Dopo un lungo periodo di detenzione in un manicomio criminale, l'uomo unidimensionale viene finalmente rilasciato per buona condotta, libero di immergersi nella massa come un uomo normale...
Sembra volersi riconciliarsi con il mondo, decidendo di nascondere parte dei propri deliri per confrontarsi con quella normalità che ha sempre sfregiato e deriso. Una spontanea evoluzione che deriva dall'incessante crescita delle tre anime artistiche che da anni tengono in vita questa rabbiosa e scorbutica entità sonora chiamata One Dimensional Man.
Certo per coloro che nel tempo ne hanno seguito le vicende é difficile pensare a un uomo dimensionale che suona il pop, eppure la nuova avventura stupisce per la ritrovata fiducia nell'ordinario, aprendosi con l'inaspettata "Saint Roy", brano tremendamente vicino a qualcosa di easy-listening e con un'indole melodica che contagia anche la successiva "I can't find anyone".
Sembrerebbe un cambiamento profondo, ma difficilmente percettibile su una superficie espressiva che si strappa progressivamente, lasciando affiorare i tormenti di un tempo, intrisi di blues malato e rigurgiti rumorosi.
" You kill me" scorre come un musical psicopatico, schizzando dal noise'n'roll violento di "Elvis" a quello convulso di "The old worm", scavalcando spesso il rock per arrivare dritto al rumore, espresso con l'ordinaria follia di "No north" o celato nel valzer delirante di "Broken-bones-valtz".
Poggiato sulla consueta potenza ritmica, il tessuto chitarristico é affilato ma meno estremo che in passato, così come le scorribande vocali, che ai consueti deliri alternano attimi di lucidità, sprigionando una forza poetica decisamente diversa rispetto al precedente "1000 doses of love!".
Non stiamo parlando di rivoluzione, perché é impossibile rinnegare anni di turbamenti vissuti con i fantasmi di John Spencer, Jesus Lizard e Sonic Youth, ma le quattordici scene di "You kill me" si muovono con cadenze che 'rischiano' di ampliare la portanza della musica degli ODM, magari scontentando parzialmente qualcuno dei vecchi seguaci, ma con la prospettiva di aprire un ampio varco in un pubblico decisamente più "normale".
Chi conosce gli ODM non ha bisogno di queste inutili parole e sa gia cosa fare, tutti gli altri farebbero bene a stare in guardia, perché potrebbero scoprire che vale decisamente la pena trovare un posto per ospitare un uomo dimensionale...
Commenti (9)
- 06/10/2010 ore 15:46
leo brazow @leoge9sedisco decisamente fico, tanto fico che si è meritato un posto in macchina.
- 06/10/2010 ore 16:00
Dama Rama @damaramaCAPO VILLA = CAPO LAVORO
- 08/10/2010 ore 11:25
Elena Muti @elenamutiDavvero un ottimo lavoro...aria di "ritorno alle origini" .
- 08/10/2010 ore 12:01
Nicola Bonardi @nicko {C}uno dei dischi italiani più belli di sempre, non vedo l'ora di rivederli dal vivo.
- 08/10/2010 ore 12:31
iggy @iggycazzo, discone!
- 08/10/2010 ore 15:01
iggy @iggyla cosa che mi sta sul cazzo è che poi uno va sul sito della self per metterlo nel carrello e non lo trova..
- 08/10/2010 ore 23:55
Christian Fenzi @helplessLAVORO MITICO!...sabato prossimo spero di essere a Perugia per poterli rivedere dal vivo!
GRANDI!:= - 10/10/2010 ore 11:25
Valves @valvesche bel basso presente
- 21/10/2010 ore 08:50
fimberti @fimbertiQueste sono LE ORIGINI.... (vatti a vedere la data della recensione):)