Il sipario si apre sulle note semplici di un pianoforte, una melodia chiara, classica, pulita, come ci si aspetta che sia l'introduzione a una storia per bambini. Ma "The World is Round" di Gertrude Stein, come tutte le migliori storie per bambini, non è solo una storia per bambini. E questo piccolo "musical", che gli Amycanbe hanno creato ispirandosi appunto all'opera della Stein, e che viene da immaginarsi in un contesto scenografico alla Kaufman- Gondry, coglie e illustra in modo delicato ma vivido il lato oscuro dell'infanzia, la fatica della costruzione di una propria identità - che infatti nel libro è simboleggiata dalla scalata di una montagna.
E come la piccola Rose, protagonista della favola, gli Amycanbe non si stancano di camminare, e come la piccola Rose se si siedono non è per smettere di cercare ma per raccogliere le idee, e giocare con le parole e con i suoni, con il dream-pop e il trip-hop e una voce dalle mille suggestioni. "I wish that I was where I am", vorrei essere dove sono: su una sedia blu, sulla cima di una montagna, a leggere una favola ascoltando "The World is Round".