Cos'altro dire di Paolo Cattaneo che già non sia stato scritto su queste pagine? Chi è attento alle evoluzioni del cantautorato italiano sa già che si tratta dell'interprete più talentuoso sulla piazza. Chi non ne ha mai sentito parlare, invece, può partire tranquillamente dall'EP "Il Gioco" e rimanere coinvolto dal senso di meraviglia che accompagna ogni nota pensata e scandita. Più dei Non Voglio Che Clara, di Paolo Benvegnù o di Marco Parente, Paolo Cattaneo riesce a trovare il modo giusto per ammortizzare la sua poetica esistenzialista all'interno di una forma canzone che qui trova nuovi stimoli e nuove emozioni, tra elettronica travestita da musica leggera ("Se Lasci Fare Al Vento") e arrangiamenti carichi di dettagli sonori in perfetto equilibrio armonico ("L'Uomo Sul Filo"). Niente da aggiungere, dunque. E allora fomentiamo un passaparola che sia più grande della strafottenza culturale che attanaglia il paese, nel quale viene premiato solo chi gioca al ribasso col sorriso sulle labbra.


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Commenti (4)

  • 20/04/2011 ore 13:44 PicPus @picpus

    preferisco i testi dell'altro paolo (benvegnù) e anche il resto, sopratutto la band che fa la differenza...cmq davvero interessante anche questo lavoro! bravo!

  • 20/04/2011 ore 16:49 radichetta @bordeaux

    "L'uomo sul filo" è irresistibile: il sound è epico e incalzante, le parole volteggiano elastiche, gentili, aeree. Qui c'è quella luce che manca nei lavori di Parente e Benvegnù...

  • 20/04/2011 ore 18:44 PicPus @picpus

    non concordo, trovo la poetica di benvegnù più interessante
    ma soprattutto la capacità di usare le dissonanze, i colori, le sfumature, a volte anche la forzatura delle parole nella metrica rendono tutto più dinamico e danno più forza ai contenuti dei testi..almeno a me arriva di più.



  • 20/04/2011 ore 21:42 pietro selleri @fuurin

    Uno stile unico. Bello!

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