Ion Source - recensione
Colors

Sperimentale, Rock, Progressive

di , 25/02/2014

Quante influenze ci possono stare in quarantacinque minuti per otto pezzi? E in quante miscele differenti tra di loro? Gli Ion Source con questo primo lavoro in studio infilano nel progetto tracce di prog sia anni sessanta/settanta che contemporaneo, psichedelia, post-rock, metal, hard-rock, fusion, grunge, doom, e molto altro ancora. Anche citare un bel concentrato di influenze come i Godspeed You! Black Emperor sarebbe limitante nel caso del combo marchigiano, anche se, declinato in un'ottica di maggior fruibilità "pop" potrebbe dare una prima grossolana idea del lavoro svolto.

In ogni fraseggio dei singoli musicisti si trovano svariate tracce di questi ingredienti, disseminate nei vari contributi, senza però perdere mai del tutto di vista l’obiettivo della costruzione per strati del singolo pezzo. La particolare voce, dal richiamo buckleyano, focalizza intorno a sé la struttura principale del pezzo, quella maggiormente rock e che permette una comunicazione di primo livello, più accessibile. Le parti strumentali vi sono, ed in abbondanza, sempre ben inserite nel tessuto complessivo, permettendo alla canzone uno svolgimento ulteriore, attraverso altri strumenti comunicativi.

Il delicato bilanciamento tra focalizzazione sul risultato e varietà nelle singole scelte stilistiche di espressione è il punto di forza di questo progetto artistico, in un processo di identità che ancora si sta formando ma che già può offrire un mirabile risultato.


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