C'è chi da piccolo sogna di fare l'astronauta e chi sogna di fare la rockstar (i secondi in effetti sono di meno, soprattutto di questi tempi). Dylan Iuliano, già Verdeiride e adesso anche The Delay In The Universal Loop, forse coltivava (in tempi non remoti, data la giovanissima età) entrambi i progetti, visto che la strada del suo rock è lastricata di suoni cosmici e fantasticherie da viaggiatore celeste.
Un immaginario da mente creativa sospesa in quel limbo di insicurezza e megalomania che è l'adolescenza, persa in momenti in cui questo mondo sembra così stretto che l'unica è rinchiudersi in una stanza a crearsi un cosmo personale in cui sentirsi libero di volare, come un astronauta che “distruggerà il sole” sparando raggi XX di new wave androgina e noise soffuso. Non raggiunge le stelle, questa canzone – la produzione do it yourself rasenta il casereccio, l'inglese è discutibile – ma si avverte qualcosa sulla rampa di lancio, una promessa nella vibrazione del motore che si scalda, l'energia ancora repressa nell'attesa di un volo con destinazione ignota. Per ora noi lo chiameremo singolo acerbo ma interessante, e resteremo in attesa di sentire il rombo del decollo.
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