Fabrizio Frisan

Langur Sight


2012 - Sperimentale, Psichedelico, Elettronico

28/02/2013 di Simone Stefanini

Fabrizio Frisan é un viaggiatore, un amante delle tessiture e delle strutture musicali del lontano oriente e dei paesi mediorientali, che importa e reinterpreta secondo canoni occidentali, attraverso composizioni circolari di ambient glitch concreto, di soundscapes elettronici. All'interno di questo affascinante contenitore sonoro, che profuma d'incenso e polvere, non vi aspettate però di trovare le tipiche scale arabe o i tamburi asiatici, perchè il lavoro di Fabrizio è intelligente e non semplicistico.

I richiami al viaggio ed alle cose dell'altro mondo sono nelle registrazioni del reale, filtrato e riprodotto, oppure dal singolo suono mantrico di un bordone di sitar ("White smoke cloud") inglobato dalle distorsioni e dalle dilatazioni. Quando si fanno avanti le percussioni, il movimento diventa una sorta di trip hop asiatico, decisamente suggestivo ("Rainy"). Dentro questa vastità di informazioni per lo spirito, trova spazio anche un canto popolare che diventa composizione industriale ("Somewhere in the ocean"). Un lavoro dai suoni molto curati e dai vari livelli di lettura, nel quale ci si può perdere nell'enormità del viaggio, sempre in movimento ma immobili, a guardare le stelle cambiare prospettiva e cercare un equilibrio. Un album di genere che può piacere molto anche fuori dai nostri confini. Consigliato, nei giorni di pioggia che ci tengono chiusi in casa, per viaggiare con la mente.

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