Estuario Se esiste una terra 2014 - Cantautoriale

Se esiste una terra precedente precedente

Ulisse Puggioni attacca pipponi. Dall’alto di un talento non indifferente.

Cercare in rete qualcosa che riguardi Ulisse Puggioni, in arte Estuario, è impresa ardua. Almeno per il momento. E quel poco che si trova, per fortuna, finisce per rivelarsi illuminante. Di una certa indole, di un modo di affrontare quel che chiamiamo comunemente vita: “Parlo tanto, sono uno che attacca pipponi”. E questo è quanto. Ma non c’era bisogno di perdere tempo a smanettare sulla tastiera, bastava ascoltare con attenzione “Se esiste una terra”. Ovvero un mezzo come un altro per parlarsi addosso, per buttare giù un flusso di parole che si fanno storie, racconti, metafore di una esistenza precaria, votata alla sopravvivenza.

Estuario affronta l’esordio su album con la dovuta leggerezza, gira attorno alle sue nove canzoni con fare poetico, non disdegnando ironia e contatti frequenti con la realtà. Fino a scherzare sull’Alzheimer (“Il matrimonio”) o su quel che rimane dell’Italia (“Pepperepè”), tra picchi di malinconia (la title-track) e ricerca di felicità (“Sulla via”), mentre le certezze rimangono in un angolo (“Certi giorni”) e le soluzioni proposte per restituire dignità all’umanità tutta paiono brillanti nonché condivisibili, soprattutto per chi ha a cuore le teorie della decrescita felice (“Il banchetto di ricordi”). Di certo siamo alle prese con testi decisamente sopra la media, brillanti, ricchi di suggestioni, colti ma non pedanti, in grado di svolazzare tra i tanti riferimenti al sociale come di planare nel mezzo di un amore mancato.

Il Puggioni si tratta bene anche quando musica le sue riflessioni, trovando ispirazione dalle ultime generazioni del cantautorato nostrano. Tanta vivacità, con pizzichi di etnico, minime brezze di jazz, chincaglierie acustiche ed elettriche e persino una spruzzata di elettronica anni ’90, come nella parte finale di “Pesci nella rete”, così, per il solo gusto di non farsi mancare nulla. Vicino per attitudine a Samuele Bersani e Simone Cristicchi, con un timbro di voce simile a quello di Francesco Bianconi, Estuario ha in comune con i succitati colleghi anche un innegabile talento. Poco ma sicuro.

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La recensione Se esiste una terra di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-09-11 00:00:00

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