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A Toys Orchestra [?]
Midnight Talks [?]

Rock, Pop Album della settimana / URTOVOX rec.

di Stefano "Acty" Rocco, 04/03/2010

Sopravvivere ad un capolavoro come "Technicolor Dreams" per diventare punto di riferimento negli anni a venire. Una sfida da vincere nell'unico modo possibile: scrivere grandi canzoni, ancora. E nonostante il tempo della sorpresa sia passato, gli ...A Toys Orchestra ci regalano conferme e nuova gioia con "Midnight Talks", il disco che probabilmente diventa una delle metriche con cui confrontarsi oggi per aspirare all'oltre confine senza complessi di inferiorità. Quattordici canzoni che distillano goccia a goccia i fine sessanta e gli anni settanta tutti, celebrando il rock romantico in quel luogo immaginario in cui si incontrano glam, psych, hard e prog. Una vera indagine enciclopedica al servizio di una qualità di scrittura che ormai eleva Enzo Moretto a firma internazionale, supportato in questa avventura dalle sgargianti orchestrazioni analogiche di un Enrico Gabrielli monumentale e da alcuni dei nostri migliori artigiani dello strumento, tra cui gli archi di Rodrigo D'Erasmo e le chitarre di Alessandro 'Asso' Stefana. Un album in cui viene meno una certa attitudine al gioco, prendendo le distanze dalla purezza pop e dalla narrazione favolistica, per dedicarsi all'esplorazione di dialoghi sentimentali. E' l'amore, infatti, il vero protagonista del disco. Un tema nuovo che unisce tutto il lavoro, rendendolo quasi un concept che aspira a diventare un piccolo classico nel suo genere per il nostro panorama musicale. E pur venendo a mancare l'estro giocoso del passato e senza un vero pezzo killer, la solidità della tracklist è impressionante. Ci si risveglia al mattino nei sussurri tra amanti di "Sunny Days" per ritrovarsi nella colonna sonora di un pacchetto di caramelle con la pimpante "Red Alerts" (avete presente Fresh Goes Better?). Si prosegue con l'incedere marziale di "Mystical Mistake", sorta di "We Will Rock You" riscritta dai Pink Floyd con l'apertura melodica mancante. E poi via ad inseguire un costante equilibrio tra opera rock, love song e canzone d'autore. Così, tra riferimenti ad Alan Parson, Supertramp, Wings e Queen nascono canzoni fatte di sangue e passione, alba e tramonto, malinconia e speranza, senza abbandonare quella sottile ironia che alleggerisce un'impostazione fin troppo magniloquente. E' così che un brano come "Pills on my bill" tocca la perfezione emotiva sotto la luce di McCartney, mentre le radici italiane trovano conforto in "Celentano", estemporaneo non-tributo moderno al molleggiato di "Yuppi Du" e "Soli". E se il pathos di "Franky Pyroman" forse piacerebbe agli Arcade Fire, l'intenso romanticismo pop di "Summer" commuove con il suo chiaroscuro melodico.

Se ci limitassimo all'Italia, non potremmo che gridare al capolavoro, ma non sarebbe giusto chiudere gli ...A Toys Orchestra nella dimensione nazionale. Meritano ormai il confronto diretto con i loro epigoni internazionali ed una valutazione su una scala di valori assoluta. Essere più severi è un dovere, perchè abbiamo in casa un'ipotesi di miracolo. "Midnight Talks" è un'anomalia entusiasmante per l'Italia, solo un buon disco per il resto del mondo. Ci regala però la speranza di uscire a testa alta dai confini, con credibilità ed autonomia, per cominciare a giocare ad armi pari la partita su quei campi dove spesso ci considerano mascotte. Prendiamo allora questo disco come nuova partenza per assumersi la responsabilità di diventare presto i nostri dEUS, i nostri Notwist. Intanto, se avete rispetto e fiducia nella musica fatta in Italia, avere "Midnight Talks" tra i vostri ascolti è un dovere.


Commenti (18)

  • 12/04/2010 ore 20:17 Giuseppe Galato @ictus {C}

    album stupendo, anche se mi aspettavo più sperimentazione...

    l'abbandono quasi totale dell'elettronica si fa sentire...


    (Messaggio editato da ictus il 12/04/2010 20:18:23)

  • 12/04/2010 ore 20:27 debaser @debaser

    bene bene, molto d'accordo, soprattutto con la considerazione finale.
    ma solo io ci sento tanto elton john?
    e poi ancora... trovo che le cose più belle del disco siano quelle più "italiane".
    e si ritorna all eterna lotta tra il bene e il male...e' giusto cantare in inglese? io dico si, ricordandosi di essere italiani e non del south dakota.
    viva gli a toys.

  • 12/04/2010 ore 20:53 Stefano "Acty" Rocco @acty {R}

    Elton John, si. Lo sento anche io, non so perchè non l'ho scritto.

  • 12/04/2010 ore 21:59 Oxygen @oxygen

    Di qst album mi piace per adesso solo la traccia numero 3

  • 13/04/2010 ore 11:02 Dietnam @massimo

    Capolavoro.

  • 13/04/2010 ore 14:03 peep peep @peep75

    loro sono veramente bravi, in merito l'annoso problema della lingua posso augurare ai ragazzi un successo oltre manica o chissà dove, ma nel rock/pop questo non accadrà a breve e per motivi noti ai più. quindi io sono per l'italiano, l'utilizzo dell'inglese frena il mio entusiasmo complessivo che per la musica resta invece totale.

  • 13/04/2010 ore 16:19 dermuzik @dermuzik

    Disco bellissimo.
    No, disco capolavoro.
    A meno che non succedano miracoli è per me uno dei dischi dell'anno, in assoluto.
    Non capisco la diatriba fra il cantato in inglese o in italiano. Queste sono canzoni meravigliose comunque e se non capite i testi non è un grosso problema, fatevi trasportare dalle canzoni e vedrete che vi importerà poco della semantica.

  • 13/04/2010 ore 22:39 Pain @pain

    Io ancora devo ascoltarlo...
    Ma mi aspetto tante belle cose!
    Adoro gli A.T.O. e soprattutto la poeticità (prettamente cantauturale) dei testi e sono fiducioso che anche questo cd non mi deluderà, lo aspettavo con ansia ormai.

  • 14/04/2010 ore 19:11 Domenico Davide @prufessore

    ciao! ma come faccio ad ascoltare le tracce?

  • 14/04/2010 ore 21:43 URTOVOX rec. @urtovoxlabelepromotion

    da qui:
    http://soundcloud.com/urtovox/sets/a-toys-orchestra-midnight-talks-cd

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