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Chi ha un fratello maggiore sa bene cosa vuol dire essere riconosciuto dagli amici più fighi solamente come uno che ha lo stesso cognome e qualche anno in meno di quell'altro tizio più figo. Si va avanti così per un po', poi si litiga, ci si picchia e verso i 14 anni si comincia a costruire una identità specifica e indipendente. Se però sei il fratello minore di Fabri Fibra e fai musica, c'è da dire che un pochino ti va di sfiga. Francesco Tarducci, in arte Nesli, è l'eterno secondogenito, quello che continua a inseguire il primo, cercando di emularne i comportamenti e ottenere lo stesso successo. Nesli fa rap, ma non ha le metriche del fratello. Si presenta come un disadattato, ma se Fabri Fibra affronta i suoi demoni con ironia, lui appare come quello sempre preso male, che sopporta a fatica i pugni in faccia che la vita non risparmia a nessuno. Se avete un fratello maggiore, però, sapete anche bene quanto rompa i coglioni essere continuamente paragonati a lui. È allora tempo che anche Nesli prenda la sua strada definendo una propria identità musicale. L'opera composita "Nesliving" è l'affermazione da parte di Tarducci Jr. di una proprio unicità, e se il primo volume era piuttosto pacato, il secondo, "Fragile", è il mezzo tramite cui l'artista si mette a nudo, parlando di sé stesso e facendolo con sonorità che spaziano dall'hip hop all'elettronica passando per il rock. L'album si divide in due parti, "In Guerra" e "In Amore". In realtà non cambia granché fra i due diversi momenti, ma del resto da Nesli, si sa, ci si devono aspettare tanta introspettività e rancore e poco umorismo e allegria. Tutto sommato l'idea non è male e i "lamenti" dell'artista si accompagnano bene a sonorità diverse da quelle prettamente black. Le produzioni sono affidate al buon vecchio Big Fish e se nella title track, realizzata utilizzando un campione degli Stadio, o in "Una Vita Non Basta" il risultato è decisamente soddisfacente e basi e voce si sposano alla perfezione, in altri episodi l'ex Sottotono si lascia andare a sonorità troppo clubbing e forse un po' troppo azzardate per l'occasione. Il risultato è un disco tutto sommato freddo, che a lungo andare risulta monotono nelle tematiche. Ma bisogna comunque apprezzare il cammino personale che ha intrapreso Francesco. Francesco chi? Tarducci, il fratello di Fabrizio.


Commenti (1)

  • 14/02/2010 ore 21:41 francesca kokoro @kokoro

    io lo preferisco al fratello "maggiore"