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Mojomatics [?]
Songs For Faraway Lovers [?]

Rock'n'roll, Pop, Country Primascelta! / I Dischi de La Valigetta Goodfellas

di Carlo Pastore, 12/01/2007

Due. Il numero del blues. Ma anche il due di picche. Cioè il paradiso e l’inferno. O, a volere essere corretti, l’inferno giusto e quello ingiusto. Bentornati Mojomatics. Era giusto che dopo aver messo la firma nel librone della Alien Snatch!, etichetta di culto tedesca per gli amanti del garage-punk’n’roll, tornaste a casa per giocarvi le vostre carte. Perciò benvenuti nella grande famiglia delle etichette indie. Dopo anni spesi in giro per i palchi di tutta Europa, il doppio asse veneto viene calato da una coppia di nuovi astanti cremonesi: I Dischi de La Valigetta. Gente tranquilla che ama la musica. E’ così che anche in Italia entra nel giro delle “chitarrine sbilenche e non accordate” anche qualcuno che suona alla vecchia maniera. Gente che si è fatta il culo su è giù dai palchi per anni, senza avere una grande visione d’insieme del presente e con uno spirito sostanzialmente roots.

Con i Mojomatics non c’è da andare a cercare il futuro, come obiettivo imprescindibile per l’entropia artistica. C’è la possibilità, semmai, di rimembrare il miglior passato. Perchè solo lì stanno le sole cose buone. E loro ne lucidano le parti consunte e ne rispolverano l’indomito fascino. Il tutto con una verve incendiaria, un piglio melodico di quelli rari e una attitudine retrocool al 100%.

Difficile capire chi siano gli “amanti lontani” di questo disco. Si presume possano essere due. E non sarebbe un caso. Ma chi lo sa. Di sicuro lontano è quel rock’n’roll delle origini, vicino al fuoco sacro dei Rolling Stones ma anche al cuore ritmico di Woodie Guthrie. Senza però dimenticare una professione quotidiana che non può prescindere da ascolti garage e lo-fi che danno una coloritura al tutto non revivalistica. Si tratta dunque di musica d’oggi suonata come in altri tempi, e non viceversa. Come se un riverbero vintage si fosse posato nel dna di labbra supergiovani. E’ la cravattina nera rubata alla cassa dei vestiti del nonno, dalla storia vissuta e il gusto sofisticato. E’ l’alcolicissima festa country di un paese inesistente dove non ci si può andare, ma semplicemente ci si trova. E’ una casa in cui è ammesso amare Bob Dylan nonostante Ernesto Assante faccia di tutto per portarcelo alla nausea, e in cui si può vestire a pois senza necessariamente essere un fan dell’ultim’ora delle Pipettes. Insomma, qui non c’è fashion: probabilmente le riviste trendy che hanno deciso quanto il rock’n’roll sia hype in questo momento nemmeno s’accorgeranno della loro esistenza. C’è però stile da vendere e una grande capacità di songwriting. Certo, non ci si inventa nulla. Ma che scrittura. Che pacca. Che personalità. Tutto quello che serve a fare di una buona band una ottima band. E di buone canzoni, ottime canzoni.


Commenti (33)

  • 12/01/2007 ore 10:14 lant @lant

    bella!
    :)

  • 12/01/2007 ore 12:07 Allo @allo

    Grande Carletto.
    Grande!

    Bellissima rece.

  • 12/01/2007 ore 13:10 anonimo @

    Bella recensione per bellissimo disco. In questa frase -I Mojomatics suonano questa roba perchè nella musica attuale non trovano niente - c'è anche il mio pensiero.
    Complimenti, davvero.

  • 13/01/2007 ore 15:17 annibale @annibale

    se non trovano niente di nuovo potrebbero inventarlo.......


    (Messaggio editato da annibale il 13/01/2007 15:18:26)

  • 15/01/2007 ore 08:45 alle @alle

    Difficile. E' dal 1968 che tutto è già stato inventato.

  • 19/01/2007 ore 11:47 annibale @annibale

    cazzate...è per questa mentalità che siamo sempre fermi a proporre la STESSA musica....

  • 21/01/2007 ore 23:01 mooninjune @mooninjune

    Beh, il genere che fanno i Mojomatics non contempla e non ha mai contemplato i concetti di modernità, innovazione e sperimentazione, tutto qui.....
    Disco notevolissimo comunque....

  • 22/01/2007 ore 12:48 Fausto 'Faustiko' Murizzi @faustiko {R}

    ...se é per questo anche prima, tipo dal '54 (o giù di lì) se datiamo l'anno zero del r'n'r con elvis.

  • 30/01/2007 ore 16:00 anonimo @

    un po' delgi snob del cazzo, o no?
    come si fa a dire che il 99% del la musica è merda?
    ma chi si credono di essere?
    non è perchè ti fai fare gli abiti dal sarto (anche se, poverette, è un po' vecchio) puoi salire sulla torre e buttare giù. Ognuno è libero di fare musica senza doversi sentire dare della merda da due chissachi.
    o no?

  • 30/01/2007 ore 16:26 Stefano "Acty" Rocco @acty {R}

    ...beh... i mojomatics hanno ragione... e non dicono niente di sconvolgente... il 99% della musica odierna è obiettivamente "merda"... nel mondo moderno aumentano progressivamente quelli che suonano, ma i talenti che nascono restano sempre quelli, quindi la loro percentuale sul totale è sempre più bassa... resta il fatto che tutti sono liberi di fare la merda che vogliono e non mi sembra che i mojomatics lo impediscano agli altri (nè che si tirino fuori dalla possibilità di essere anche loro stessi "merda")...
    ...se poi il discorso è "che maleducati, non si dice che schifo, si dice non mi piace"... vabbeh...






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