I Laika Vendetta nascono dalle ceneri dei Lustagroove, gruppo abruzzese che qualche tempo fa aveva dato alle stampe un concept album intitolato “Sonny” e che a suo tempo mi era capitato di ascoltare. L’avevo trovato prolisso, pretenzioso e poco centrato nelle tematiche e rispetto all’idea iniziale. Poco male - mi sono detto, approcciandomi alla nuova incarnazione della band - avranno limato le asperità lavorando maggiormente sul suono, rinvigorendolo ed eliminando quella pesantezza melodica e testuale che caratterizzava il disco (e il progetto) precedente.
E dunque, il suono è senz’altro migliorato, forse grazie anche all’ingresso nel gruppo di Marcos Cortelazzo, unico componente dei Laika Vendetta che non facesse già parte dei Lustagroove: abbandonato ogni residuo funk e progressive della passata esperienza, la band spinge più sui tasti grunge e alternative rock, con echi di Afterhours e Afghan Whigs (“Mantide”). I testi restano in italiano, e ancora in primo piano è la voce di Emidio de Berardinis. Interprete sicuramente talentuoso e tecnico, anche istrionico: non fosse che tende a cantare ogni pezzo praticamente allo stesso modo, rendendo le linee vocali difficilmente distinguibili tra loro, appiattendo anche i rari brani con qualche spunto armonico interessante (“Plastica frigida”) e ottenendo l’effetto contrario all’enfasi che evidentemente si propone.
L’impressione di ascoltare un’unica lunga canzone mi sorprende all’incirca su “Filastrocca della luna”, insieme con la non piacevole scoperta di essere solo a metà disco. Le liriche dei Laika Vendetta poi non aiutano, sospese in una poetica piuttosto barocca ed antidiluviana ("grigie foglie autunnali/dilato le vostre pupille migliori"), oltre che esageratamente criptica (quando non senza senso). Gli annunciati ritratti di ragazze che dovrebbero fare da filo conduttore al disco si perdono così tra "urla ai cipressi, lacrime catartiche e sterilità atrofica". Non molto diversamente da dove si era arenato “Sonny”, dopotutto.
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Commenti (12)
- 14/07/2012 ore 11:33
senzapelisullalingua @senzapelisullalinguaMi diaspiace Silvio non sono del tuo stesso parere! Ritengo che siamo pieni di gruppi che fanno canzonette da 4 soldi, senza alcuna nota personale, ma solo pieni di strofette orecchiabili..Peccato che la poesia in musica non sia per tutti... In effetti quando non si ha una certa cultura e' difficile capire gruppi come i Laika Vendetta ed il messaggio che vogliono trasmettere......
P.s. Caro Silvio, ma lo sai che la maggio parte delle recenzioni positive che vengono fatte, vengono pagate dalle major per lanciare i gruppi che supportano??? Ovviamente non e' questo il caso, visto che dietro questi ragazzi non c'e' nessuna casa discografica!! Ma un immensa corte di fan!!!
Vieni ad un concerto e ne riparliamo a 4 occhi!!
Firmato Gaia la vengadora - 14/07/2012 ore 11:52
Silvio Bernardi @rudefellows {C}hai ragione, non è per tutti (ma vale anche per i musicisti, non solo per gli ascoltatori). Quanto a me, torno a guardarmi i film di Pierino e Giovannona Coscialunga e a contare i proventi delle recensioni positive che ho scritto finora... ancora due o tre e potrò comprarmi quello yacht che avevo adocchiato.
- 14/07/2012 ore 14:46
senzapelisullalingua @senzapelisullalinguaCaro Silvio
mi dispiace se hai preso la mia considerazione sul personale, non era assolutamente rivolta a te! Una domanda ma per caso fai parte dei rude fellow che si vedono su you tube in "Ale mi e' morto il gatti no" o "Shake a leg"?Se cosi' fosse ... Tutto mi risulterebbe piu' chiaro.... E mi chiedo: non dovresti fare le recenzioni di Giuliano Palma? Piuttosto che di un gruppo rock??
Gaia la vengadora - 14/07/2012 ore 18:58
Point Break @pointbreakrockNoi ci abbiamo suonato assieme e possiamo dire che è un progetto molto valido. Questo sport di stroncare band non è bello da leggere...
- 14/07/2012 ore 22:53
Silvio Bernardi @rudefellows {C}ok gaia, se non era riferito a me tanto meglio. ti garantisco comunque che nessuno prende una lira da nessuna etichetta, nè qui nè altrove, per recensire positivamente le band. e se proprio vuoi saperlo sì fino al 2008 suonavo in un gruppo ska-rocksteady, i rude fellows appunto. ma ascolto rock, garage, punk, indie, alternative da molto prima, e se ti vai a leggere le recensioni che ho scritto finora per rockit sono quasi esclusivamente di gruppi rock. poi se vuoi indagare ancora posso mandarti anche le mie pagelle delle elementari, così ti sarà più chiaro perchè non mi è piaciuto sto disco...
per point break: anche lo sport di questionare ogni recensione negativa (particolarmente praticato su questo forum) non è il massimo... comunque io mi baso su quello che ho ascoltato, non stronco per il piacere di stroncare (ci sono passatempi molto più divertenti, come il badminton o collezionare francobolli). - 17/07/2012 ore 10:22
Satanasso @SatanassoPer Senzapelisullalingua... hai scritto per ben due volte "recenzioni"... mi sembra sufficiente per estrometterti in automatico da qualsivoglia disputa critica, dato che rimproverando il recensore di non possedere una "certa cultura", ti scordi che tu non ne possiedi nessuna.
- 30/07/2012 ore 19:35
francyraghi @francyraghiAd ascoltare questo http://www.youtube.com/watch?v=QzV9F8XNNZQ mi riviene in mente Pavarotti: "chi sa suonare suona, chi sa suonare un po' meno insegna, chi non sa suonare fa il critico”. Ed ecco qui. Per me i Laika sono ascoltabili, non hanno ancora una loro linea precisa,...ma di certo è un primo album e altre cose lette su di loro sono totalmente discordanti da quello che scrivi (certi esagerano in positivo). Hanno qualcosa che ti cattura. E' una mia opinione. Certo le critiche al critico sono forse peggio, perché si da importanza inutile a un PARERE di una persona che alla fine fa questo per passatempo. E un parere...resta un parere da rispettare. Il link del tuo gruppo non è per prendere in giro Silvio, solo perché mi ha colto un po' di sorpresa. Dopo quello che leggo penso di trovarmi davanti a qualcosa di "più" dei Laika e invece...tuttavia la tua critica è fatta bene, si vede che non ti piace, e hai dato anche delle opinioni sostenibili. Però veramente, Esopo docet: la volpe che non arriva all'uva dice che è acerba. Dopo quello che ho ascoltato non posso fare a meno che pensarci anche se rispetto i pareri, dei recensori...dei "dispensatori di pareri personali a titolo gratuito" direi.
- 30/07/2012 ore 22:57
Silvio Bernardi @rudefellows {C}padronissima di pensarla come vuoi. io non ho mai detto di essere chissà chi nè come critico nè come musicista.
ciò nonostante: tu stai valutando una cover, di un gruppo tedesco semisconosciuto purtroppo, i Court Jester's Crew. E immagino che di musica giamaicana non ne mastichi più che tanto. E se pensi, per partito preso, che chiunque si ispiri agli Alice in Chains (per esempio eh, i Lustagroove in questo caso non c'entrano nulla dato che tutto quello che hai scritto è unicamente per questionare su quanto faccio e perchè lo faccio) sia per forza superiore a chi si ispira agli Specials, benissimo, vai pure per la tua strada. Io non ti fermerò, è inutile discutere.
Poi, di nuovo: coi Rude Fellows suonavo fino al 2008, ho iniziato a suonarci che avevo 18 anni e ho finito che ne avevo 25. Se i pezzi sono su youtube è evidentemente perchè, nel nostro piccolo, andiamo fieri delle piccole, davvero piccole cose fatte (nel nostro genere, nessuno pretende di cambiare la storia della musica). Io continuo a suonare, e credimi mi dà ancora molte soddisfazioni. Non lo sostituirei con tutte le recensioni del mondo. Se mi prendo la briga di recensire anche gruppi, nel tempo libero, è solo per amore della musica. Però sembra che questa cosa sia difficile da capire. troppo comodo capirlo quando le recensioni sono solo positive.
Chissà come mai nessuno va mai a cercare il mio vecchio gruppo quando recensisco positivamente, e non dice: "ah ecco, non eravate bravi, è per questo che ci recensisci positivamente, grazie." Forse perchè le due cose non hanno alcuna correlazione? - 01/08/2012 ore 12:20
francyraghi @francyraghima certo, infatti io ti ho specificato che non era una "presa in giro". Io ascolto di tutto, nonostante abbia i miei generi preferiti come tutti. In generale le critiche negative sollevano più discussione, è ovvio ed è sempre andata cosi perché ti prendi la responsabilità di affrontare chi invece sostiene o semplicemente apprezza la band che tu invece, per esser spicci, "distruggi". Hai questo potere quando scrivi una recensione. Però si tratta di un parere (la recensione), anche se venisse qui Bertoncelli o altri...è un punto di vista che non si può sempre condividere. Ho letto altre recensioni che elogiavano proprio quello che tu dici essere negativo. Quindi si tratta di gusti. Il parere si fonda su una consocenza, non so che cultura tu abbia musicalmente parlando, citi gli Afghan Wings quando io non è che li senta molto. Ma dipende da quello che ascolti. Di certo non era una critica contro te/il tuo progetto musicale, scusami se hai frainteso. Però insomma, credo che un critico debba un po' aspettarsele queste cose, anche solo se lo fa per passione. Non devi star qui a scusarti secondo me, è peggio perché su un sito come Rockit uno ci entra perché pensa che siano tutti abbastanza professionali.
- 02/08/2012 ore 12:40
Drockin @Drockinl'uso pretestuoso della pseudo "cultura" in musica lo trovo cento volte più banale e scontato delle cosidette canzonette orecchiabili. Quando leggo commenti tipo "
