Arrivato ai quarantacinque anni, ai quasi venti di carriera e al quarto festival di Sanremo, il rischio, per un personaggio come Max Gazzé, è quello di diventare una stanca ripetizione di se stesso, del cantautore estroso con le canzonette simpatiche. Un rischio messo in evidenza con gli ultimi album, tutt'altro che entusiasmanti e segnati da poca voglia e da una sensazione di pilota automatico. "Sotto casa" è l'album che pone fine a questa parabola discendente: è il migliore dai tempi di "Un giorno" e riesce a ridare forza e slancio al percorso di Gazzé.

"Sotto casa" si apre e si chiude con sonorità che rimandano al passato. "E tu vai via", con quelle chitarre, ricorda il primissimo album "Contro un'onda del mare", mentre "L'amore di Lilith" sembra uno dei pezzi più elettronici e meno immediati de "La favola di Adamo ed Eva". "Sotto casa" è quasi un riassunto di tutte le sfaccettature messe in mostra fin qui da Gazzé. C'è il pezzo allegro e superpop (la sanremese "Sotto casa", con synth d'annata che fanno il proprio dovere), la canzone d'amore dolce ("Buon compleanno") e quella triste ("Con chi sarai adesso"), fino al piccolo melodramma in versi ("Atto di forza"). Il ritorno al passato è più che positivo e il risultato è una serie di pezzi che emergono con prepotenza: quelli già citati, con l'aggiunta del secondo brano sanremese ("I tuoi maledettissimi impegni").

Certo, un ascolto completo, dalla prima all'ultima traccia, rischia di annoiare, ma è un problema che i dischi di Gazzé hanno da sempre. Non è una novità, ci si è abituati e in fondo va bene così, perché le singole canzoni, prese da sole, sono quasi tutte di livello decisamente alto. Ed era da un po' che non accadeva. Bentornato.


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Commenti (5)

  • 25/02/2013 ore 12:16 colin @colin

    ed ora un grande tour con chiusura ai funerali del PDL.
    Gazzè ha suonato per i giovani berlusconiani ed exfascisti.
    non va scordato !

  • 25/02/2013 ore 13:36 Federico Doria @elsenorpablo

    colin ammazza,sei davvero un uomo senza pregiudizi!! ti vorrei ricordare che fare il musicista è un lavoro sai, vai a suonare dove ti pagano e questo non significa che sei per forza d'accordo con i tuoi committenti. pensa agli avvocati che difendono assassini allora...

  • 25/02/2013 ore 18:17 colin @colin

    mica ho esposto pregiudizi (ossia giudizi a priori).
    ho esposto un Giudizio, su un Dato di Fatto !
    ed invece io ti invito a riflettere che la musica, prima di un lavoro, è una forma di espressione culturale.
    e personalmente non posso bendarmi gli occhi di fronte a quell'area politica che, in primis, ha affossato la cultura italiana.
    se lo fai per soldi, io lo rispetto, ma non lo approvo.
    e per questo max gazzè è indiscutibilmente un venduto.
    anche il parallelismo tra musicisti ed avvocati mi pare un po' eccessivo.
    voglio dire : ma l'arte non significa più niente ?
    davvero di fronte a due spicci è lecito inginocchiarsi come menestrello davanti al pedonano ????

  • 26/02/2013 ore 15:04 Vishu Flama @vishuflama

    E per chi è musicista, avvocato e non di sinistra?

  • 26/02/2013 ore 15:39 colin @colin

    ma volete riflettere prima di scrivere ?!
    puoi essere quello che vuoi.
    ma cerca di Essere.
    anche un mestierante che si fa pa pagare come cantastorie dal più grande criminale che si sia mai appropriato della res publica ...
    basta che poi te ne assumi la responsabilità !!!!!!!

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