Da come si presentava la cosa, credevo che questa recensione ai Julie’s Haircut fosse uno di quegli impegni che richiedono un lavoro al di sopra delle mie capacità. Stavo già facendo rifornimento di tisane. Poi ho acceso la solita candela davanti alla foto di Greil Marcus e mi sono fatto una pera di Oblivians, giusto per avere il coraggio di rispondere alle critiche che sarebbero sicuramente arrivate. I Julie’s Haircut ed io abbiamo ascolti e attitudini differenti, il nuovo album si presenta come la loro svolta matura, già mi sta sul culo.
In realtà non è poi così difficile scriverne, meno di quanto pensassi. E devo dire che, da come inizia, mi piace. “Open Wound”, “Sister Pneumonia”, “Afterdark” convincono: psichedelia grezza, dritta, anni ‘90, pieno Sonic Youth solo un po’ più pop. Il salto da “Adult Situations” è alto: “After Dark, My Sweet” è quasi tutto basato su sessions di improvvisazioni, solo 4 pezzi cantati, e tanto cut & paste. La forma canzone JH, un po’ puttana e sempre alla ricerca di nuove influenze, qui o viene abbandonata del tutto, o viene presa nella sua versione più dilatata e “improvvisata”.
Questo e quello precedente vivono sicuramente in età diverse. Non è facile, però, distinguere quale dei due sia l’adolescente e quale il genitore. Primo, perché per me improvvisare non significa univocamente crescere, anzi. “Adult Situations”, per la sua forma così ben definita, è un buon esempio di album con canzoni ben strutturate e mature. Secondo, perché ho sempre ritenuto cresciuti personaggi che giocano ancora ad età più che venerande (vedi Tom Zè, Robert Wyatt, Phil Elverum o i Beastie Boys), ma che riescono, comunque, a produrre ottime cose. Mentre altri se ne stanno tutti rigidi tra il dovere e il vestito che li attesta adulti, continuando a ripetersi, tipo eterni bambini, a proporre poco più di un “nulla di nuovo”, ormai puerile e già sentito.
Se volessi subito trarre le conclusioni direi che i Julie’s Haircut stanno giocando. Se mi chiedeste con cosa, risponderei con il tempo sprecato in studio. Con i Mogwai più rock e meno post (“Liv Ullman”). Con i vecchi Pink Floyd (“Ingrid Thulin”). Con le canzoni alla Kim Gordon (ovunque canti Laura Storchi). E con un modo di fare alla Ulan Bator, ovvero senza dimenticarsi mai del pop. Terrei da parte nomi come Motorpsycho, Spaceman 3, Throwing Muses o Velvet Underground e mi concentrerei su quelli già citati: così sento questo disco. 11 pezzi intriganti e piacevoli al di là dei loro intenti, perché se questo vuole essere un disco di provocazioni l’effetto è che non provoca un cazzo, mentre se vuole essere un disco di canzoni allora è più che riuscito.
“After Dark, My Sweet” è l’unico lavoro dei Julie’s Haircut che riesco ad ascoltare, in bilico perpetuo e dialettico tra quello che è e quello che potrebbe essere e quello che non sarà mai. Un vero disco infantile che da tempo cercavo tra le buste gialle che mi arrivano a casa. Finalmente.
Commenti (33)
- 06/02/2006 ore 13:23
rotfl @rotflla lista degli strumenti usati da ogni componente della band è utilissima. la stampo e me la appendo in camera.
- 06/02/2006 ore 15:30
Nicola Bonardi @nicko {C}questo sarcasmo ricorda quello del venditore di fumetti di Springfield.
ti fa piacere essere acuto?
...
"è una questione di etichetta, quando passo le do il culo o il pacco?" - 06/02/2006 ore 15:54
anonimo @scusa, ma sai quanti anni ha Phill Elverum? No, perchè se la sua è un'età veneranda acty è da casa di riposo.:[
- 06/02/2006 ore 16:14
Carlo Pastore @carlo {R}La battuta è bella :) però secondo me non hai capito di che "età" stesse parlando Sandro...
- 07/02/2006 ore 09:48
rotfl @rotflohggesùsanto ma qualunque cosa scrivo scadete nella member war (l'ultima risorsa di chi non sa come rispondere)? caro nicko, hai un'opinione riguardo al contenuto del mio intervento, ovvero la lista degli strumenti? no? ciao e grazie.
- 07/02/2006 ore 09:52
anonimo @probabile, ma se paragonata a quella di zè e wyatt l'età veneranda di elverum è dura da dimostrare.
- 07/02/2006 ore 10:44
Nicola Bonardi @nicko {C}non so cosa sia la member war, mi spiace, sono ignorante (ignoro, sai com'è...). semplicemente mi sembra che quando intervieni lo fai sempre con quel tono e quel modo. la cosa può anche starmi simpatica, però mi chiedo quale sia il fine.
tutto qua. non te la prendere non ho nulla contro di te (anche perchè non so chi sei!) - 07/02/2006 ore 11:45
Stefano "Acty" Rocco @acty {R}^________________^
- 07/02/2006 ore 12:23
rotfl @rotflmi spiace deluderti ma non c'è nessun fine. leggo una cosa, mi fa ridere, scrivo che mi fa ridere (da cui il mio nick). "member war" si usa solo in italiano, a quanto pare. è un tipo di flame war in cui si crea un clima ostile verso uno specifico utente di un forum.
- 07/02/2006 ore 12:53
Nicola Bonardi @nicko {C}no, non era mia intenzione, tranquillo!
era solo curiosità.