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Marti [?]
Unmade Beds [?]

Cantautore, New-Wave, Dark, Blues Primascelta! / Green Fog Records Venus Dischi

di fiz, 25/09/2006

Guarda la copertina di questo disco. Capisci tutto. Affacciati alla finestra su questa notte. Scosta le tende. Troppa notte. Non dire subito che la decadenza è un lusso, saresti banale. Cerca parole nuove o apri il cuore e ascolta. Intanto allenta la cravatta se vuoi, ma non toglierti la giacca e accenditi una sigaretta. Guarda la copertina, chi ci vedi? I dEUS? Già. Vai avanti. I Cousteau? Sì. Nick Cave? Forse. Tindersticks? Yes. E uno sguardo carico di ciò che non sai. Vai o resti? Chiaroscuri al neon. Marti, chi sei/siete? Fuori per un’etichetta sempre più da tenere d’occhio: la Green Fog Records. “Unmade Beds” disco d’esordio per Andrea Bruschi (autore e compositore) e un’ensemble di amici/musicisti. Produce (e suona) Paolo Benvegnù (senza calcare troppo la mano, viene da pensare e ringraziare).

Un disco splendido. Una sorpresa assoluta. Non diciamo insperata perchè poi ci speriamo sempre. Un tappeto di velluto che copre l’immondizia che in realtà tutti siamo. I Soft Cell meno eccessivi che cantano la Genova perduta che più o meno ti immagini di notte. I vicoli bui e le luci del porto. Letti sfatti e puttane che non sono più dolci come una volta. Ma non solo. 12 canzoni. Una linea scura che attraversa l’animo inquieto d’Europa e traccia rotte per tutte le città insieme industriali e portuali, sù fino a Manchester. Indie canzone d’autore swing jazz noir urbano: te lo immagini un David Bowie se non avesse fatto successo e, depresso, si fosse trasferito in qualche angusto monolocale e avesse cantato in una band genovese? Qualcosa così, un’eleganza dimessa. Un disco che gronda spleen a ogni solco. Ci siamo capiti.

Portami via di qui. Ti prego. Portami Lontano. La notte, affacciati su troppa notte, ascolteremo questo disco. Non so dirlo meglio. Sarà perfetto.


Commenti (17)

  • 25/09/2006 ore 16:04 sherwood @sherwood

    Bella.
    La musica, la recensione.
    Le atmosfere e tutto il resto...
    Vado per il terzo, gradito ascolto.
    E' ormai autunno.
    e.

  • 25/09/2006 ore 17:11 enver @enver

    mi limito a confermare l'Augusto Recensore e il Rodigino qua sopra.
    Riferimenti azzeccati, accattivante l'estetica degli unmade beds.
    Brava Green Fog.

  • 25/09/2006 ore 17:56 anonimo @

    bravi...
    anche se (troppo) spesso il modello Tinderstiks è troppo evidente...



  • 26/09/2006 ore 12:45 Giulio Pons @pons {R}

    bellissimo!
    bravi.

  • 27/09/2006 ore 10:54 anonimo @

    carina l'atmosfera... un pò troppo di già sentito nelle costruzioni armoniche.
    live con l'adeguata cornice dovrebbero essere davvero belli da ascoltare.
    nulla che mi spinga a strapparmi i capelli però.

  • 27/09/2006 ore 22:14 anonimo @

    hummmm... vista tutta quella pubblicità e le premesse ero curioso ma... mi aspettavo molto meglio. Sarò cattivo ma la musica è una palla, la voce non mi piace e il songwriting non mi convince... non tocca il cuore.
    Bersaglio mancato, sarà per la prossima per quel che mi riguarda.

  • 27/09/2006 ore 22:42 anonimo @

    Un Bowie depresso genovese? Allora anche un Bee Gees con la raucedine. Dài non scherziamo.
    Alcuni arrangiamenti sono carini, molto notturni e metropolitani. Lo stile c'è e anche la sana spinta a comporre qualcosa di poco commerciale e prevedibile. Ma il risultato è troppo freddo e distante. Non mi coinvolge. Menzione a parte per "Sad girlfriend": veramente molto bella, forse è quella la linea da seguire.

  • 04/10/2006 ore 11:32 xalex @xalex

  • 04/10/2006 ore 11:51 xalex @xalex

    A me non sembra che qualcuno stia scherzando, poi la linea da seguire in questo disco non è solo una. Ascoltalo bene perfavore, è un disco d'esordio sorprendente.
    P.S. complimenti a Fiz.
    Ciao :)

  • 05/10/2006 ore 17:54 El @el

    "...they say...jump!"

    ...azzo, nel primo pezzo sembra davvero di ascoltare David Bowie! La voce, gli svarioni di pianoforte, i cori... Ma questa non è una critica...come potrebbe? I pezzi sono ben fatti ...eppoi ADORO il Duca!!! Inoltre, odo che la voce e la musica hanno anche altre sfumature (terzo pezzo). Ora, sono all'ottavo pezzo e proseguo con l'ascolto...in effetti pure il paragone con i Cousteau ci sta. Però quell'alito gelido di vento che mi viene in mente quando ascolto Bowie continua ad essere presente...se a qualcuno non piace quello, dubito che possa piacere questo gruppo... Comunque, ho già deciso di vederli live.

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