E' una florida creatività. Fatta di leggerezza e intelligenza, estro e compiacimento. Quelle dei Vermillion Sands sono garage-pop songs che viaggiano a briglia sciolta attraverso una grana musicale che riesce spesso a farsi torrenziale. Efficaci, appassionati, amabili: scelti dalla Sacred Bones - etichetta newyorkese che ha in catalogo nomi importanti per il lo-fi internazionale, uno su tutti: Blank Dogs - danno alle stampe cinque tracce che rimettono l'attenzione costantemente in gioco, lungo una fisicità sonora appetibile. Ci sono canzoni acuminate e tremendamente orecchiabili, sporcate però di inappuntabili anticorpi chitarristici; una squisita attitudine nel contaminare generi e stili. Non basta questa annotazione però per inquadrare il varco musicale della band veneta. Capita infatti che nella fibrillazione gli strumenti diventino mutanti - rinvigoriti da iniezioni intramuscolari fuzz o da granate dal sapore garage - e vengano letteralmente scaraventati via da una manciata di melagrane country, con grande felicità da parte di chi ascolta. Col beneficio d'inventario prendete pure in considerazione i colori vocali di Holly Golightly in "There's an End", nome tutelare che comunque non vi farà arrivare ancora al punto per capire a dovere le qualità canore Anna Barattin. Perché i Vermillion Sands sono molte cose insieme e quest'eclettismo gli dona, decisamente, e hanno tutte le carte in regola per piacere ad un sacco di persone, il che rende, se è possibile, ancora più interessante seguire nel prossimo futuro quello che per loro verrà.
Commenti (5)
- 27/01/2010 ore 12:55
His Electro Blue Voice @hiselectrobluevoiceyo!!
- 27/01/2010 ore 18:17
Stiv Cantarelli @stivcantarelliBello.
- 28/01/2010 ore 10:23
sebastiano bongi @taniscomplimenti, bei pezzi
- 14/04/2010 ore 17:19
Valerio Ciucci @vals81ci vogliono 24 dollari per farselo spedire dagli usa.. mi sembra un po' esagerato per 5 canzoni..
- 14/04/2010 ore 17:38
Sandro Giorello @sandro {R}Magari scrivi direttamente alla band, tornano dal tour mondiale il 24 aprile.