10/05/2013

Musica leggera, cantautorato sghembo, jazz. Con qualche verso in rima, immagini suggestive e strampalate, semanticamente annunciate anche dalla “Musica per autoambulanze” del titolo: urgenza comunicativa, autocritica o semplice ironia? L'ambiguità resta.

Giacomo Toni è un musicista romagnolo e ha fondato la 900band. Questo è il primo disco che esce ufficialmente per un'etichetta (la MarteLab), ma di autoprodotti ne ha fatti, in precedenza.
C'è tanto pianoforte, che è il suo strumento, e parecchi fiati. Un paio di ballate sono belle, come quella che chiude il disco, “Ode al meccanico mite”, crepuscolare ma attrattiva. Altre ti fanno drizzare le orecchie giusto in corrispondenza della metafora ruffiana o del paragone impossibile. La velleità è mettere insieme di tutto, da Daniele Silvestri a Tom Waits, da Rino Gaetano a Sergio Cammariere. Enzo Jannacci e Vinicio Capossela.
 
Giacomo Toni è stravagante, beffardo. Pare abbia vinto il Festival della canzone funebre (?), il 2 novembre 2012 con la canzone "Il bevitore longevo". Potrebbe far colpo, magari in tv. Gli auguro di emergere. Ma deve tener presente che il suo pubblico è mainstream.

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