Il post rock non è ancora morto, per lo meno non in toscana. Dalle prime note di "#8" si intuisce che questi fiorentinini sanno bene come scrivere una canzone che ti tocca, come un assalto ben riuscito di fioretto. Il loro primo ep è un accordo unico di chitarra dreamy, elettronica leggera ed usata con parsimonia, ed esplosioni piene di dolce malinconia.
Non aspettatevi che i quattro ragazzi cambino il mondo, è troppo grande, troppo cattivo e troppo complicato per essere cambiato. Ma se avete voglia di perdervi tra suoni saturi e calorosi, ascoltare il silenzio delle parole che lascia spazio alla forza evocativa degli strumenti, allora questo "Light ep" fa al caso vostro.
Per amanti dei vari God is an Astronaut & co. un lavoro ben fatto, debutto validissimo a cui si spera faccia seguito un debut album altrettanto interessante.
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