale pura comunicazioine. Chi scrive musica vuole comunicare un messaggio e farlo arrivare all'ascoltatore attraverso il canale espressivo della musica.
Quando ho ascoltato per la prima volta il disco "questione di ore", oltre ad averlo trovato orechiabile e piacevole, ho potuto filtrare i contenuti sia lirici che musicali che sono "arrivati", almeno per quanto mi riguarda, a giusta destinazione impetuosamente e chiaramente. Quello che voglio diure è che nella musica come forma d'arte l'obiettivo prioncipale di chi compone è quello di arivare non solo all'orecchio, ma oltre, molto oltre l'ascolto. Io credo che gli Helena Verter con quasto lavoro siano riusciti appieno in questo intento, che è sempre una sfida, perchè dire può essere più o meno facile ma attraversare le barriere della superficialità estetica per mezzo della musica è una sfida di altissime pretese. - 29/01/2010 ore 02:02
Antonio Garosi @antonioilgaroScusate se mi sono esentato dal rispondere fino ad ora, ma ci sono giorni in cui proprio non posso stare dietro internet.
Quindi non so da che parte mi devo rifare, proviamo a cominciare, come si dovrebbe, dal principio:
1) La bravura di una band è anche - ho detto anche - di sapersi proprorre al pubblico. Certo che se un gruppo che suona peggio di te ma sa proporsi meglio di te, è quasi ovvio che fara più bella figura. Guarda una cazzata come Vasco Rossi che ha deciso di fare gli ultimi concerti con finale solo voce e chitarra acustica e mostrarsi con una chitarra nella copertina Tracks2 (a me pare copiato Bruce Springsteen). Vasco ha schivato le accuse di non saper suonare e ora passa per un musicista completo, si è riposizionato nella scena musicale italiana (è marketing, non fuffa). Ora lo si potrebbe persino chiamare cantautore.
2) Il compromesso non è il peggior male della musica italiana (soprattutto indipendente). La banalità, come in tante arti, è il peggior male. Per la musica ogni persona che ci si avvicina, dal musicista al critico, deve scendere a qualche tipo di compromesso.
3) Probabilmente Silizium non ascolti musica da cinquant'anni. Va bene il rocchenroll che è ribellione e tutto il resto, ma da qui al 1959 (anno della fine del r'n'r) di cose ne sono successe - nel frattempo Elvis è morto, il punk è diventato commerciale e sono uscite due trilogie di Star Trek - e anche se vuoi fare lo striminzito almeno fino al 1995 di novità musicali ce ne sono state. Inoltre io non credo nell'esaurimento, almeno imminente, degli elementi della musica popular, piuttosto credo nella mancanza di iconoclasti. Ci sono due spiriti per approcciarsi alla musica che non sono mai veramente separati fra di loro: di emulazione e di innovazione.
4) Victor Hugo sosteneva che "la forma è la sostanza che viene a galla".
5) Patti Smith la chiamano la sacerdotessa del rock, un motivo ci sarà; Helena Verter della vecchia signora ha ripreso l'attitudine del rock al femminile, tanto impermeato di fare poetico (ascolta Sci-volano barche o 2:00 pm). La canadese Alanis Morisette invece ha portato molto pop nel rock e viceversa, inclusi elementi come l'elettronica soft, ed ha reintrodotto la band-leader femminile nella scena musicale negli anni '90, in questo Helena Verter è simile nelle intenzioni (allargamento, inclusione, riabilitazione) e il modo di cantare non è poi così dissimile (Percezione delle cose, Brividi). La nostrana Consoli è famosa per i suoi testi articolati e le parole inusuali, Helena Verter non fa un uso spregiudicato degli avverbi come Carmen, ma fra aggettivi percettivi, sostantivi iconici e simbolismi non è poi tanto di fuori il paragone.
Questo è quello che mi viene in mente al volo, ma non escludete a priori (solo perché l'ho detto io) altri paragoni e similitudini. Invece se pensate esclusivamente che in comune tutte abbiano le mestruazioni, fate un pò voi, a me sta bene...
6) Non ho ben capito il discorso sulla moralità, soprattutto il perché siano stati tirati in ballo i Ministri che io - né qui, né altrove - ho giudicato innovativi. E considerate che gli incensati di Milano hanno un atteggiamento politically uncorrect, molto particolare dal punto di vista etico e morale.
7) Attenzione! Io mi sono basato esclusivamente sulla musica e sulle dichiarazioni implicite ed esplcite del gruppo, non su foto, filmati o cose che non rientrano nell'analisi musicale, e non vedo come si possa intendere altrimenti da come mi sono espresso nella recensione.
8) Allora... ovviamente in 2000 battute o meno io non posso certo dilungarmi in analisi paradigmatiche come quelle di Nicolas Ruwet o le analisi strutturali di Claude Levi-Strauss, soprattutto su un sito come Rockit che certo non è la piazza di queste cose; prima o poi ci iscriveremo tutti alla facoltà di Musicologia di Cremona, ma per ora limitiamoci a gettare considerazioni generali e alla portata di tutti. Io ritengo di non essere stato troppo personale, nei limiti del possibile, e comunque non ti credere che io stesso non apprezzi, per questo o l'altro motivo, gruppi che so essere tecnicamente scarsi o banali fino al midollo, ma non ho la pretesa di farli piacere ad altri. Io non me la sento di consigliarvi un gruppo come gli HV se avete voglia di ascoltare qualcosa di innovativo, accativante o eccelso, eppure questo non vuol dire che non possano piacervi.
9) Kappah, tu non fai dichiarazioni sugli Helena Verter che rivelano la competenza analitica che si suppone tu abbia. Fino al momento di un confronto concreto e qualificabile rimane la mia parola contro la tua. Io avrei solo il privilegio di scrivere su un sito (bel privilegio del menga) che, nonostante tutte le critiche che leggitimamente si merita, tutti voi state leggendo e prendete come riferimento, quindi la mia parola dovrebbe avere una sorta di autorità, anche se nemmeno io ci credo.
10) Il sapersi presentare, anche se io non lo ho mai messa nei termini come avete inteso voi, è secondo me una questione più che degna di nota. Se non vi va di discuterla, vedremo di non parlarne più, però abbiate la decenza di non usare le emoticons che sono una cazzata appariscente.
11) Kappah, se a Barcellona non ci sono mai stato non posso mica crocifiggermi, trovami un lavoro oppure un couchsurfer e un carpooler e vedrò di passarci le prossime vacanze.
12) Studente non lo sono più: mi sono laureato a Dicembre. Musicista neanche, lo sono solo per il mio cane (che non mi gradisce), mentre scrittore lo sono perché non esiste un altro sostantivo per descrivere il modo in cui maltratto la tastiera, il mio è un tentativo mirato per demolire l'Accademia della Crusca. In realtà ho molto tempo libero (non lavoro più da un po') e lo sfrutto tutto male.
13) Non credo di dovere fare alcuna bella figura, o meglio, finché non offendo la mamma di nessuno e faccio valere le mie ragioni io non devo avere paura delle critiche di nessuno.
14) Mi fa piacere notare che finora ho comunque avuto modo di parlare con persone gentili e trattabili, senza sfociare nell'ignoranza o nella presunzione (forse ce ne sono state da parte mia).
15) Se sono superficiale faccio le mie scuse e vedrò di migliorare, probabilmente è perché mi si vuole vedere così, esattamente come gli utenti di Rockit vogliono vedere tutti i colaboratori di Rockit (siamo tutti una grande branca di faciloni). Però credere alla faccenda della sovrapponibilità è da superficali.
16) Cara Brusbi, non credo di avere molto da dirti, in quanto ti sei dimostrata la più candida, la meno perniciosa. Vedo che non vuoi farmi cadere in fallo come invece hanno voluto fare gli altri gentiluomini e non ho da dire niente se non che è esclusivamente una tua considerazione (sulla musica, la comunicazione, l'arte, Helena Verter, la vita, l'universo e tutto quanto) che rispetto in quanto rispetto tutti a prescindere, ma purtroppo io non sono relativista. E mi sono stancato di giustificare i gruppi perché sono emergenti o indipendenti o amici di amici o sotto l'etichetta equo-solidale o attiva politicamente.
Basta giustificazionismo! Il giustificazionismo ha fatto vincere Berlusconi alle ultime elezioni.
17) Mi sono sicuramente scordato qualcosa, ma non ho voglia di rileggere per l'ennesima volta tutto da principio. Mi sono anche reso conto di avere omesso certe cose nella recensione che avrei voluto dire, e certe cose sono state omesse anche in fase di correzione della bozza. Questa sarebbe l'occasione buona per farvela vedere come la intendevo io. Mi basta aprire il file sul computer e fare copia-incolla. Ora lo faccio. Anzi no, non mi fa voglia. E' tardi e devo ancora finire di vedere in streaming la serie "Lie to me" con Tim Roth. Oh, si.
18) Di solito a questo punto dico sempre che le mie recensioni, oltre ad essere opinabili e sputtanabili quanto volete, non potranno mai rappresentare appieno anche il pensiero degli altri e quindi saranno sempre suscettibili a critiche e revisioni.
Io non me la prendo a male, voi non lo so. Tanto sono un superficiale. - 29/01/2010 ore 21:14
kappah @kappah1)[: :] :? :) [: :] E' vero le emoticon sono una cazzata appariscente! E siccome non è una trattazione accademica e questa sede lo permette benvengano anche le cazzate appariscenti (in questo senso w l'indecenza)
2)Non faccio dichiarazioni sugli Helena Verter che rivelino la mia "competenza" analitica, perchè non mi "compete" in questa sede, non sono io che faccio recensioni qui!Pero' non condivido questa opinione diffusa che le osservazioni di carattere generale, siano piu' comprensibili, alla portata di tutti, credo che un'analisi profonda possa essere compresa da tutti se espressa in modo semplice.
3) Siamo in molti ad essere laureati, pero' c'è sempre una lezione in piu'...da imparare per lo meno per me, dammi retta tutti a musicologia pero' sarebbero troppi!! Comunque, anche se tu fossi superficiale certo non si puo' dire che tu non sia simpatico! E beccati l'emoticon
:) Su Barcellona non scherzavo, è molto divertente, e si vive bene, senza grosse pretese!