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Potremmo definirlo il disco dell'estate della Wallace.

Il Pop strampalato dei RUNI centrifugato nei remix più folli, in un cocktail fresco e dissetante a base di ghiaccio, aranciata, vodka, succo d'ananas, coca cola e aspirina.... servito direttamente al tavolo dalle menti malate degli artisti di casa (e vicini di casa) Wallace.

Un Wacky Race in cui i partecipanti si sfidano con strategie senza capo nè coda, partendo tutti dallo stesso punto ("Il Cucchiaio Infernale") per schizzare poi in ogni direzione senza una meta precisa.

Techno e no-wave, anti-elettro-pop e discomusic, coriandoli e gavettoni, prozac e lassativi, salsicce e vinorosso. Non sense a go-go con un'atmosfera sorridente anche quando qualcuno prova a fare sul serio.

Tra le sbronze di Bugo, le visioni dei Tasaday, l'acido degli A Short Apnea, la dolcezza dei Mutables e le intrusioni dello stesso Mirko Spino, la scena cambia protagonista di brano in brano, regalando un disco forse non sempre all'altezza se analizzato nelle singole prestazioni, ma che tutto sommato funziona a meraviglia se visto come la foto ricordo di una festa tra amici ubriachi.

Probabilmente piacerebbe a Beck, ai Bee Gees, agli Stereolab, agli Abba, agli L.A. Style e ai Technotronic.


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