Verdecane - recensione
Verdecane

Rock, Folk, Blues

di , 13/02/2007

I Verdecane hanno realizzato questo demo come premio per la loro vittoria a un concorso organizzato da una birreria, dato che colpisce se lo si abbina ai numerosi richiami “etilici” presenti nel disco (perfino fra i ringraziamenti). Questo prendere la birra come una filosofia di vita spiega in parte il taglio scelto per il loro lavoro, anche se la vena ironica nelle parole non sempre riesce a graffiare. La musica si muove fra frammenti di jazz e un rock-blues che parla di locali notturni in cui non si sa cosa sia la legge anti-fumo, ubriacature e avventure di una sera, ma tutto è affrontato con piglio allegro e scanzonato che rimanda ai Bluebeaters più che allo sguardo nostalgico e disilluso di Vinicio Capossela.

Le parti strumentali e l’utilizzo dei fiati sono molto azzeccati, la registrazione valorizza le indubbie qualità tecniche però è fin troppo precisa e omogenea, rende i brani perfetti come accompagnamento di una serata al bar: niente strappi, niente rischi, nulla di ruvido o di dolcemente imbarazzante. Il disco in più punti suona ruffiano, ma riesce inevitabilmente a far muovere i piedi con il foxtrot indiavolato di "Ma non è così" e strappa un sorriso negli stacchi di "Birra gelata". Se si impegnassero a togliere dai testi una serie di luoghi comuni, a “vivere” le storie e i personaggi che descrivono con più convinzione e fantasia, forse sfrutterebbero meglio la vivacità e l’energia che già hanno in dote.


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