Licenza Acustica - recensione
Arrangiati

Cantautore, Pop, Acustico

di , 15/02/2012

Titolo originale ma un po' fuorviante: “Arrangiati”, che sembra voler rimandare ad una produzione fin troppo casalinga e, appunto, “arrangiata”. In realtà l'ascolto dell’album rivela non solo la passione e l'impegno dei componenti, ma anche una raffinatezza di stile e contenuti che meriterebbe di certo una presentazione un pelo più sofisticata. Prevalgono gli arrangiamenti acustici, ma il duo dimostra di saper spaziare con disinvoltura fra vari generi musicali, senza porre un freno al proprio desiderio di sperimentare.

Elena Rizzo Nervo sfoggia qualità vocali di tutto rispetto, che ricordano sia Malika Ayane, sia Carmen Consoli e Bruno Contin è abile nel seguirla con ogni tipo strumento, destreggiandosi bene tra stili e colori. I singoli brani stupiscono: “Gentile Bovary” è poetica e romantica; “Clown a Milano” ha un ritornello orecchiabile ed è il pezzo più originale dell’album, dotato di un gradevole fascino retrò. Grintosa e passionale “La prima volta”, in cui la voce di Elena si fa sensuale: “ti darò tutta me stessa come non hai avuto mai”. Dolce e ricercato, ma non melenso, il brano “Il domani”, più rock invece “L'Incanto”.

Opera variegata e apprezzabile anche dal grande pubblico, “Arrangiati” rappresenta un’ottima testimonianza delle potenzialità dei Licenza Acustica, che, “arrangiandosi” un po' meno e avvalendosi di qualche accorgimento tecnico in più, soprattutto a livello di registrazione e mixaggio, potrebbero in futuro produrre album di successo.


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