Effetto Joule - recensione
Prosofobia

Industrial, Elettronico, Post-Rock

di , 08/05/2012

Gli Effetto Joule si affidano più ai suoni che alle parole per creare suggestioni nell’ascoltatore: molta parte di questo Ep è costituito da temi strumentali e, anche quando la voce si innesca sulle strutture elettroniche volutamente urticanti, non si articola in frasi discorsive, ma in brevi slogan parlati o gridati, magari ripetuti fino a creare l’ossessione, di cui colpisce il corpo robusto dovuto al significato e alla musicalità dei termini scelti, rigorosamente italiani. Le melodie sono bandite, presenti solo un’accozzaglia di campioni, ritmiche e distorsioni come vuole l’industrial più estremo.

Tratti rock, punk, “pessimismo & fastidio”, ma espressi in un linguaggio attuale. Pochi i momenti che concedono il respiro al fruitore e, quando ci sono, terminano in un’angosciante sospensione, dando l’inquietante sensazione di un sentiero collinare che confluisce in un burrone.

Gli Effetto Joule sanno suonare sinistri anche nella rilettura della forma filastrocca/ninna nanna, come accade in “Artames”; solo raramente si abbandonano al piacere di fare una musica più complessa e distesa e, parimenti in questa formula, sembrano saperci fare, dimostrandolo pienamente in “Tunnel 2”.


Leggi gli articoli più popolari questa settimana:


vedi tutti >

Ultimi contenuti su Effetto Joule


Commenti (1)

pubblica su facebook