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Pecksniff [?]
Honey You're Murdering Me [?]

Pop, Indie, Acustico, Twee Primascelta! / Black Candy Records Audioglobe

di Sandro Giorello, 30/10/2006

I Pecksniff vivono in un mondo dove, prima poi, si dovrebbe andare a vivere tutti. Banale dire che i cartoni – qui citata Heidi e le sue montagne - stanno meglio di noi. Che ovvietà. E loro – i Pecksniff! - l’hanno più che capito. Da tempo, direi. Gli scanzonati dell’indie Italiano tornano - finalmente - con un gran trambusto, un terzo disco, un album assolutamente semplice, quasi più degli altri due. Quasi banale, nelle strofe e nei ritornelli. Quasi che le canzoni si somigliano un po’ tutte. Quasi che le canzoni della mia prima elementare a confronto sembrano composizioni avanguardistiche. Ma finalmente – e la sottolineo questa cosa perché spesso quando elogio la banalità (o la semplicità) di un disco in pochi mi capiscono – un disco stupendamente genuino, toccantemente bello e decisamente grande, anche più “cresciuto” degli altri due. Un’ostrica con dentro 11 perle felici e 30' di musica (per me la lunghezza ideale) che scorre leggera. Felice.

Ballate da chitarra acustica e due voci che fanno tutto. Lui e lei. Lo-country, e indie-fi. Pavement, ma ormai ripuliti. Idem per i Moldy Peaches. Grandi episodi twee-pop. E Molto Candy. E se ci aggiungete che in alcuni punti ci si sente toccati proprio da vicino (cito solo, “cause the whisky is the water for life”, gli amanti della suddetta bevanda si ritroveranno). “The Valley Of Broken Souls” ti commuove perché alla fine, quasi sospirando, ti cita queglialtri di Toronto (ascoltare per scoprire). E “Funny Lips” esplode in un qualcosa, qualcosa di veramente fantastico.

Capite come per il sottoscritto - e penso anche per molti altri - “Honey…” sia uno dei più bei momenti dove la fantasia vince 2 a 0 contro il mondo reale. Il più bel dono che un gruppo di extraterresti possa fare al pianeta terra. ”And came on my shoulder”. Certo che ti salgo in spalla. “I look in his eyes”. Anch’io ti sto guardando. “I will jump... in to the sky”. (Ci sono già). Per fortuna i nostri eroi sono giunti in tempo per salvarci. Tanto il male perde sempre, ormai l’abbiamo imparato.


Commenti (16)

  • 30/10/2006 ore 22:11 Nicola Bonardi @nicko {C}

    la copertina è clamorosamente bella!
    :)

  • 30/10/2006 ore 22:13 enver @enver

    e pensa che c'erano due proposte largamente migliori! ;)
    anche il disco vale. Direi che siamo "alle solite"... più Okkervil River qua e là

  • 31/10/2006 ore 02:44 anonimo @

    no, sul serio, veramente piace? sono stonati! non è importante per dei cantanti? è registrato male! non è importante per un disco? pronunciano male!! non è importante per chi canta in inglese?? sulle canzoni de gustibus... però prima scelta...
    boh!

  • 31/10/2006 ore 08:37 enver @enver

    già, quando il Polo imparerà a cantare in inglese non ce ne sarà più per nessuno ;)

  • 31/10/2006 ore 11:05 Nicola Bonardi @nicko {C}

    il Polo?! ma chi, Berlusca & Co?!
    :[

  • 31/10/2006 ore 14:13 deadsuit @deadsuit

    Premetto che sono(ero)un fan dei Pecksniff.
    Dopo 3 dischi diventa però frustrante sentire che un gruppo continua a non saper suonare e a non saper cantare.(lasciamo perdere la pronuncia)
    Con "the book of Stanley Creep"già avevo cominciato a stufarmi di queste mancanze , però il disco aveva delle canzoni belissime.
    In "honey" le belle canzoni non ci sono più:30 minuti che sembrano un 'unica canzone , stonata , suonata con i piedi e con un continuo calare e aumentare del tempo.
    Purtroppo per me in questo disco rimangono solo i difetti e mi piange il cuore dirlo , perchè li ho sempre amati.
    Con il tempo si deve imparare a suonare , non essere virtuosi , ma riuscire a far suonare i pezzi , senza stonature ed errori vari , perchè dopo un pò tutto questo diventa veramente irritante soprattutto nella dimensione live.
    A me sembra assurdo fare della propria incompetenza tecnica un pregio(come fanno gli ALTRO) fare lo fi non vuol dire non saper suonare.

  • 31/10/2006 ore 17:34 Carlo Pastore @carlo {R}

    la mia certezza nell'estetica lo-fi è stata rinvigorita ieri dal concerto degli stereototal nel tempio del fighettume live: l'alcatraz di milano.

  • 31/10/2006 ore 18:32 enver @enver

    Stefano Poletti, il cantante

  • 31/10/2006 ore 18:34 enver @enver

    dove la vidi nel 2001 o 2002 prima della prima data italiana nella storia degli Strokes, peraltro...

  • 31/10/2006 ore 22:01 Carlo Pastore @carlo {R}

    I came on my shoulder
    I looked in her eyes
    And just for one moment in my lifetime
    I jumped into the sky

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