Pop rock d'autore, che racconta storie in cui ognuno di noi si può riconoscere. Che tocca tasti scoperti, fa riflettere, fa venire voglia di prendere carta e penna. Cantautorato di gruppo, come i Pertubazione o i Virginiana Miller. Le emozioni del singolo cantate in maniera corale. I Là-bas sono di Torino e sono in giro da quasi dieci anni. Questo è il loro primo album come si deve, uscito per Lavorare Stanca e prodotto da Fabio de Min dei Non Voglio Che Clara, che dell'etichetta in questione è il fondatore. E si sente, il suo zampino. 

Se il mondo è ormai finito, la colpa è dei low cost”, cantano nel brano di apertura. La canzone sembra non partire mai, ha una forma particolare. Ma contiene liriche d'effetto, che parlano delle facce della gente stanca, di quella che incontri da Decathlon o da Grom. I non-luoghi delle grandi città italiane. Ci sono poi momenti in cui tutto sembra ordinarsi come in un puzzle bellissimo, trovando la via giusta tra i Baustelle e Benvegnù, ma con un carattere proprio. Come in "Il nostro periodo americano".

C'è anche un cenno di fisarmonica, con l'ukulele strumento molto in voga negli ultimi tempi: è in "Io e Gabriella", ballata quasi folk. Poi c'è "Anice", che ha l'andazzo scanzonato di Brunori ma un eleganza non da poco, merito del violoncello. In più punti del disco, inoltre, c'è una familiarità col parlato (e con la liricità dei testi) alla Massimo volume, depurato dell'urgenza comunicativa, o alla Offlaga, pur non avendo nulla del loro minimalismo sensibilista. Si parla anche di disturbi alimentari, di amore, di brand da indossare per sentirsi più omologati. "I giorni col cuore in gola", infine, è l'ideale colonna sonora per questi giorni di caos post elettorale tutto italiano.

Che poi, lo dicono anche nell'ultimo brano che "Bisogna avere carattere". Una piccola riflessione, forse, sull'avere dei bambini, che chiude il disco con una certa positività. Bisogna avere carattere. I Là-bas ce l'hanno e provano a tirarlo fuori, pezzo dopo pezzo. Al risultato finale, però, manca forse quel brano bomba in grado di diventare un inno, quel filo che fa diventare il tutto più bello delle parti. Quel pizzico di coraggio in più. Intanto, riescono bene ad addolcire le orecchie e l'anima: non fa mai male.
 


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