Medulla Camera Oscura 2014 - Rock, Dark

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Quale miglior sonda introspettiva se non quella del cupo rock visionario e degli umori teatrali presi a nolo dalla new wave tricolore di metà ’80?

Il nome della band ci riporta sistematicamente con la memoria all’album forse più ostico di Björk ma musicalmente siamo da tutt’altra parte visto che i milanesi Medulla palesano una marcata propensione verso l’introspezione visionaria e il denso inchiostro corvino che caratterizzarono la new wave italiana di metà anni ‘80. Basta del resto una fugacissima occhiata ai titoli dei brani in scaletta per focalizzare fin da subito i confini territoriali dentro i quali si muove “Camera Oscura”, perimetralmente racchiusi all’interno di quel collaudato immaginario lirico fatto di polvere, cenere, silenzio, notte, sangue, tenebre, amore, maschere...fino all’immancabile nulla di diaframmana memoria.

Tanto è figlio legittimo di quel periodo che, stilisticamente parlando, il secondo disco dei Medulla - se chirurgicamente sviscerato - sembra nutrirsi, a distanza di diciotto anni, delle briciole costitutive di “17 RE”, per quella sua dorsale concettuale che affratella tutte le tracce del lotto e per quelle sue architetture sonore che intrecciano epica oscurità, rock visionario e pathos teatrale. Le affinità, però, non si spingono oltre dal momento che “Camera oscura” - a differenza del succitato capolavoro litfibiano - difetta di potenza evocativa e didascalica panoramicità d’insieme, trasformando in piacevole anacronismo musicale (anche a livello di suoni) quella che nel 1986 era sapiente ricerca orchestrale. A compensare la marcata derivatività (Litfiba, Bohémien) di brani come “Bestia” o “Il dubbio” ci pensano occasionali slanci dark-cabarettistici (“La filastrocca”, “La tenebra”), qualche umore nu-metal-goticheggiante sparso qua e là (“Il limite”, “Il nulla”) e una rispettabile trasversalità cantautoriale, intrisa di cupezza baustelliana, che raggiunge ne “Il complice” e “Il coniglio” le sue vette espressive.

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La recensione Camera Oscura di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-05-13 00:00:00

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